Angela Bottari: Storia di una “meravigliosa innovatrice”

A un anno dalla scomparsa di Angela Bottari, diverse personalità del mondo della politica e della letteratura hanno deciso di ricordare la deputata del Pci, protagonista fondamentale d’importanti battaglie per i diritti civili. Abbiamo intervistato per Gay.it i curatori del libro pubblicato da Castelvecchi editore: Pietro Folena e Francesco Lepore.

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Copertina del libro "Angela Bottari. Storia di una donna libera", Castelvecchi Editore (2024)
Copertina del libro "Angela Bottari. Storia di una donna libera", Castelvecchi Editore (2024)
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A un anno dalla scomparsa di Angela Bottari, diverse personalità del mondo della politica e della letteratura hanno deciso di ricordare la deputata del Pci, protagonista fondamentale d’importanti battaglie per i diritti civili. Abbiamo intervistato per Gay.it i curatori del libro pubblicato da Castelvecchi editore: Pietro Folena – presidente dell’associazione culturale MetaMorfosi e parlamentare in più legislature per PCI e PDS-DS – e Francesco Lepore – giornalista de Linkiesta, autore di numerose pubblicazioni, tra cui Il Delitto di Giarre (Rizzoli, 2023).

Copertina del libro "Angela Bottari. Storia di una donna libera", Castelvecchi Editore (2024)
Copertina del libro “Angela Bottari. Storia di una donna libera”, Castelvecchi Editore (2024)

Chi è Angela Bottari e chi è stata per voi?

Francesco Lepore: Non è agevole rispondere alla prima parte di questa domanda, perché Angela è stata una personalità complessa e poliedrica, che ha segnato con la sua vita e le sue battaglie politiche la storia del nostro Paese dagli ultimi tre decenni del secolo scorso ai primi due del nuovo millennio. Mi piace definirla una determinata paladina dei diritti e delle libertà della persona, un’«autentica comunista» – per usare le parole di un’autrice del libro, l’ex ministra della Sanità Mariapia Garavaglia – con l’aspirazione di cambiare dall’interno un partito da lei ritenuto «maschile e maschilista», una maestra di sorellanza tra donne. Da un punto di vista personale, invece, Angela è stata per me innanzitutto un’amica, una sorella maggiore e, per certi versi, una madre.

Pietro Folena: Angela era una comunista libertaria, una femminista sociale, sempre dalla parte degli ultimi e di chi era discriminato per qualsiasi ragione. Angela per me principalmente è stata una compagna di alcune battaglie di rinnovamento politico e morale del PCI-PDS in Sicilia. Abbiamo collaborato negli anni in cui non era più deputata, e si impegnava a tempo pieno per cambiare la sua terra. Ero stato eletto segretario regionale del PCI siciliano nella primavera dell’89, ed è stata sicuramente la persona con cui di più ho condiviso un cammino. Parlo degli anni delle “primavere” di Palermo e di Catania, quando il PCI entrò nelle giunte comunali, rispettivamente, con Leoluca Orlando e con Enzo Bianco. Allora si costruì una grande sintonia umana. Andai per alcuni anni in vacanza a Stromboli, dove era di casa. Grandissima cuoca, e soprattutto una donna di un’umanità ricca, aperta, curiosa.

 In che occasione vi siete incontrati la prima volta?

Francesco Lepore: Abbiamo iniziato a messaggiarci via WhatsApp alla fine del 2020, per poi parlare a lungo nel corso di un’intervista telefonica, che le feci il 26 marzo 2021. Stavo scrivendo per Rizzoli il libro sul delitto omofobico di Giarre, che, edito la prima volta nel giugno 2021, contiene molti stralci di quella conversazione, incentrati sulla partecipazione di Angela al convegno della neonata ARCI-GAY in memoria dei due “ziti” (22 novembre 1981), sul suo incontro con Pio La Torre al riguardo e sui profondi legami personali con Pina Bonanno. Il nostro primo incontro, culminato in un indimenticabile abbraccio, ha avuto invece luogo l’8 luglio 2021, quando per suo interessamento ho presentato a Messina il mio volume inchiestistico Il delitto di Giarre. 1980: un “caso insoluto” e le battaglie del movimento LGBT+ in Italia. Fu l’inizio di un’intesa profonda che solo la morte ha potuto interrompere. «Mi sembra di conoscerti da sempre», mi ripeteva spesso. Ho perso il conto delle volte in cui abbiamo presentato insieme il libro sul delitto di Giarre o trascorso giornate all’insegna della familiarità con l’immancabile partecipazione del mio compagno Michele, che letteralmente adorava.

