Un primo giugno intenso che ha visto il Pride esplodere in numerose manifestazioni, grandi e piccole, che hanno abbracciato l’intera Penisola: le città di Perugia, Padova, Savona, Ferrara, Pavia, Cuneo, Enna, Roma, Viterbo e Taranto sono state inondate da cortei composti da migliaia di partecipanti.
Ecco un breve recap di come si sono svolti questi Pride.
Padova Pride

Il Padova Pride ha visto una partecipazione massiccia con quasi 10.000 persone. “Il primo giugno siamo statə fuori luogo e in ogni luogo per le strade della nostra città a gridare le nostre rivendicazioni e la nostra lotta. Ma anche a urlare il nostro amore, a celebrarci nel posto esatto in cui dovremmo essere. Perché le persone queer sono ovunque. Sono nelle strade nelle scuole, negli ospedali. Ma sono anche migranti, vittime del cambiamento climatico e persone senza fissa dimora. Le persone queer sono ovunque, anche a Gaza sotto le bombe. Noi siamo scesə in piazza anche per loro e non ci fermeremo finché tuttə non saranno vive, salve e capaci di vivere una vita degna di chiamarsi tale. Buon pride e free Palɜst1ne”
Savona Pride

Il primo Pride a Savona ha registrato la presenza di almeno 5.000 partecipanti. Il sindaco Marco Russo ha commentato: “Una presenza molto nutrita, una bella festa, una festa della città e dei savonesi. Spero che diventi una tradizione, ma quello che conta è il messaggio di inclusività e apertura sociale. La piazza vuole dare un segnale di inclusione, Savona città aperta”.
Ferrara Pride “in bike”

Circa 3.000 persone hanno preso parte al Ferrara Pride “in bike”. Aderendo all’invito dell’organizzazione di privilegiare le due ruote senza motore, molte persone hanno scelto la bici che, come afferma Manuela Macario, presidente di Arcigay Ferrara “Occhiali d’oro”, è “il mezzo che caratterizza la nostra città, il nostro spirito ecologico e sostenibile e la nostra storia, fatta di staffette partigiane e persone che su due ruote hanno portato avanti lotte e conquiste”.
Cuneo Pride

Centinaia di persone hanno sfidato il maltempo partecipando al Pride di Cuneo. A guidare la parata del Cuneo Pride è stata presente anche Natascia Maesi, Presidente nazionale di Arcigay: “Avete scritto una pagina di storia della vostra città” – ha detto la presidente – “Ho attraversato con voi le strade di Cuneo, ho visto la vostra comunità manifestare insieme, far sentire la propria voce e il battito dei propri cuori al ritmo dei tamburi ed è stata un’esperienza incredibile… in queste occasioni siamo uniti dallo stesso orgoglio, ma anche dalla stessa rabbia e oggi vogliamo far sentire anche quella”.
Enna Pride

Il primo Pride di Enna ha coinvolto una grande folla di partecipanti, provenienti anche da paesi limitrofi come Troina, Leonforte e Caltanissetta. Il corteo è iniziato alle 17 presso il Castello di Lombardia, per poi spostarsi in Piazza Umberto I, dove si è svolto un sit-in ricco di testimonianze. Tra le voci più significative, quella di Zoe, una ragazza transgender ennese, che ha condiviso: “Oggi Enna diventerà un posto migliore, dove sarà possibile vivere una vita normale, come ovunque nel mondo”
Umbria Pride

L’Umbria Pride a Perugia ha visto la partecipazione di circa 10.000 persone. Lorenzo Ermenegildi Zurlo, segretario di Omphalos, ha sottolineato: “C’è bisogno di Pride – ha detto il segretario di Omphalos LGBTI+, Lorenzo Ermenegildi Zurlo – oggi più che mai, con la situazione politica in cui ci troviamo. Andare a votare è fondamentale”.
PRIOT Pride

