Foto

Barcellona Pride 2024, c’eravamo anche noi: ecco come si celebra l’Orgullo nella Spagna dei diritti LGBTQIA+ 

La città di Gaudì abbraccia la sua anima rainbow in un mix equilibrato di festa sfrenata e rivendicazione: vi raccontiamo com'è andata.

ascolta:
0:00
-
0:00
barcellona pride 2024
4 min. di lettura

Contenuto realizzato in collaborazione con Vueling

Vueling ci ha portato a Barcellona per vivere l’esuberante, storica marcia dell’Orgullo, nel primo anno in cui il serpentone sfila sulle strade del pieno centro cittadino. Era il 26 giugno di 47 anni fa, due anni dopo la morte del dittatore Francisco Franco, quando il primo corteo Pride spagnolo percorreva le strade della città di Gaudì. 

Organizzata dal Front d’Alliberament Gai de la Catalunya – allora illegale sotto la legge contro “vagabondi e criminali –, la manifestazione radunò oltre 5000 persone, catalizzando per la prima volta l’attenzione della stampa sulla tematica LGBTQIA+. 

Anche in quel frangente, fu la comunità trans ad aprire le danze, sfilando pacificamente lungo La Rambla. Le celebrazioni furono però bruscamente interrotte da una dura repressione da parte delle forze di polizia, che effettuarono violente cariche e spararono proiettili di gomma sui partecipanti disarmati, causando ferite gravissime ad almeno tre di loro. 

Coloro che quel giorno scelsero deliberatamente di scendere in strada, se ne presero tutte le responsabilità, poiché il motto della manifestazione esprimeva tutto il coraggio di una neonata comunità LGBTQIA+ pronta a sfidare lo status quo a fronte di qualsiasi conseguenza: “Non abbiamo paura, siamo noi”. 

Oggi, camminando per le strade di Barcellona, quei tempi sembrano lontani anni luce. La città – in piena stagione turistica – è tinta con i colori dell’arcobaleno ad ogni angolo. La prima cosa che notiamo è l’atmosfera distesa nelle ore che precedono il Pride. Coppie totalmente a loro agio nello scambiarsi tenerezze sulla Gran Via, stendardi dell’Orgullo decorano i viali. Di polizia ce n’è davvero poca rispetto a un Torino Pride che quest’anno ha visto la metà dei partecipanti. Il collega mi spiega che a Madrid, la manifestazione ha radunato 3 milioni di persone.

barcellona pride 2024

Nei grandi centri spagnoli, la comunità LGBTQIA+ si sente al sicuro. La Spagna è al quarto posto sulla mappa di ILGA Europe, pioniera nel matrimonio egualitario, nelle adozioni, nelle leggi per garantire l’autodeterminazione delle identità trans* e contro le terapie riparative.

Ma la battaglis è tutt’altro che conclusa. Vicino a noi, qualcuno parla dell’importanza dell’Orgullo nel dare visibilità alla comunità – specialmente in un periodo di culmine dell’ascesa delle estreme destre populiste in Occidente, che anche qua purtroppo ha portato negli anmi a un aumento, seppur calmiersto, degli episodi di violenza omobitransfobica. Il Pride non è mai solo una festa. 

A fronte dell’insinuarsi delle retoriche ultraconservatrici e integraliste religiose del partito Vox – ideologicamente affine al Fratelli D’Italia di Giorgia Meloni – nel discorso pubblico, ma anche nei seggi parlamentari, le rivendicazioni dell’Orgullo di quest’anno riguardano l’educazione affettiva per i giovani, così che la prossima generazione possa facilmente marciare verso una società progressista che ha già gettato le basi per l’inclusione e l’accettazione della diversità. Il motto è “Educazione sessuale e alla diversità di genere: un discorso lasciato a metà“.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Tra i 53 carri della parata, ci sono le varie associazioni per la tutela e la promozione dei diritti LGBTQIA+, ma anche una sequela infinita di sponsor: l’anima commerciale del Barcellona Pride è innegabile, anche perché si tratta di un importantissimo catalizzatore turistico.

barcellona pride 2024

Da italian*, ad esempio, mi stupisce la totale assenza di bandiere palestinesi o israeliane, quando il conflitto in corso tra i due paesi è stato nei Pride italiani oggetto di fortissime controversie. Mentre mi fermo a un minimarket a comprare una bottiglietta d’acqua, chiedo a un* ragazz* se ha qualcosa da dirmi in merito e l*i mi spiega che qui il Pride “preferisce accontentare tutt* e nessuno“. Not my cup of tea, ma siamo in ballo e quindi balliamo. 

L’eccitazione è comunque palpabile, e neanche la canicola estiva riesce a stemperare l’entusiasmo dei partecipanti che pian piano si stanno aggregando sulle sponde. Alle 18:00 e qualche minuto, i primi carri iniziano a muoversi attraversando il centro cittadino, da Plaça Universitat all’Arco di Trionfo, passando per via Sant Joan. 

Si parla spesso dell’atmosfera rilassata e accogliente della Spagna – e in particolare dell’esuberante Barcellona –, ma qualsiasi descrizione non rende giustizia al calore con cui la città accoglie il suo corteo Pride. La città si è spesa in preparativi per rendere la manifestazione accessibile a chiunque, prevedendo anche un segmento per la disabilità e uno per la decompressione. 

barcellona pride 2024

Ci sono persone anziane affacciate ai balconi che sventolano bandierine arcobaleno, vessilli Progress Pride affissi ai balconi e tanti, tantissimi bambini. Qui le famiglie arcobaleno possono permettersi di stare alle sponde e godersi la parata, perché la loro battaglia è praticamente già vinta. Eppure riconoscono la necessità di essere presenti, di sostenere le istanze di una comunità compattissima, perché nessun diritto è mai scontato. 

Dopo due ore di scatenata frenesia, il corteo approda senza intoppi all’Arco di Trionfo, dove è allestito il palco per il concertone finale. 

barcellona pride 2024

Tante le band che hanno aperto prima dell’headliner, Jessie J, e non possiamo fare a meno di scatenarci su un remix techno di “Sarà perchè ti amo“, unendoci alla marea umana che celebra, senza paura, la propria libertà. 

Se tuttavia Barcellona oggi può godersi una manifestazione rilassata e festaiola è grazie a tutte le precedenti che dagli anni 80′ in poi hanno scavato la roccia per rendere la Spagna un faro dei diritti umani e civili in Europa. È una testimonianza del coraggio di chi ha lottato e continua a lottare per l’uguaglianza e la libertà, una prova tangibile del valore della battaglia che ci troviamo – a nostro malgrado – a combattere. 

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.