In una scuola superiore di Treviso, uno studente ha insultato il suo insegnante con l’epiteto “finocchio“, oltre a rivolgergli altre frasi offensive, di fronte all’intera classe e a un altro docente.
Nella città veneta appena due settimane fa era apparso il messaggio anti-LGBTI (LGBT Veleno, era scritto) sul muro lungo via Trento Trieste, lo stesso muro dal quale in precedenza era già stata rimossa una scritta omobitransfobica (F*ck LGBTI).
Il professore, E.S., ha deciso di non lasciar correre e ha denunciato l’alunno per oltraggio a pubblico ufficiale. Se l’offesa fosse stata motivata da razzismo o antisemitismo, la denuncia sarebbe stata automaticamente presa in considerazione, e l’alunno probabilmente condannato. Ma in assenza di una legge contro l’omobitransfobia (come sarebbe stato il Ddl Zan, affossato dal Senato nel 2021), dunque senza una legislazione specifica, il Tribunale di Treviso ha archiviato il caso.
Secondo Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay LGBT+, l’episodio dimostra chiaramente che ad oggi non esiste giustizia per le vittime di tali discriminazioni. Marrazzo sottolinea come, anziché combattere l’omobitransfobia, l’attuale maggioranza parlamentare di destra stia cercando di proteggere gli omotransfobici con norme anti-gender (in riferimento alla risoluzione Sasso ndr). Marrazzo fa appello al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, affinché venga applicata una delibera proposta dal Partito Gay LGBT+, come quella che potrebbe essere approvata a Roma e che può essere implementata da ogni amministrazione comunale.
La norma, proposta dal Partito Gay LGBT+, prevede una sanzione di 500 euro per reati di omobitransfobia. La delibera rappresenterebbe un importante passo avanti per contrastare la discriminazione e garantire maggiore sicurezza, soprattutto nelle scuole. La sanzione è già attiva in oltre dieci comuni, tra cui Morterone.
L’insegnante E.S. supporta l’ipotesi del partito arcobaleno (che potrebbe confluire nel Movimento 5 Stelle). Le parole dell’insegnante:
“Il mio obiettivo è far sapere alla gente quali umiliazioni devono subire ogni giorno tanti insegnanti che si recano sul posto di lavoro e subiscono bullismo omofobo senza alcuna tutela. Vorrei contribuire a creare un deterrente per futuri comportamenti simili, per far capire che non siamo disposti a tollerare tali abusi.“
Così, se la città di Treviso avesse implementato il provvedimento proposto dal Partito Gay LGBT+, i genitori dello studente (o chi ne ha la tutela) che ha dato del “finocchio” al suo insegnante si vedrebbero recapitare una multa di 500 euro.
Qualche giorno fa un altro episodio di omobitransfobia a scuola: a Milano sono apparse scritte omofobe sui muri di una scuola media contro un professore.