Per capire bene come è stato il PRIOT Pride di Roma di sabato 1 giugno, vi lasciamo direttamente alle parole scritte su Instagram dalɜ attivistɜ:
“Le strade del Quadraro sono state invase dalla rabbia e dalla gioia, dalle urla e dalla cura, dalla lotta e dalla festa…e purtroppo anche dalla digos.
Non che ci aspettassimo qualcosa di diverso: la polizia ieri si è esibita in continui atteggiamenti ostili e provocatori. Tappe previste e saltate, agenti che facevano accelerare il carro di propria iniziativa ostacolando la nostra gestione, fino all’ordine di sciogliere il corteo a fronte di un semplice e minimo ritardo sul percorso.
Gli agenti hanno individuato due persone del coordinamento e hanno agito pressioni e minacce di ripercussioni solo nei loro confronti, rifiutandosi di dialogare con chiunque altrə di noi, nel chiaro intento di colpire personalmente e di neutralizzare l’orizzontalità sulla quale Priot si fonda.
Non ci sono riusciti.
Di fronte alle continue pressioni e intimidazioni, una volta permesso l’allontanamento del carro a seguito di dirette minacce della polizia nei confronti dell’autista, il corteo, spontaneamente, non si è sciolto. Gli interventi mancanti sono proseguiti al megafono e in tantɜ ci siamo incamminatɜ insieme verso il Pigneto, riprendendoci ancora una volta le strade con le nostre voci e con i nostri corpi, a dimostrare che i nostri processi non sono verticalizzabili né controllabili per volontà dello Stato.
Ribadiamo la nostra complice e incondizionata solidarietà allɜ compagnɜ che ieri, nel corteo a sostegno della lotta del popolo Palestinese, sono statɜ bersaglio di cariche e di lancio di lacrimogeni da parte delle forze di polizia.
Pavia Pride

A Pavia, centinaia di persone hanno marciato per le vie della città. Cecilia Bettini, Presidente di Coming-Aut Pavia, ha dichiarato: “Questo governo non deve rimanere indifferente di fronte alle violenze che esso stesso genera. Pavia non lo è di fronte a quanto sta accadendo intorno a noi: la piazza si è espressa limpidamente con una richiesta di pace e diritti. I tanti arcobaleni che hanno attraversato Pavia chiedono una lotta senza quartiere alla violenza omofobica e transfobica. Le persone che hanno manifestato riconoscono il valore e la dignità di ogni essere umano”.
Tuscia Pride

Il Tuscia Pride a Viterbo ha registrato una grande affluenza, con oltre 3.000 partecipanti che hanno marciato per le vie del centro storico. In un contesto descritto come difficile per la comunità queer, l’evento ha segnato un significativo momento di visibilità e celebrazione dei diritti queer e trans*.
Dal profilo social del Tuscia Pride, sono state esposte le sfide quotidiane della comunità: “Questa è una città difficile in cui crescere, soprattutto per la comunità Queer. Vannacci ha cominciato da qui a presentare il suo libro omotransfobico e misogino. Vittorio Sgarbi è assessore al nostro comune. È una città dove le violenze omotransfobiche sono all’ordine del giorno. Ecco perché è difficile dichiarare la propria identità.”
Marta Bonafoni, coordinatrice del Partito Democratico e consigliera della Regione Lazio, ha condiviso il suo entusiasmo per l’evento: “Eppure non mi capitava da tempo di emozionarmi come ieri a Viterbo, costruito dal basso, per la prima volta la sfilata dell’orgoglio lgbtqi+ ha varcato la porta della città antica ed ha attraversato la piazza del Comune.”
Taranto Pride

“Ma noi chi siamo” è stato lo slogan che ha fatto da cornice al corteo di Taranto Pride. Partito dalla città vecchia in Piazza Castello nei pressi del Castello Aragonese, il corteo ha costeggiato il lungomare tarantino ed è arrivato in piazza dell’Immacolata. Il comitato organizzatore ha sottolineato che non si tratta soltanto di una celebrazione locale, ma è l’inizio dell’Onda Pride provinciale che vedrà anche le città di Manduria, Castellaneta, Martina Franca e Palagianello coinvolte in maniera particolare, e altri comuni della provincia jonica.
Per quanto riguarda Taranto Pride ci soffermiamo di più rispetto ad altri recap perché abbiamo ricevuto la loro intervista proprio il giorno del Pride e vorremmo darne una buona risonanza come abbiamo fatto con altri Pride. Prendiamo qui di seguito alcune delle domande e risposte che sono emerse dalla nostra corrispondenza:






































