L’ultima volta che abbiamo parlato di Avezzano, epicentro del potere meloniano in Abruzzo, a poche decine di km da L’Aquila, avevamo raccontato la storia di Jefferson, ragazzo trans non binario che ci aveva raccontato di come era riuscito ad ottenere la rettifica anagrafica senza richiesta di perizie psichiatriche, né cure ormonali e interventi chirurgici.
Avezzano torna oggi alla ribalta delle cronache per la traiettoria di affermazione di un’altra persona della comunità T, una donna trans che ha deciso di candidarsi con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Si chiama Francesca Riccitelli, ha trent’anni, è laureata in giurisprudenza, e vive ad Avezzano. Ha completato il suo percorso di affermazione, ha ottenuto anch’ella la rettifica anagrafica dal tribunale della sua città e, negli anni, si è fatta conoscere come voce critica nei confronti del movimento LGBTQ+ organizzato. Proprio ad Avezzano l’anno scorso si era tenuto l’Abruzzo Pride 2025, che quest’anno è previsto a Giulianova il 27 giugno.
Dopo le critiche mosse al movimento LGBT accusato di essere preventivamente a sinistra, Riccitelli ha fatto un passo soprendente ai più: si è iscritta a Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci, lo stesso che nel 2023 scrisse che gli omosessuali «non sono normali». Il pensiero dei più maligni corre anche al famoso aneddoto nel quale lo stesso Vannacci ammise di aver corteggiato in passato una donna trans, ma soltanto perché non sapeva che “quella donna era un transessuale“.
Chi è Francesca Riccitelli

Riccitelli è nata nel 1995 ad Avezzano, nel territorio della Marsica, in provincia dell’Aquila. Laureata in giurisprudenza, lavora in uno studio di consulenza legale. Ha cominciato il percorso di transizione intorno ai venticinque anni. In un’intervista al sito locale Terre Marsicane, aveva raccontato la sua battaglia legale: «È stato difficile ma ora la mia gioia è immensa». Il tribunale di Avezzano aveva autorizzato la rettifica di nome e genere su tutti gli atti e il contestuale intervento chirurgico. Sui social Francesca Riccitelli si descrive “Liberal conservatrice, anti woke“. Aggiunge: “Credo nel dialogo, nelle libertà, nella moderazione e nel confronto“. Un convinto posizionamento politico, che l’ha indotta man mano a prendere le distanze dal mondo associativo LGBTQ+ di orientamento progressista.
Antiabortista, Riccitelli ha commentato con favore l’approvazione del DDL Valditara sulla marginalizzazione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane, approvato il 5 giugno dalla maggioranza, sostenendo che la legge traccia una distinzione necessaria tra educazione al rispetto della persona e «attivismo ideologico nelle scuole». In un calibrato post social la candidata vannacciana critica il fatto che i progetti di educazione sessuo-affettiva siano stati finora affidati esclusivamente ad associazioni con una «precisa agenda culturale», senza pluralismo né contraddittorio. Difende il consenso preventivo delle famiglie e il diritto dei genitori a essere informati, e giudica la legge «un passo nella giusta direzione», annunciando che vigilerà sulla sua corretta applicazione dal prossimo anno scolastico.
Patriottica e nazionalista, Riccitelli non condivide le battaglie per Gaza e per la Palestina devastata dalle truppe israeliane del governo presieduto da Netanyahu. “Io ho una sola patria ed è l’Italia” scrive “La patria non cambia a seconda delle cause e delle contingenze del momento. Si può essere solidali con tutti i popoli senza dover rinunciare alla propria identità. E trovo inquietante che oggi in molti considerino il nostro Tricolore un simbolo di cui vergognarsi, mentre sventolare le bandiere di altri Paesi viene applaudito e incoraggiato“.
A proposito del prossimo Abruzzo Pride 2026, Riccitelli di dissocia e attacca la scelta dello slogan “Flotilla Queer” come contraddittoria: sostiene che Hamas perseguita gli omosessuali, mentre Israele garantisce loro diritti e tutele legali. Definisce le manifestazioni Pride «inopportune, spesso blasfeme e indecorose», ritiene che in Italia nel 2026 non siano necessarie per difendere diritti già acquisiti, e anzi che danneggino il percorso di inclusione. Chiude con una stoccata diretta al movimento: «Tifare per chi vi vorrebbe morti non mi sembra proprio una genialata».
