Papa Leone XIV incontrerà un gruppo di donne trans durante il Giubileo dei Poveri di domenica. Una novità che arriva a sorpresa e che riaccende l’attenzione sul rapporto tra il nuovo pontefice e la comunità LGBTQ+. Tra le invitate ci sarà Alessia Nobile, figura nota dell’attivismo trans cattolico, che da tempo chiede alla Chiesa di non interrompere il percorso di inclusione avviato da Papa Francesco.
L’iniziativa arriva in un momento cruciale, a pochi giorni dai TDoR 2025 che dal 20 novembre animeranno piazze e comunità in tutta Italia per ricordare le vittime della transfobia, mentre ci si interroga su quale direzione prenderà il nuovo pontificato di Prevost.

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Papa Leone XIV, incontro e cena con le donne trans
Domenica, in occasione del Giubileo dei Poveri, Alessia Nobile e altre donne trans cattoliche parteciperanno alla cena in Vaticano insieme a Papa Leone XIV. L’incontro, anticipato dal giornalista cattolico Christopher Hale – spiega PinkNews – rientra nelle celebrazioni della Giornata Mondiale dei Poveri e nel programma ufficiale che, dopo la Messa nella Basilica di San Pietro, prevede un momento conviviale dedicato a persone senza dimora, vulnerabili o socialmente emarginate.
La scelta di invitare un gruppo di cinque donne transgender arriva dopo la richiesta formale di udienza avanzata da Nobile, 46 anni, figura nota per il suo attivismo e autrice del memoir La bambina invisibile.
Secondo quanto riferito ai media italiani, Nobile ha espresso un obiettivo chiaro: “Chiedo a Leone di non tornare indietro sui diritti”. Per lei, il primo incontro con il nuovo Papa rappresenta un segnale importante, soprattutto dopo l’apertura mostrata da Papa Francesco negli anni del suo pontificato.
Papa Francesco e il rapporto con la comunità trans

Durante il suo pontificato, Papa Francesco aveva instaurato un dialogo costante con la comunità trans, segnato da incontri informali, ascolto e gesti di sostegno materiale. Una delle figure chiave di questo percorso è stata suor Geneviève Jeanningros, religiosa francese vicina alla comunità LGBTQIA+ da oltre cinquant’anni, che ha fatto da ponte tra il Vaticano e numerose donne transgender del litorale romano. Grazie alla sua intermediazione, un gruppo di lavoratrici sessuali trans di Torvaianica ha potuto incontrare il Papa più volte, soprattutto durante la pandemia, quando molte di loro avevano perso il lavoro e vivevano situazioni di forte precarietà.
Alcune delle protagoniste di questi incontri, come Laura Esquibel e Marcela, hanno ricordato in più occasioni l’accoglienza ricevuta da Francesco. “Sono stata la prima donna transgender ad aver stretto la mano di Papa Francesco. L’ho visto sette volte, abbiamo pranzato insieme”, aveva raccontato Esquibel. Marcela, uruguayana, aveva spiegato di aver ritrovato la fede proprio grazie al pontefice.
Il legame di Francesco con la comunità trans è apparso in modo evidente anche nelle ore della sua morte, quando alcune delle donne che aveva incontrato durante il pontificato si sono recate in forma privata a Santa Maria Maggiore per un ultimo saluto. “Sono sconcertate e ora hanno paura”, aveva detto don Andrea Conocchia, parroco molto vicino a loro, sottolineando quanto il Papa fosse diventato per queste persone un punto di riferimento umano oltre che spirituale.
Questa lunga serie di incontri ha lasciato un segno profondo nella comunità trans italiana, che ha trovato in Francesco un interlocutore capace di ascoltare e accogliere senza giudizio. Ed è proprio questo patrimonio di relazioni che molte attiviste, tra cui la stessa Nobile, sperano non venga disperso con l’inizio del pontificato di Papa Leone XIV.
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Il ruolo di Don Andrea Conocchia nella comunità trans di Torvaianica
A Torvaianica, alle porte di Roma, Don Andrea Conocchia è diventato negli anni un punto di riferimento per una comunità di donne trans che vive spesso in condizioni di forte vulnerabilità. Parroco della Beata Vergine Immacolata, ha scelto di offrire ascolto, assistenza concreta e un luogo di accoglienza a chi, per lunga tradizione, è rimasto ai margini della vita della Chiesa.
Durante la pandemia ha sostenuto queste donne con pacchi alimentari, aiuti medici e supporto burocratico, accompagnandole anche alle udienze con Papa Francesco. La sua parrocchia è così diventata uno spazio in cui le donne trans possono pregare, essere ascoltate e trovare una comunità che non le esclude, ma le riconosce come persone prima di ogni categoria.
La storia di Alessia Nobile

