Roma, l’attivista queer Luna Hadley interviene per difendere una ragazza e viene massacrata di botte

Un uomo picchia una donna, un'altra donna cerca di fermarlo e viene presa a calci per tre minuti. Il racconto choc dell'attivista queer Luna Hadley.

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Roma, l'attivista queer Luna Hadley interviene per difendere una ragazza e viene massacrata di botte - Luna Hadley pestaggio a Centocelle - Gay.it
Roma, l'attivista queer Luna Hadley interviene per difendere una ragazza e viene massacrata di botte
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Un pestaggio in piena regola, per aver difeso una ragazza in difficoltà. Luna Hadley, attivista queer da quasi 14.000 follower Instagram, ha denunciato sui social quanto avvenuto la scorsa settimana, davanti allo “Zozzone” di via dei Ginepri, a Centocelle, Roma.

Il pestaggio di Centocelle ai danni di una donna queer

Roma, l'attivista queer Luna Hadley interviene per difendere una ragazza e viene massacrata di botte - Luna Hadley - Gay.it

26enne, Luna a fine serata va con un amico in questo forno dove vendono cornetti e pizzette. Si fermano due auto. In una c’è una ragazza alla guida. Dall’altra scendono tre giovani che iniziano a urlarle contro. “In particolare, un ragazzo comincia ad aggredire verbalmente la ragazza nella macchina rossa. Sentivo parlare di tradimenti, frasi come: “Come ti permetti?”, “Che cazzo fai?”, ecc. Un classico litigio di coppia, anche se non capivo bene di cosa si trattasse”, ha raccontato la giovane a LaRepubblica.

“Quando sento litigare le coppie faccio fatica a farmi i fatti miei. Uno perché sono attenta al prossimo, soprattutto alle ragazze che spesso non riescono a difendersi da sole. Mi sono avvicinata con calma solo dopo aver visto il ragazzo mettere le mani addosso alla ragazza. L’ho visto colpirla più volte al volto, per questo sono intervenuta. Non sono stata troppo delicata, ho reagito d’istinto, chiedendo cosa stesse facendo. Intanto i suoi amici erano lì, tra le due macchine, a guardare senza fare nulla”.

Roma, l'attivista queer Luna Hadley interviene per difendere una ragazza e viene massacrata di botte - Luna Hadley 1 - Gay.it

E qui succede il finimondo, perché il branco si accanisce su di lei. “I suoi amici hanno iniziato ad aggredirmi verbalmente. Mi dicevano: “Vattene dal cazz*, tossica di m*rda”, ma anche “lurida” e “tr0ia”. “Ho cercato di parlare con la ragazza, le ho chiesto se avesse bisogno di una mano e le ho detto che non meritava un uomo così. A quel punto il ragazzo, che suppongo fosse il fidanzato, mi ha spinta a terra tra le due macchine e ha iniziato a prendermi a calci per almeno tre minuti. Ogni volta che cercavo di alzarmi, continuava a colpirmi. Soprattutto sulla testa. Mi ha fatto male dappertutto: al ginocchio, alla caviglia, ai fianchi”.

A quel punto gli aggressori si danno alla fuga ma Luna riesce a scattare una foto al ragazzo che l’ha malmenata, pubblicandola sul proprio profilo Instagram per chiedere aiuto nel rintracciarlo. La 26enne rivela di aver preso anche il numero di targa dell’auto. Presentata denuncia Luna si reca al pronto soccorso dell’ospedale Vannini, dove viene dimessa con una prognosi di 7 giorni per un trauma cranico e al volto, oltre alle ferite alla caviglia e al ginocchio.

“Ho condiviso su Instagram quello che mi era accaduto per sensibilizzare. Ero scioccata e traumatizzata, l’unico potere che sentivo di avere era quello di denunciare pubblicamente la situazione”, ha aggiunto Luna a LaRepubblica. “Ho ricevuto tanto supporto e aiuto. Ho sporto denuncia, ma vorrei in qualche modo anche aiutare la ragazza che è stata picchiata”. “Serve una sensibilizzazione al rispetto del prossimo e un’educazione emotiva nelle scuole. Non tutti gli uomini sono così. Ma sono tanti, sono troppi, e sono sempre uomini che se la prendono con le donne. Tante ragazze continuano a morire e a subire violenze. È ora di dire basta”.

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L’Orgoglio di Luna Hadley

Due anni fa, era il giugno del 2023, Luna Hadley era in piazza per il Roma Pride e parlava così dell’importanza di una comunità: “A 13 anni ero contro ogni fascismo, contro la chiesa, la polizia, e ogni forma di xenofobia, così quando ho trovato la community LGBTQI+ tra manifestazioni e tumblr, ho capito che ero arrivatə a casa. Senza questa community non sarei chi sono, e la parola Pride è perfetta: sono fierə, e mi fa venire i brividi dire che sono fierə di essere queer, e che non cambierò mai per nessuno. Esistere in quanto tali è il nostro potere più grande. Però negli anni ho capito anche che uscire e urlarlo, non nasconderlo mai, andarne fieri sempre, sono comportamenti che prendo come responsabilità, comportamenti che mi hanno resa quello che sono e comportamenti che hanno cambiato la storia”.

Dossier omobitransfobia in Italia (aprile 2024 – giugno 2025 qui >)

Di seguito gli episodi di omobitransfobia in Italia nelle ultime settimane raccontati da Gay.it

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