La battaglia contro Miss Italia
Nel 2023 Riccitelli era finita sotto i riflettori nazionali per una protesta originale: si era iscritta a Miss Italia in risposta alle dichiarazioni della patron Patrizia Mirigliani, che aveva escluso le donne transgender dal concorso affermando di voler ammettere solo «donne nate donne». Riccitelli aveva argomentato la sua posizione sul piano del diritto alla privacy: «La legge, ottenuta la rettifica anagrafica, prevede il diritto all’oblio: una volta che si ha il riconoscimento legale dell’identità di genere, per lo Stato la persona che esisteva prima non esiste più». Escludere le donne trans che hanno completato la transizione, sosteneva, equivale a violare quella riservatezza.
Il no al Pride di Avezzano
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Nel giugno 2025, quando appunto per la prima volta un Pride sfilò nelle strade di Avezzano, Riccitelli non ci fu. Lo spiegò con un video pubblico e con una lettera aperta pubblicata da La Fionda: «Sono favorevole a un dialogo inclusivo anche con le persone che sono dubbiose su questi temi e che sia rivolto a tutte le forze politiche». Poi l’affondo: «Il transfemminismo intersezionale è un’ideologia pericolosa». Una presa di distanza netta, che aveva già evidenziato la sua traiettoria verso ambienti politicamente distanti dal mainstream LGBTQ+ e che trova analogie nelle dichiarazioni dei Gay Conservatori e Liberali di Francesca Pascale. Quest’ultima, tuttavia, si è sempre detta distante da Vannacci, fino al famoso litigio con l’ex generale putiniano in diretta da Fabio Fazio.
Riccitelli si dichiara contraria alla gestazione per altri già criminalizzata universalmente in Italia dal Governo Meloni, e ai percorsi di assistenza farmacologica per minori con varianza di genere, che a suo dire «vanno fatti una volta raggiunta la maggiore età». A proposito delle adozioni per le coppie omosessuali preferisce non pronunciarsi, aggiungendo però: «Se possibile si dovrebbe privilegiare una coppia genitoriale formata da un uomo e una donna. È la condizione più naturale».
Un profilo che il coordinatore nazionale per il Centrosud di Futuro Nazionale, il deputato Rossano Sasso, ex leghista che si era intestato la battaglia del DDL Valditara contro l’educazione sessuo affettiva a scuola e che è passato di recente con Vannacci, ha sostanzialmente legittimato la candidatura di Riccitelli: «Ciò che conta per noi è che chi entra nel movimento sposi in pieno la nostra causa. Se si è tesserata significa che non è favorevole alla teoria gender o ai farmaci bloccanti per i minori».
L’adesione a Futuro Nazionale
Riccitelli ha aderito al comitato costituente 254 di Avezzano di Futuro Nazionale, con referente Lorella Parisse. In una nota pubblica ha motivato la scelta con parole che suonano come una sfida aperta alla sinistra:
«La mia storia parla da sola. Per questo respingo le semplificazioni che troppo spesso vengono utilizzate nel dibattito pubblico, specie da sinistra. Roberto Vannacci non è omofobo, il suo messaggio è quello di ricondurre il tema delle libertà individuali all’interno di un quadro valoriale chiaro e condiviso».
Ha ammesso che potrebbe trovare resistenze interne: «Potrei incontrare persone con dei pregiudizi nei miei confronti. Può succedere in qualsiasi realtà». Ma ha rovesciato l’accusa: «La maggior parte delle offese che ho ricevuto da quando ho dato la notizia del mio tesseramento provengono da sinistra».
Riccitelli avvisa Marina Berlusconi e Forza Italia
Riccitelli avverte anche il centrodestra contro ogni tentazione di marginalizzare Futuro Nazionale per ragioni di immagine o equilibrio interno: quell’elettorato cresce e difficilmente tornerebbe nei ranghi se si sentisse escluso. In verità Marina Berlusconi ha più volte segnalato una visione distante di Forza Italia da quella di Vannacci. Come aveva fatto già l’astro nascente azzurro Simone Leoni, da molti indicato come un fedelissimo di Marina, che aveva duramente attaccato l’ex generale.