Pietro Folena: Ci eravamo conosciuti quando era deputata, e io segretario nazionale della FGCI. Angela partecipò alle lotte contro l’installazione dei missili a Comiso, di cui noi giovani comunisti fummo protagonisti. Condividevamo la lezione di Pio La Torre, che in quel movimento si impegnò in prima persona, e che poi, il 30 aprile del 1982, venne assassinato dalla mafia in via Turba, a Palermo, insieme a Rosario di Salvo, suo autista. Il suo impegno dalla parte dell’Arcigay, e del movimento che oggi chiamiamo LGBTQ+ ci vide a fianco, con la FGCI che fece una battaglia culturale aperta contro l’omofobia che allignava anche nella sinistra politica. Ricordo che il primo militante gay ad entrare in un organo esecutivo nazionale dei comunisti – la FGCI di cui ero segretario – fu Nichi Vendola. Quando arrivai nel 1989 a Palermo erano già scritte la nostra sintonia e la nostra condivisione.

Messina,7 settembre 2021: Angela Bottari e la fondatrice del MIT - Movimento Italiano Transessuali, Pina Bonanno
Messina,7 settembre 2021: Angela Bottari e la fondatrice del MIT – Movimento Italiano Transessuali, Pina Bonanno

 Francesco, da cosa nasce il desiderio di raccontare Angela Bottari in questo volume collettaneo?

Dalla volontà di far conoscere a un più vasto pubblico la grande figura di Angela, morta a Messina il 14 novembre 2023, e il suo alto magistero umano, civile, politico attraverso documenti (discorsi, interviste, interventi parlamentari), foto inedite e le testimonianze di chi l’ha conosciuta (trentacinque in tutto, compresa la prefazione della deputata dem Chiara Braga). Con Pietro Folena abbiamo perciò deciso di curare insieme questo volume collettaneo, che, pubblicato per i tipi romani Castelvecchi grazie alla disponibilità di un editore visionario come Pietro D’Amore, ha visto la luce il 31 agosto scorso con il fondamentale sostegno del gruppo del PD alla Camera dei deputati e in collaborazione con la Fondazione Nilde Iotti e Malacoda Ente culturale.

Francesco, ci ricordi quali sono state alcune delle battaglie condotte da Angela Bottari per i diritti civili di donne e persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+?

Durante i tre mandati di deputata (1976-1987) Angela si è soprattutto battuta per l’abrogazione della rilevanza penale della causa d’onore e del connesso obbrobrio giuridico del matrimonio riparatore, poi normata dalla legge 442/1981. Non bisogna dimenticare che dell’originario pdl proprio lei era stata relatrice dal dicembre 1978 fino alla fine della VII legislatura (19 giugno 1979). E poi la proposta di legge contro la violenza sessuale, prima in assoluto sulla drammatica realtà (anche se la legge sarebbe arrivata solo nel 1996), presentata da Angela già il 2 dicembre 1977 e poi ripresentata altre due volte durante la VIII e IX legislatura, che l’avrebbero vista anche impegnata come relatrice del progetto normativo. Per quanto riguarda i diritti delle persone LGBTQIA+ è innanzitutto da ricordare la sua enorme sensibilità per le istanze della comunità trans, a favore della quale si batté senza quartiere per il miglioramento del pdl De Cataldo sulla rettifica anagrafica di sesso e l’approvazione della legge 164/1982. Non a caso, nel volume Pina Bonanno, storica fondatrice del MIT – Movimento Italiano Transessuali e autrice del contributo Carismatica paladina di noi donne trans, parla di Angela nei termini di «vera madre e colonna portante della 164» (p. 99). C’è inoltre da sottolineare la sua entusiasta adesione nell’86 all’iniziativa dell’allora presidente nazionale di Arcigay Franco Grillini per il riconoscimento legale delle relazioni tra persone dello stesso sesso nell’ambito di una più ampia regolamentazione – come si ragionava all’epoca – delle coppie di fatto (al riguardo si vedano, nel mio contributo Angela e i diritti delle persone LGBT+, le pp. 92-94). Una volta terminata l’esperienza parlamentare, Angela, attraverso interviste e convegni, ha fatto inoltre sentire la sua voce chiara e puntuale durante gli accesi dibattiti sui ddl Cirinnà e Zan, schierandosi nettamente a favore delle unioni civili e di una seria norma di prevenzione e contrasto dell’omobitransfobia.

