Omofobia, Vittorio Sgarbi condannato per diffamazione ai danni di Rocco Casalino

Da quantificare il risarcimento danni che la parte civile stima nell'ordine dei 50.000 euro.

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Attuale Sottosegretario di Stato al Ministero della cultura, Vittorio Sgarbi è stato condannato per diffamazione nei confronti di Rocco Casalino dalla Corte di Cassazione. L’attuale Sindaco di Arpino dovrà pagare 1.000 euro di multa e 3.000 di spese processuali, oltre al risarcimento danni, ancora da quantificare, che la parte civile stima nell’ordine dei 50mila euro. A darne notizia LaRepubblica.

I fatti risalgono a inizio 2020, quando Sgarbi in diretta a Stasera Italia su Rete4 etichettò l’ex portavoce di Palazzo Chigi come “ch*cca inutile“. Casalino ha trascinato Sgarbi in tribunale, con l’allora deputato che provò a sminuire quanto detto, etichettando quel “ch*cca” come sinonimo di “omosessuale”, ovvero non offensivo. I suoi avvocati, Giampaolo Cicconi e Manuel Varesi, dissero che Sgarbi stava semplicemente manifestando il proprio pensiero, facendo leva anche sulla sua carica da deputato.

Peccato che la Corte di Cassazione “ha già stabilito che per il reato di diffamazione non è invocabile l’immunità parlamentare“, ha ricordato l’avvocato di parte civile Tommaso Gioia. Questo perché chi “diffama un avversario politico non può ottenere l’immunità in quanto manca qualsiasi nesso funzionale con l’attività parlamentare“. Sgarbi, tra le altre cose, non è nuovo a simili uscite. Il critico d’arte era già stato condannato più volte per lo stesso reato ed è “recidivo infra-quinquennale“.

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Negli ultimi anni sono state tantissime le uscite a dir poco infelici e offensive dell’attuale Sottosegretario di Stato al Ministero della cultura.

Nel 2017 disse “L’omosessualità coincide spesso con la pedofilia“.  Nel 2018, nel parlare di matrimoni gay, li definì “culimonio“. Nel 2019, in onda su Canale 5 a Non è la D’Urso, travolse di insulti Vladimir Luxuria. Nel 2021, alla Camera dei deputati, disse che “Il DDL Zan è pedofilia di Stato”.  Pochi mesi dopo commentò un bacio tra due donne in uno spot di caramelle come “immorale e pornografico”.  A seguire disse. “Ci si scandalizza per Lino Banfi e non per le pubblicità oscene con LGBT”. L’anno scorso, sempre in tv, ha invece dato della femmina a Michele Bravi.

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normanno2000 21.8.23 - 20:44

In un paese veramente democratico e liberale questo osceno figuro omofobo di estrema destra sarebbe messo ai margini della società e non farebbe nessun lavoro pagato dallo stato.