Dopo le polemiche del governo, a ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha annunciato l’apertura di un’istruttoria sul corso “Teorie Queer” dell’Università di Sassari, guidato dal professor Federico Zappino, in risposta a un’interrogazione del deputato della Lega, Rossano Sasso. La questione si inserisce in un più ampio dibattito scatenato dalla recente approvazione della risoluzione anti-gender, fortemente voluta dalla Lega e condivisa da Fratelli d’Italia di Meloni e da Forza Italia della famiglia Berlusconi.
La risoluzione Sasso, approvata in Commissione Cultura , mira a vietare quella che la destra italiana definisce “ideologia gender” nelle scuole e università italiane: una narrazione manipolatoria dell’estrema destra di tutto il mondo, da Putin a Orban a Trump.
La risoluzione Sasso propone limiti a corsi e iniziative considerati propagandistici rispetto alle tematiche LGBTQIA+, per dare spazio a “valori tradizionali” e biologici. Viene presentata come difesa contro l’indottrinamento ideologico, ma è la premessa per l’approvazione di una legge anti-LGBTI italiana che, come si vede dall’istruttoria contro l’Università di Sassari, è già azione esecutiva.
Grazie alle intimidazioni della maggioranza di destra, saranno molti i docenti e le università che rinunceranno a qualsiasi ipotesi di introdurre tematiche che risultino distoniche al conformismo dio-patria-famiglia della destra. È la tecnica della Circolare Piantedosi con la quale la destra ha marginalizzato i sindaci che intendano registrare famiglie arcobaleno all’anagrafe. La cancellazione della comunità LGBTIQ+ italiana dalla piena cittadinanza è in atto: proprio ieri le associazioni hanno presentato all’ONU il “caso Italia”, con un rapporto sulla “discriminazione sistemica verso la comunità LGBTQIA+”.

La posizione della ministra Bernini (Forza Italia)
Nel suo intervento, la ministra Bernini ha sottolineato il rispetto dell’autonomia universitaria garantita dall’articolo 33 della Costituzione, ma ha rimarcato la necessità di bilanciare la libertà di insegnamento con la tutela di valori costituzionali come la dignità della persona e la salute psicofisica, soprattutto dei minori. La ministra ha dichiarato che eventuali profili di reato emersi dall’istruttoria saranno segnalati alle autorità giudiziarie. Le parole di Bernini:
“Dobbiamo tutelare i diritti di tutti. E i diritti non possono appartenere ad una parte politica o ad un’altra, ma toccano la carne viva di tutto il Paese e incidono su situazioni che vanno trattate sempre con estremo rispetto. All’interno dei luoghi in cui le culture si formano va condannata qualunque discriminazione di genere”
Bernini ipotizza manipolazioni ideologiche ai danni dei minori, pur parlando di un corso universitario. Ancora le sue parole:
“in questo necessario e delicato equilibrio, non possono in alcun modo trovare spazio percorsi ideologici di acritico indottrinamento o pressione psicologica, né tantomeno percorsi che adombrino in modo subliminale incitamenti a forme di pressione sui minori”

Perché è importante questo corso nelle parole del professor Federico Zappino
Intervistato da La Nuova Sardegna, il professor Zappino spiega il successo del corso:
“L’università da due anni è diventata un luogo pubblico nel quale confrontarsi e dibattere su temi importanti come l’omofobia, la transfobia, la teoria di genere, e tutti i temi correlati a 360 gradi che investono ogni ambito della società. Parlare di gender significa addentrarsi nelle diseguaglianze tra uomini e donne, discutere sulla distribuzione della ricchezza e del potere, sull’aborto, sul rapporto tra maggioranze e minoranze. La questione queer è un prisma dentro il quale leggere molteplici sfaccettature della società. L’obiettivo del mio corso non è solo veicolare una serie di conoscenze. Piuttosto mi interessa fornire lo sguardo critico che ancora manca, per andare alla radice dei fenomeni, come la violenza”
Per Zappino, il pensiero queer offre una lente critica per analizzare le molteplici sfaccettature delle disuguaglianze sociali, dalla disparità di genere alla distribuzione della ricchezza, fino alle dinamiche tra maggioranze e minoranze. L’obiettivo del corso non è solo trasmettere conoscenze, ma fornire strumenti critici per comprendere fenomeni come la violenza, andando alla radice delle dinamiche sociali. Tutto questo è inviso dalla nuova destra, guidata da narrazioni suprematiste e transfobiche. Dalla recrudescenza del patriarcato alle discriminazioni razziali e di genere, alimentate da governi di destra come Trump, Orban e Meloni. Ancora Zappino:
