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Roma, parla il ragazzo gay aggredito in metro: “Ho paura a uscire, temo di incontrare in giro quell’uomo”

23enne originario del Nicaragua, Jean Pierre Moreno ha ripercorso quanto vissuto lo scorso 26 febbraio, quando è stato aggredito dopo aver dato un bacio al compagno.

Roma, parla il ragazzo gay aggredito in metro: "Ho paura a uscire, temo di incontrare in giro quell’uomo" - Roma ragazzo preso a calci e pugni per un bacio al compagno il video - Gay.it
3 min. di lettura

È diventato virale sui social il drammatico video di Valle Aurelia, Roma, in cui il povero Jean Pierre Moreno, 23enne rifugiato e socio di GayNet preso a calci e pugni solo e soltanto per aver dato un bacio al compagno, prova a reagire all’energumeno che ha attraversato i binari di una metropolitana per scaricare tutto il proprio odio. Un video che ha riportato al centro dell’attenzione politica il DDL Zan, già approvato alla Camera e in attesa di bis al Senato, come se ci fosse puntualmente bisogno di un pestaggio video omotransfobico per rianimare senatori, ministri e sottosegretari.

23enne originario del Nicaragua e in Italia dal 2018 perché in fuga “da un regime assassino che incrimina i dissidenti per terrorismo e colpo di stato”, Jean Pierre Moreno ha ripercorso quanto capitato quella sera di fine febbraio in metropolitana dalle pagine di OpenOnLine.

«Quando ci ha visti baciare, l’uomo ha prima attraversato i binari e poi ha urlato: “Non vi vergognate? Perché fate queste cose in pubblico?”. E infine ci ha picchiati». «Era nero, un toro, arrabbiatissimo, il tono era intimidatorio. Una cosa del genere non mi era mai capitata. Di solito sono vittima di insulti come “fr**io di m***a” o “torna al tuo Paese”». «Ogni volta che esco di casa e vedo una persona che assomiglia al mio aggressore ho paura che sia lui. È diventato un fantasma, anche perché ancora non è stato rintracciato». «Dimostrare affetto in pubblico non dovrebbe essere limitato o punito. Non c’è nulla di sbagliato. L’Europa, tra l’altro, dice di essere uno spazio libero per la comunità Lgbtq+ e, invece, pur avendo ottenuto le unioni civili, rischiamo comunque di essere aggrediti o insultati per strada. Tutto questo è davvero ridicolo. Ecco perché serve subito la legge Zan contro l’omotransfobia. Il nostro caso dimostra come la polizia abbia avuto difficoltà a individuare il movente dell’omofobia semplicemente perché non esiste e perché non c’è una legge che ci tutela».

Roma, parla il ragazzo gay aggredito in metro: "Ho paura a uscire, temo di incontrare in giro quell’uomo" - Mara Carfagna e Anna Maria Bernini - Gay.it Roma, parla il ragazzo gay aggredito in metro: "Ho paura a uscire, temo di incontrare in giro quell’uomo" - Mara Carfagna e Anna Maria Bernini 2 - Gay.it

Nel fine settimana sono arrivate varie reazioni politiche, con il Pd tutto di nuovo in campo nel chiedere una rapida approvazione della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, la Lega contraria e volti del centrodestra, vedi Mara Carfagna e Anna Maria Bernini, favorevoli al DDL. Velo pietoso su Giorgia Meloni, leader di FDI che si è detta ‘indignata’ per l’aggressione di Valle Aurelia, ridando forza ad un’ipocrisia ormai insostenibile, essendo proprio lei acerrima nemica della legge, definita ‘inutile’, ‘liberticida’ e ‘non urgente’, in quanto a suo dire in Italia non ci sarebbe un problema di omotransfobia.

«La Meloni dimostri di essere davvero contro l’omofobia votando la legge Zan. Altrimenti è complice e le sue dichiarazioni rischiano di essere solo una dimostrazione ipocrita. Più fatti e meno parole. Abbiamo bisogno di norme che ci tutelino e non è affatto vero, come dice la Lega, che allo stato attuale siamo tutelati. Le leggi che ci sono non bastano», le ha risposto Jean Pierre Moreno, scoperchiando ancora una volta il vaso di ipocrisia della destra nazionale.

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3 thoughts on “Roma, parla il ragazzo gay aggredito in metro: “Ho paura a uscire, temo di incontrare in giro quell’uomo”

  1. Cavolo! A quello che ho capito un forsennato , schifoso omofobo , ha aggredito ben tre gay . Ma possibile che , per quanto paralizzati dalla paura , avendolo visto attraversare i binari , nessuno dei TRE sia riuscito a dargli un calcio nelle palle? Non dimentichiamo che un loro amico è riuscito a riprendere col cellulare l’aggressione.

  2. In tre su uno e nessuno ha avuto il coraggio di sbriciolargli le ossa? e l’altro amico che filma invece di intervenire? e la polizia coi mezzi potenti e le professionalità che ha non è ” riuscita ” ancora a individuarlo? tutto troppo sconnesso e surreale!

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