Ad un anno dalla prima approvazione, da ieri le persone queer e transgender maggiorenni di Bologna potranno ufficialmente richiedere il proprio abbonamento TPER per il trasporto pubblico locale con il nome di elezione, ovvero un’identità alias che garantisce l’accesso al servizio e il diritto all’autodeterminazione nella propria espressione di genere. Risultato importantissimo nato da un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale e a prima firma Porpora Marcasciano, Presidente della Commissione Pari Opportunità che ha così commentato il risultato finalmente raggiunto.
“Una bellissima e grandissima opera di costruzione, nonostante all’esterno non appare spesso ma ci stiamo lavorando, siamo le grandi Penelopi che lavorano alla tela, siamo le tessitrici. Stiamo tessendo un ottimo ricamo per i diritti, la visibilità, la dignità delle persone trans e LGBTQIA+ in questa città. Per riempirla di sostanza, più che di forma. L’opera quando sarà completa, ma non lo saprà mai perché i nostri diritti non hanno un punto di arrivo ma tanti punti di partenza, faremo una grande festa“.
“Un passo importante per aumentare l’inclusività ed eliminare situazioni di disagio e forme di discriminazione legate all’identità di genere sull’autobus, un altro passo nell’attuazione dell’ordine del giorno votato dal nostro Consiglio Comunale – che ringrazio – per i diritti della comunità lgbtqia+”, ha commentato la vicepresidente di regione Emily Marion Clancy. “Come sempre i grandi risultati sono frutto di impegni trasversali: un grandissimo ringraziamento va a TPER e alle associazioni Lgbtqia+ che hanno lavorato con noi per rendere possibile questa politica di tutela e riconoscimento, così come al Settore Pari Opportunità del Comune di Bologna“.
Anche a Milano, da inizio 2025, le persone trans potranno richiedere l’”identità alias” per gli abbonamenti dei mezzi pubblici, mentre a Roma, come sottolineato da Marilena Grassadonia, si sta lavorando per arrivare ad un identico risultato, dopo aver già attivato le carriere alias (come a Milano) per i dipendenti comunali.
La carriera alias, lo ricordiamo, è un“profilo burocratico formale alternativo e temporaneo che permette la sostituzione del nome anagrafico con quello adottato dalla persona transgender interessata.