Secondo la neo-vannacciana avezzanese, un eventuale veto politico di Forz Italia rischierebbe di aprire una frattura profonda nella coalizione proprio alla vigilia del voto. La sua conclusione è netta: il centrodestra vince solo se include, e ignorare il peso elettorale di Vannacci sarebbe un errore strategico. Giovedì 4 giugno a Piazza Pulita su La7, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italian, ex giornalista, altro fedelissimo di Marina Berlusconi, aveva sollevato la questione in modalità analoga, spiegando che le truppe di Vannacci non vanno escluse dal tavolo, ma accettate nella discussione di coalizione “per capire” parole di Mulè “se condividono i nostri valori“. Dunque Forza Italia è pronta ad accettare l’ingresso di Futuro Nazionale in coalizione alle prossime elezioni politiche?, ha chiesto Formigli di La7 a Mulè: “Saranno loro a capire che i nostri valori sono inconciliabili e a tirarsi fuori” ha risposto l’esponente azzurro.
Il partito che l’accoglie: Futuro Nazionale
Fondato ufficialmente il 3 febbraio 2026, dopo che Vannacci aveva abbandonato la Lega, con cui era stato eletto al Parlamento Europeo con circa mezzo milione di preferenze, Futuro Nazionale si è subito posizionato come il polo più radicale del centrodestra italiano. Tra i primi ad aderire, oltre a Sasso, gli ex parlamentari Pozzolo (FdI), di recente finito nelle polemiche per un incidente stradale, e Ziello (Lega).
Lo statuto in 56 articoli di FN è esplicito, e prevede «la lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture, immigrazionismo» e la «difesa non negoziabile della famiglia naturale formata da un uomo e da una donna». Il partito promuove anche posizioni vicine alla remigrazione sostenuta dall’AfD tedesca e dal Fidesz di Orbán.
I sondaggi lo danno già intorno al 4%, sottraendo voti principalmente a Fratelli d’Italia e Lega. Solo in Abruzzo, secondo il quotidiano locale Il Centro diretto da Luca Telese, il partito registrerebbe una media di 150-200 nuovi iscritti al giorno. E proprio l’Abruzzo è il laboratorio a cielo aperto dell’affermazione della destra italiana, che nella Marsica toglie la maschera ambigua e cerchiobottista di Giorgia Meloni per calzare quella più orgogliosamente reazionaria di Roberto Vannacci.
Le posizioni di Vannacci sulle persone transgender
Il contesto ideologico in cui Francesca Riccitelli sceglie di collocarsi è il seguente. Come detto, nel 2023, nel libro Il mondo al contrario, Vannacci scrisse che gli omosessuali «non sono normali», frase che gli costò accuse di omofobia, un procedimento disciplinare dell’esercito e una tempesta mediatica prolungata.
Più di recente, a marzo 2026 Vannacci aveva attaccato la rappresentanza italiana all’ONU per non aver appoggiato una risoluzione sull’identità biologica: «Ci ritroviamo i trans paragonati alle donne e questo è inaccettabile e anche offensivo per le donne stesse» aveva detto.
A febbraio 2026, al Parlamento Europeo aveva votato contro una risoluzione che affermava «l’importanza del pieno riconoscimento delle donne trans come donne», commentando: «Siamo alla follia».
Riccitelli non ha ancora incontrato Vannacci. «Avevo pensato di andare a Roma per l’assemblea costituente del partito, ma non ci sarò. Spero di vederlo presto», ha detto. L’appuntamento con la nascita ufficiale del partito è fissato per il prossimo fine settimana, all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Tra Avezzano e L’Aquila intanto le truppe di Giorgia Meloni restano sull’attenti, pronte ad abbandonare Fratelli d’Italia per affermare orgogliosamente la propria transizione al partito dell’ex generale filo-Putin. Proprio Francesca Riccitelli del resto in questi giorni sta facendo campagna elettorla per Nello Simonelli, candidato di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Avezzano. Al candidato del partito di Meloni Riccitelli scrive: “In bocca al lupo, amico, da parte mia e di tutto il gruppo di Nazione Futura Avezzano“.