Tra le storie più note del legame tra il precedente pontefice e la comunità trans, c’è quella di Alessia Nobile, donna transgender di Bari. Nobile ha raccontato un percorso complesso all’interno della Chiesa cattolica, segnato da esclusioni e violenze psicologiche. Da adolescente, è stata vittima delle cosiddette pratiche di conversione, tra cui veri e propri “esorcismi” da parte dell’insegnante di religione e pressioni rivolte alla sua famiglia perché valutasse un trattamento di elettroshock. Nobile ha spiegato che questi episodi l’hanno profondamente segnata, ma non le hanno impedito di restare cattolica praticante.
Le cose sono cambiate per lei a partire dal 2022, anno del suo primo incontro con Papa Francesco. In quell’occasione consegnò a Bergoglio il suo libro La bambina invisibile, ricevendo da lui una lettera autografa nella quale il Papa scriveva: “Agli occhi di Dio tutti siamo i suoi figli, e questo è quello che conta! Abbiamo un Padre che ci ama, che è vicino con compassione e tenerezza. A tutti, nessuno escluso”. Nobile lo descrive come un momento determinante che ha dato una svolta alla sua vita spirituale e personale. Ricorda che il pontefice la incoraggiò a parlare pubblicamente della sua storia “così il pregiudizio non cresce”. Per Nobile, quel gesto rappresentò una conferma della “vicinanza, compassione e tenerezza” che il pontefice aveva sempre mostrato nei loro confronti.
Le posizioni di Papa Leone XIV e le aspettative della comunità LGBTQ+

Durante il suo pontificato, Papa Francesco aveva instaurato un rapporto costante con comunità LGBTQ+ e aveva sostenuto parrocchie che accoglievano persone trans e omosessuali, privilegiando un approccio pastorale improntato alla vicinanza piuttosto che al giudizio.
Per questo, l’arrivo di Papa Leone XIV ha generato interrogativi sulla continuità di tale percorso. La partecipazione di Nobile e delle altre donne trans potrebbe indicare una volontà di mantenere un dialogo con chi vive ai margini della società, pur all’interno di un quadro dottrinale che il nuovo pontefice ha finora interpretato con posizioni sfumate.
Fin dai primi giorni dopo l’elezione, alcune dichiarazioni del nuovo Papa avevano sollevato dubbi. Il New York Times ha ricordato che nel 2012 Leone XIV criticò la rappresentazione dell’omosessualità nei media, sostenendo che mostrassero “simpatia per credenze e pratiche che sono in contrasto con il Vangelo”, tra cui “lo stile di vita omosessuale” e “famiglie alternative composte da partner dello stesso sesso e dai loro figli adottivi”.
Il Papa, nel corso della sua attività ecclesiastica, aveva anche ribadito una visione tradizionale della famiglia, definendola “fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna”, pur aggiungendo che “nessuno è esentato dal garantire il rispetto della dignità di ogni persona”. Una posizione che mostra un orientamento pastorale in difesa della dottrina, ma che al tempo stesso include un appello alla protezione e all’ascolto.
A settembre, il nuovo Papa ha dichiarato che le persone LGBTQ+ “non sono cattive persone”, accompagnando però l’affermazione con una critica alle benedizioni delle coppie dello stesso sesso. Le sue posizioni, quindi, oscillano tra aperture e richiami dottrinali più rigidi.
Nonostante ciò, Nobile non ritiene queste divergenze un motivo di allarme. Secondo lei, l’incontro di domenica potrà essere un segnale forte, capace di confermare che la Chiesa resta “una casa per tutti, nessuno escluso”. La sua presenza è, a suo avviso, un primo passo che indica la possibilità di continuare nel solco tracciato da Francesco, mantenendo un dialogo con le persone transgender dentro e fuori la comunità cattolica.
L’iniziativa di Leone XIV arriva in un momento di grande attenzione internazionale verso il ruolo della Chiesa nel confronto con i temi dell’identità di genere, della dignità delle persone LGBTQ+ e dell’inclusione sociale.
L’incontro di domenica potrebbe diventare, così, un punto di osservazione cruciale per comprendere il futuro del pontificato di Leone XIV nel rapporto con le persone trans e LGBTQ+ cattoliche: se sarà continuità, prudente apertura o un diverso equilibrio tra dottrina e pastorale, lo diranno le scelte dei prossimi mesi. Per ora, la cena con Alessia Nobile e le altre donne trans segna un segnale importante.
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