Giarre, 26 novembre 2021: Francesco Lepore, Angela Bottari e l'ex presidente nazionale di Arcigay davanti all'Istituto Fermi, che sorge sul luogo del ritrovamento del corpo degli "ziti"
Giarre, 26 novembre 2021: Francesco Lepore, Angela Bottari e l’ex presidente nazionale di Arcigay davanti all’Istituto Fermi, che sorge sul luogo del ritrovamento del corpo degli “ziti”
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 Pietro, quali sono le principali vittorie politiche di Angela Bottari?

Delle vittorie parlamentari ha parlato già Francesco. La legge 164 del 1982 fu una straordinaria conquista, venuta prima di quelle realizzate in altre grandi nazioni democratiche. La battaglia contro la violenza sessuale ha avuto invece necessità di un tempo purtroppo troppo lungo. Ma la determinazione con cui Angela ha rifiutato un compromesso sulle questioni di principio di quella legge – arrivando alle dimissioni da relatrice – racconta l’indole di questa donna: in definitiva è stato un atto determinante per spostare la cultura politica del Paese su questi temi e per sconfiggere – anche se purtroppo non definitivamente – la visione maschilista e patriarcale che dominava la legislazione. E così, dall’esterno del Parlamento, Angela ha sempre appoggiato con forza la causa dei diritti civili. Detto ciò credo che la vittoria politica – per stare alla tua domanda – più significativa di Angela sia stato il dare un contributo determinante nel cambiamento della cultura della sinistra e delle istituzioni sui temi della libertà femminile e dei diritti LGBTQ+. E questo è avvenuto soprattutto nella sua terra, in Sicilia, dove, dal processo a Franca Viola alla presa di coscienza sul delitto di Giarre, Angela è stata una meravigliosa innovatrice.

Delitto di Giarre: Francesco, ci racconti il ruolo avuto da Angela Bottari in quel particolare frangente? 

Angela ebbe un ruolo di primo piano in riferimento al grande movimento di protesta e rivendicazione, che la tragica morte di Giorgio Agatino Giammona e Toni Galatola, ritrovati cadaveri il 31 ottobre 1980, suscitò nel Paese e, soprattutto, in Sicilia. Contrariamente a una certa vulgata erronea che pone in un rapporto di causa ed effetto il delitto di Giarre e la fondazione del primo Collettivo omosessuale dell’ARCI (9 dicembre 1980), poi divenuto ARCI-GAY, è documentalmente acclarato che l’assassinio di Giorgio e Toni svolse comunque una funzione acceleratrice nella nascita della nuova realtà, fungendo da catalizzatore di idee e progetti associazionistici già in corso da mesi a Palermo. Si deve inoltre ascrivere proprio ad ARCI-GAY – dove erano intanto approdati non pochi militanti di quel FUORI! che aveva organizzato a Giarre, il 6 novembre 1980, l’importante convegno nazionale “Omosessualità. Orgoglio e pregiudizio” – l’ideazione e la messa in piedi, nella stessa cittadina etnea, di una giornata commemorativa dei due “ziti” a un anno dalla morte. Come già prima accennato, l’assise convegnistica si tenne il 22 novembre 1981 e vide la partecipazione di una giovane deputata messinese, che parlò di violenza sessuale tra continui applausi dell’uditorio. Quella deputata, che sin da allora aveva chiaramente individuato nella cultura maschilista e sessista la comune matrice della misoginia e dell’omobitransfobia, era appunto Angela Bottari. Angela è stata di fatto la prima parlamentare comunista a interessarsi pubblicamente della vicenda di Giorgio e Toni, capace di sensibilizzare alla questione non solo le altre compagne e colleghe di partito a Montecitorio ma anche dirigenti di un PCI tanto maschilista quanto largamente omofobo. È oramai celebre l’episodio, di cui lei stessa fu protagonista a Palermo alcuni giorni dopo quel convegno del novembre ‘81, quando Pio La Torre – che sarebbe stato assassinato di lì a qualche mese da Cosa Nostra – l’elogiò inaspettatamente per il suo intervento a Giarre e le manifestò la volontà di pagare personalmente gli autobus, destinati ad attiviste e attivisti omosessuali siciliani per una manifestazione in programma a Roma. Impegnata sin da allora perché si rendesse verità e giustizia a Giorgio e Toni, Angela fece in modo di mantenerne viva la memoria in vari modi. Tra questi ricordo solo – in quanto ancora vicino cronologicamente a quel particolare frangente – il discorso da lei tenuto nella capitale, il 16 maggio 1982, durante l’assemblea pubblica, che il MUOR (Movimento unitario omosessuale romano) aveva organizzato a meno di un mese dall’omocidio di Salvatore Pappalardo. In quella sede la deputata Bottari ebbe fra l’altro a dire: «È tremendo che ci si rassegni alla tragedia. Ieri Monte Caprino, l’altro ieri Giarre: da un lato chi vuole esaltare la vita, l’amicizia, l’amore, dall’altro chi oltraggia e uccide. Non passa anche qui, sul terreno della sessualità, il discrimine tra la civiltà e la barbarie, tra uguaglianza e razzismo, in definitiva tra progresso e conservazione?». È il solo passaggio che conosciamo di quell’intervento di Angela: un giornalista dalla caratura di Eugenio Manca ne comprese sin da subito la portata, riportandolo per L’Unità nel suo articolo di cronaca della manifestazione.

