I puristi del coming out diranno: e no, non basta. A loro interessa che Mahmood guadi il fiume da una sponda all’altra, con metodo e parole fissate dal canone ortodosso dell’attivismo duro e puro. A quell’altro invece interessa fregarsene altamente di chi gli dice cosa deve fare e come deve farlo. Ma il tilt è tutto mediatico. Perché sì, una specie di coming out c’è stato (ancora!), ma insomma: ce n’era bisogno? Ma il bello, è che nessuno parla di coming out. Non sia mai!
E così, salti mortali e tripli carpiati. E media italiani impazziti davanti a Mahmood, che parla di un* ex, ma lo fa in lingua inglese, col magazine Paper, sfruttando al massimo il neutro della lingua anglosassone. Furbata mediatica? Omofobia interiorizzata che spinge ancora a questo genere di sotterfugi per ripararsi un po’ da sé stessi e dai propri incubi di periferia? Freddo calcolo per ascendere alla fama internazionale? Raggiro di un management da sempre reticente al coming out dell’artista? Ma no! È Mahmood, non ponetevi domande, ascoltate le sue canzoni (solo Ra-ta-ta).
Gay.it ne ha dato notizia ieri, senza star lì troppo a menare la fava. Il collega ha preso e scritto il pezzo e tanti saluti. Poi si è passati a parlare di lubrificanti. E via con lo sputo (avete letto?).
Ora c’è una carovanata di media italiani che nelle ultime ore è partita all’ingrosso del raccontino dell’ex, senza parlare di coming out, non si sa mai eh! Lo scriviamo noi. In attesa di querele da Mahmood (Giurami che tu mai, tu mai…)
Tutto nasce da questo testo in inglese rilasciato a Paper dal nostro incontrastato RE DEL POP (fuori fa-fa-fa-fa…)
For example, I have this ex who was my longest relationship for five years. Now we are friends, but I wrote this song that was 100% sincere. There is a part in it where I say, “More than be part of a threesome, I would like to have some flowers.” I understand that sometimes, the other person can feel attacked because certain things need to be private. But if I censored that story, I would lose an opportunity to connect with people.
Persino Vanity Fair (giornale che alla nostra superstar ha sempre riservato un trattamento di riguardo ) va giù dritto e parla di fidanzato.
Insomma, questa storia non avrà mai fine, perché è Mahmood a non mettervi fine (e noi qui a scrivere). Così fanno gli autori. Possono scrivere decine di canzoni o romanzi intorno alla stessa storia. Meraviglioso.

Ora, se volete davvero ricostruire la storia di un coming out che non c’è mai stato, dovete studiare. Ed ecco alcuni link utili a riguardo. Già nel 2016 di coming out Mahmood aveva parlato con Gay.it. Solo che poi, dopo aver sconfitto Salvini e Ultimo a Sanremo 2019 coi Soldi, ecco l’inceppo dell’etichetta. C’era poi stato l’outing al Grande Fratello. Quindi il testo relativo al triangolo (No!). La conferenza stampa di Sanremo (il punto più avanzato). E non dimentichiamoci dei Brividi con Blanco tacciati di queer-baiting dalla stampa spagnola (vabbè)! E vogliamo parlare di quello sguardo con Mengoni? Ci sono poi stati gli outing a Mahmood/Mengoni di Dagostino e Gomez (gli zii che candidamente dicono la verità > doppio-LOL). Poi a un certo punto Mahmood ha fatto un coming out immenso come l’universo, ma siccome non si tratta di un’intervista, nessuno l’ha considerato: sto parlando dei testi di un intero album.
Piuttosto: lo sapevate che al Forum di Assago il concerto avrà una scenografia ultra-dark? Una roba nero-Prada? È già sold-out. Tu mai tu mai tu mai…
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