“Oggi tocca a noi, domani a chiunque non si riconosca nei principi illiberali e fascisti”: associazioni LGBTIAQ+ in piazza per l’Europa: (VIDEO)

"Lo abbiamo fatto al grido di diritti, pace, resistenza" - spiega Rosario Coco di Gaynet, che ha laboriosamente coordinato le adesioni da tutta Italia.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Associazioni LGBTIAQ+ in Piazza per l'Europa
Associazioni LGBTIAQ+ in Piazza per l'Europa
5 min. di lettura

Lo “scandalo della democrazia”, come ha detto Michele Serra dal palco, ha portato ieri a Roma 50mila persone nella “Piazza per l’Europa“, manifestazione nata spontaneamente proprio da un editoriale del giornalista e pensatore di Repubblica. Un evento che ha visto l’adesione di molte sigle LGBTIAQ+, sebbene il Cassero di Bologna abbia preso le distanze.

Lo abbiamo fatto al grido di diritti, pace, resistenza – spiega Rosario Coco di Gaynet, che ha laboriosamente coordinato le adesioni da tutta Italia – portando una portavoce come Alessia Crocini (presidente di Famiglie Arcobaleno ndr) sul palco a dire chiaramente che l’Europa che vogliamo è quella solidale, dei diritti, che non taglia la spesa sociale e che si schiera senza ambiguità dalla parte delle persone più deboli e discriminate.”

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

Nel suo intervento (qui sopra il video del suo discorso integrale) Alessia Crocini – presidente Famiglie Arcobaleno – ha parlato a nome di tantissime associazioni e realtà LGBTIAQ+ italiane che ogni giorno lavorano sul territorio per difendere le nostre vite, le nostre identità e i nostri diritti.

Le associazioni LGBTIAQ+ hanno chiesto un’Europa giusta, pacifica e solidale, che tuteli i diritti invece di investire in armi. Denuncia l’oppressione crescente contro la comunità LGBTQIA+: dalle politiche anti-trans di Trump alle “zone LGBT-free” in Polonia, dalla censura del gender in Bulgaria alla persecuzione in Russia e Ungheria (dove Orbàn vuole costringere i Pride al chiuso). “Anche in Italia, il governo sta smantellando i diritti – ha denunciato dal palco la presidente di Famiglie Arcobaleno – ha cancellato certificati di nascita di figli di coppie omogenitoriali, criminalizzato la GPA e attaccato le giovani persone trans. Crocini ha ricordato la proposta di legge italiana anti-LGBTI ispirata a Putin che minaccia ora la scuola, e la censura della destra contro la presunta “teoria gender”. L’obiettivo è spaventare la comunità, negare le aggressioni omo-lesbo-bi-transfobiche e giustificare la violenza contro le persone LGBTIAQ+. “Ma non spariremo” – ha annunciato Crocini – le persone LGBTQIA+ e le famiglie arcobaleno continueranno a esistere“. Secondo la portavoce delle sigle arcobaleno aderenti “serve un’Europa che difenda la democrazia e contrasti i sovranismi, per garantire un futuro libero a tutte e tutti”.

Un messaggio chiaro: l’Europa è la piattaforma politica sulla quale costruire, insieme al resto della società civile, alla politica e alle istituzioni, un futuro di democrazia liberale contro l’avanzata inquietante e violenta dei nuovi e vecchi fascismi. Esserci significa poter dire la nostra.

Francesca Vecchioni, presidente Fondazione Diversity, ha portato un’importante riflessione su come l’Unione Europea abbia fin dall’inizio lavorato sulla non discriminazione e sull’inclusione. Vecchioni ha ricordato le recenti cancellazioni delle politiche DEI (Diversità, Equaglianza, Inclusione) da parte dell’amministrazione USA di Trump.

ASSOCIAZIONI LGBTIAQ+ ADERENTI

Queste le sigle LGBTIAQ+ presenti: Arcigay Nazionale, Agedo Nazionale, EDGE, Rete, Famiglie Arcobaleno, Genitori Rainbow, MIT, Rete Lenford, Intersex Esiste, NUDI, Libellula APS, GayCenter, Mario Mieli, Polis Aperta, SAT Pink, Gaynet, Gruppo Trans APS, Agapanto APS, CEST, ARCO, Ala Milano Onlus Sportello Trans, Associazione Consultorio Transgenere, Certi Diritti, Libellula, T Genus, ALFI, Dì Gay Project, Pride Vesuvio, Napoli Pride, Antinoo Arcigay Napoli, Omphalos LGBTI, Ygrò A.p.s., Agedo Roma, Di’Gay Project, Checkpoint Plus Roma