Manifestazione del Muor, Roma, 15 Maggio 1982
Manifestazione del Muor, Roma, 15 Maggio 1982

Pietro, il titolo del vostro libro è Angela Bottari. Storia di una donna libera. Mi spieghi cosa rendeva Angela libera e in che modo esprimeva questa sua tale libertà?

Mi sono fatto la convinzione che la libertà per Angela era un fatto primordiale, fondante di ogni scelta di vita. Era una convinzione morale, nata forse nel contesto in cui è cresciuta – nella frazione messinese di Giampilieri – e contro le prepotenze maschili, a partire da quelle del padre. Lei diventa femminista e comunista proprio perché si ribella ad ogni prepotenza e ad ogni patriarcato. E così le sue battaglie le fa sempre a viso aperto, esponendosi e rischiando. Il titolo che io e Francesco abbiamo voluto dare a questo libro – Angela Bottari. Storia di una donna libera – ci è venuto naturalmente e facilmente, perché lei era così. Si è trattata anche di un’assoluta libertà di pensiero, a costo di pagare, nel suo partito o negli ambienti in cui operava, dei prezzi personali. Una libertà che Angela realizzava non come una pensatrice separata dai problemi quotidiani del popolo, ma in un rapporto organizzato col popolo: lo strumento per Lei è sempre rimasto il Partito, pur ben diverso da quello che, con Enrico Berlinguer, l’aveva vista combattere le sue prime grandi battaglie in Parlamento e in Sicilia.

Roma, 17 maggio 2023: Pietro Folena e Angela Bottari sul palco del Teatro Porta Portese in occasione dell’incontro “Uguaglianza nella diversità".
Roma, 17 maggio 2023: Pietro Folena e Angela Bottari sul palco del Teatro Porta Portese in occasione dell’incontro “Uguaglianza nella diversità”.

 Pietro, qual è, secondo te, l’eredità intellettuale, umana e politica di Angela Bottari?

È presto per rispondere alla tua domanda. Il libro è una sorta di mosaico di tante tessere, incomplete, che raccontano qualcosa di quest’eredità. Ci sarà bisogno di tornare sul tema, di riflettere, di approfondire. Rimango convinto che la sua passione per i giovani e per le ragazze abbia parlato, fino agli ultimi mesi della sua esistenza, a queste nuove generazioni, a cui guardava non come fanno in molti in modo moralistico e spocchioso. Anzi: era interessata alle loro culture, al loro linguaggio, ai loro valori: al modo, per esempio, in cui i giovani vivono la propria identità sessuale. L’eredità intellettuale, umane e politica di Angela è proprio qui: nella capacità di ribellarsi, in forme democratiche e non violente, al conformismo che uccide l’esistenza, agli stereotipi, alle doppie morali, alle ipocrisie. La sua famiglia allargata – il contrario del modello ideologico del secondo Novecento – rappresenta un’idea di comunità e di condivisione  incredibilmente moderna. Coraggio, ribellione, generosità, rapporto col popolo: questi alcuni dei tratti che hanno fatto di Angela Bottari una persona speciale, che ci stimola a non fermarci mai.

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