Dopo i duri interventi di Salvini e Roccella, la destra sferra l’attacco frontale alle famiglie arcobaleno e lo fa con un esponente di alto rango del partito della presidente Meloni. In un’intervista rilasciata a La Verità, Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, ha espresso la necessità di modificare la Costituzione italiana per definire esplicitamente che i genitori sono “un uomo e una donna. La proposta nasce in risposta alla sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto la genitorialità a due madri di Lucca.
Lucio Malan si è già reso in passato protagonista di astiosi attacchi alla comunità LGBTIAQ+:
– Nel 2021, citando le parole dell’attivista e filosofo Mario Mieli, Malan accostò la comunità LGBTIAQ+ alla pederastia: qualche giorno fa i neofascisti di Veneto Skinhead hanno usato le stesse parole per attaccare il Crema Pride.
– Nel 2023 Malan invocò l’utilizzo di “maggiordomi e bambinaie per facilitare la circolazione di bambini che, a suo dire, devono restare con un solo genitore registrato all’anagrafe, piuttosto che due padri o due madre.
– Andando indietro nel tempo, riemerge un vecchio tweet del 2015 nel quale Malan fece allusioni a una comparazione tra l’avanzata dei diritti LGBTIAQ+ nel mondo e l’imperialismo nazista.
L’ex esponente di Forza Italia, oggi Fratelli d’Italia, critica la decisione della Corte Costituzionale che ha stabilito che i figli di coppie di mamme hanno diritto ad avere la registrazione di entrambe le madre alla nascita: un provvedimento che ha affossato la famosa circolare Piantedosi con la quale il governo Meloni ha dichiarato guerra alle famiglie omogenitoriali. Oggi la persecuzione della destra italiana resta concentrata sui padri gay, grazie alla legge voluta da Giorgia Meloni che rende la GPA reato universale. Nell’intervista a La Verità, Malan sostiene che la decisione della Corte si basa su un “principio di ragionevolezza” non previsto dalla Costituzione. Egli afferma che l’articolo 29 della Costituzione parla chiaramente di famiglia naturale fondata sul matrimonio, implicando una coppia eterosessuale. Secondo Malan, riconoscere due madri come genitori naturali di un bambino rappresenta una distorsione del concetto di famiglia e apre la strada al riconoscimento di due padri, minando i valori tradizionali.

Contesto internazionale

La proposta di Malan si inserisce in un contesto internazionale in cui alcuni paesi hanno adottato misure simili per definire la famiglia in termini tradizionali.

Russia

Nel 2020, la Russia ha approvato un referendum costituzionale che, tra le varie modifiche, ha definito il matrimonio come un’unione esclusivamente tra un uomo e una donna, vietando di fatto i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Ungheria

Nel 2011, l’Ungheria ha adottato una nuova costituzione che definisce il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna, escludendo le coppie omosessuali dal riconoscimento legale (Leggi dall’Archivio di Gay.it).

Romania

Nel 2018, in Romania un referendum ha cercato di modificare la Costituzione per definire il matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Tuttavia, il referendum non ha raggiunto il quorum necessario per essere valido.

Lettonia

Nel 2006, la Lettonia ha modificato la Costituzione per specificare che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, escludendo così le unioni omosessuali.

Bielorussia

Nel 2022, una riforma costituzionale in Bielorussia ha definito il matrimonio come unione tra un uomo e una donna.

La questione dei papà gay

Parole durissime da parte del capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, sul caso di Pesaro, dove un padre gay ha potuto adottare il proprio figlio ed esserne il papà all’anagrafe insieme all’altro papà, essendo il bambino nato prima della legge di criminalizzazione universale della GPA.

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Malan vede nell’episodio di Pesaro un nuovo tassello di una strategia giudiziaria che, a suo dire, eluderebbe il confronto democratico. Secondo Malan, questi riconoscimenti non passano attraverso il Parlamento, ma si realizzano tramite “incursioni della magistratura”, che agirebbe — nelle sue parole — scavalcando la volontà popolare e i meccanismi previsti dalla Costituzione. Parole di propaganda, perché la sentenza sulle due mamme di Lucca indica che negare il riconoscimento dei genitori non solo viola l’articolo 2 della Costituzione, lesivo dell’identità del minore, ma anche l’articolo 3 per la sua irragionevolezza e l’articolo 30, perché priva il bambino del pieno esercizio dei diritti con entrambi i genitori. La Corte ha dunque riaffermato che è la responsabilità condivisa alla base della genitorialità a prevalere sul legame biologico: parole al vento per un capogruppo al Senato della Repubblica italiana come Malan che agita manipolazioni da bar al pari di quelle dei neofascisti, mentre in ballo c’è la vita di persone e soprattutto di bambini.

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