Una piazza che ha unito mondi lontani sotto la speranza che l’Unione Europea possa evolvere verso un progetto politico unitario che porti agli Stati Uniti d’Europa, più volte invocati sul palco. “Sono venuta qui dalla Russia proprio perché quando crescevo, immaginavo di crescere in un posto libero” ha spiegato una ragazza ai microfoni di Gay.it. “Non si può accettare qualsiasi pace” ha commentato Roberto Vecchioni, in riferimento all’inquietudine che serpeggiava nella piazza (e nel paese) davanti al piano di riarmo europeo annunciato da Von der Leyen.

Di seguito alcune delle interviste che il nostro team (Dimitri Cocciuti, Emiliano Sisolfi) ha realizzato. Sul nostro canale IG tutte le testimonianze che abbiamo raccolto.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

 

Il discorso integrale di Alessia Crocini a nome delle associazioni LGBTIAQ+ aderenti

Ciao a tutte e a tutti, e grazie per la resistenza. Io sono Alessia Crocini, ho cinquant’anni e sono presidente di Famiglie Arcobaleno, l’associazione dei genitori LGBT+. Oggi, però, parlo a nome di oltre 40 associazioni LGBT+ che hanno aderito a questa manifestazione con un messaggio chiaro: vogliamo un’Europa di pace, giusta e solidale, senza riarmo né aumento delle spese militari a discapito del welfare. Perché più armi non vuol dire più sicurezza.

Come persone LGBT+ chiediamo che l’Europa metta al centro le persone, i loro diritti, i loro bisogni. La nostra comunità sta vivendo un’oppressione crescente. Negli Stati Uniti, Trump sta cancellando l’identità delle persone trans, partendo dai documenti. In Europa abbiamo visto le zone LGBT-free in Polonia, e in Bulgaria è stata approvata una legge che vieta la cosiddetta propaganda gender nelle scuole. In Russia e in Ungheria queste stesse leggi sono un pretesto per perseguitare la nostra comunità: Orban ha appena dichiarato illegali i Pride. Tutto questo viene mascherato dietro una presunta difesa dell’infanzia.

L’Italia non è da meno: il governo ha iniziato perseguitando le famiglie arcobaleno, cancellando certificati di nascita di bambine e bambini con due mamme, criminalizzando la gestazione per altri. Poi ha attaccato le giovani persone trans e gender creative, inviando ispettori in strutture di eccellenza e minacciando la serenità di intere famiglie. In questi giorni, il governo sta portando avanti una legge di ispirazione putiniana, che usa il fantasma del gender per censurare la scuola e cancellare l’esistenza delle persone LGBT+.

Le aggressioni contro la nostra comunità sono all’ordine del giorno. Giovani LGBT+ vengono picchiati, cacciati di casa dai propri genitori, istigati al suicidio. Eppure, si nega che dietro queste morti ci sia una matrice omolesbo-bi-transfobica. L’obiettivo è spaventarci, giustificare la violenza nei nostri confronti, farci tornare a nasconderci. Perché, se siamo percepiti come pericolosi, diventa “giusto” picchiarci, cacciarci di casa, ucciderci. Vogliono annullare i nostri diritti e persino la richiesta di diritti.

L’Italia è l’unico Paese tra i fondatori dell’Unione Europea a non riconoscere i diritti delle persone LGBT+. Ma parliamoci chiaro: toglierci parola, visibilità, diritti non ci farà scomparire. Persone di ogni età, in ogni parte del mondo e sotto qualsiasi regime, continueranno a riconoscersi come lesbiche, trans, intersex, queer, bisessuali, gay. Bambine e bambini continueranno ad avere due mamme, due papà o un solo genitore LGBT+.

L’unica differenza sarà come potremo vivere: libere oppure oppresse. Ma non spariremo. I sovranismi vogliono riportare indietro le lancette del tempo, limitando ogni giorno le nostre libertà e i nostri diritti. Per questo c’è bisogno di un’Europa più giusta, di un baluardo di resistenza contro i nazionalismi, di un modello di democrazia. Perché oggi sono sotto attacco i diritti delle persone LGBT+ e delle donne, ma domani toccherà a chiunque non si riconosca nei principi illiberali e fascisti.

Vi ringrazio per la pazienza di aver aspettato finora. Dedico questa piazza a mio figlio Levon, che ha 10 anni, nella speranza che lui e tutti i bambini possano crescere in un’Europa in cui le persone vengano prima dei confini. Grazie.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.