“La risoluzione Sasso serve esattamente a questo: squalifica l’ideologia gender nelle scuole. Il governo comprende che la società sta evolvendo, e ha issato delle barricate intorno ai bambini e ai ragazzi, che sono il veicolo più straordinario di cambiamento. Per fortuna all’Università questi argini al pensiero non si possono ancora erigere”
La risoluzione Sasso, la legge anti-LGBTI italiana esiste già
Rossano Sasso, leghista, intestatario in avanscoperta della campagna anti-LGBTIQ del Governo Meloni, ha accusato il corso dell’Università di Sassari di promuovere una “deriva ideologica” e di utilizzare materiale didattico discutibile, additando in particolare la presenza del libro “Elementi di critica omosessuale“, scritto da Mario Mieli nel 1977 che, secondo il leghista, “beatifica la pedofilia”. Sasso ha inoltre criticato l’inclusione di seminari tenuti da attivisti trans e politici di sinistra, considerandoli un atto di propaganda. Durante l’interrogazione in parlamento, Sasso ha citato anche il laboratorio “gender creative” dell’Università Roma Tre, guidato da una ricercatrice attivista LGBTQIA+. Per il deputato, queste iniziative rappresentano un esempio di “indottrinamento ideologico” e giustificano l’intervento legislativo auspicato dalla risoluzione anti-gender. Segno tangibile che in Italia una norma anti-LGBTIQ c’è già.
Mario Mieli: perché devi leggere ora, subito “Elementi di critica omosessuale”
La libertà accademica assediata dalle spinte illiberali
La questione, oltre a fornire una fattuale prova della volontà di questa destra di cancellare le identità LGBTIQ, solleva interrogativi sulla libertà accademica e sul ruolo delle università come spazi di dibattito e circolazione delle idee. In Italia, la libertà accademica è garantita dall’articolo 33 della Costituzione, che sancisce il principio dell’autonomia universitaria e la libertà di insegnamento. Questo diritto consente a docenti e ricercatori di esplorare, studiare e insegnare senza interferenze politiche o ideologiche, favorendo il dibattito critico e la pluralità delle idee. Una libertà bilanciata dal rispetto di altri valori costituzionali, come la tutela della dignità della persona e della salute psicofisica, soprattutto dei minori. In questo interstizio, si insinuano spinte illiberali sul modello Ungheria, che mirano a piegare gli ordinamenti, per costituire un ordine conforme ai valori tradizionali, cancellando qualsiasi spazio di confronto tra diversità e opinioni non omologate. Nella democrazia liberale, l’università è e deve restare uno spazio di confronto libero e aperto, indispensabile per il progresso culturale e sociale. La Soluzione Sasso è certamente, come abbiamo già scritto, la premessa concreta di una legge anti-LGBTI italiana.
Chi è Federico Zappino
Nato a Torino il 17 aprile 1983, Federico Zappino è un filosofo politico, teorico queer, attivista e traduttore che ha segnato il panorama accademico italiano introducendo la teoria queer e sviluppando il concetto di “modo di produzione eterosessuale“. La sua opera coniuga teoria queer e materialismo, influenzata da Karl Marx, Monique Wittig e Judith Butler, ponendo le basi per il “comunismo queer”, una critica radicale al binarismo di genere e alle disuguaglianze sociali.
In “Comunismo queer” (2019), Zappino teorizza che la società eterosessuale riproduce disuguaglianze sistemiche trasformando differenze anatomiche in gerarchie sociali. Propone di superare questo modello attraverso una rivoluzione culturale e politica che intrecci femminismo, attivismo queer e giustizia sociale.
Traduttore di opere fondamentali come Epistemology of the Closet di Eve Kosofsky Sedgwick e numerosi lavori di Judith Butler, Zappino ha ridefinito il dibattito italiano sui temi di genere, unendo teoria e prassi. Con pubblicazioni come Il genere tra neoliberismo e neofondamentalismo (2016) e la traduzione di L’alleanza dei corpi (2017), ha ampliato le connessioni tra movimenti queer, femministi e anticapitalisti.
La sua influenza si estende anche oltre i confini nazionali, con traduzioni delle sue opere in francese e collaborazioni accademiche internazionali. Tra i suoi contributi più recenti, Un materialismo queer è possibile (2024) raccoglie riflessioni inedite sul potere, l’amore e la nonviolenza, confermando il ruolo centrale di Zappino nel panorama intellettuale contemporaneo. (fonte: Wikipedia)
