Il mondo brucia e le persone LGBTIQ+ sono sempre in mezzo. Ma noi, davanti allo specchio, quando parliamo con noi stess*, dove ci collochiamo?
Tra missili sull’Iran e alleanze con petromonarchie omofobe, tra soldati gay che muoiono per patrie che non li riconoscono e CEO gay che siedono col potere che li perseguita. Questa settimana: Ungheria, Iran, Ucraina, Texas, Silicon Valley. La mappa è vasta. Ecco alcuni fatti raccontati da Gay.it negli ultimi sette giorni.
Iran, l’ong LGBTIAQ+ 6Rang: “Non ringraziamo Trump, questa guerra non riguarda i nostri diritti“

Shadi Amin, fondatrice di 6Rang, rifiuta qualsiasi gratitudine verso gli Stati Uniti: il conflitto non ha nulla a che fare con democrazia o diritti umani. La guerra amplifica le discriminazioni e rende invisibili le voci queer. Khamenei è morto, ma la Repubblica Islamica no.
L’ipocrisia delle democrazie europee che difendono i paesi che perseguitano le persone LGBTIQ+
Le democrazie europee proteggono militarmente Emirati, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e altri paesi del Golfo, gli stessi in cui omosessualità è reato o pena di morte. In nome della difesa dell’ordine mondiale, proteggiamo regimi che reprimono donne e persone queer quanto l’Iran che dichiarano di voler indebolire.
Hegseth, l’uomo della guerra di Donald Trump e la sua ossessione anti-LGBTIQ+
Ex conduttore Fox e “nazionalista cristiano”, Pete Hegseth ha bandito le persone trans dall’esercito, eliminato il Pride Month, cancellato gli uffici DEI, rinominato la nave Harvey Milk e costretto gli scout a rimuovere ogni riferimento all’identità di genere.
Ungheria: sospeso il processo al sindaco di Budapest
Il tribunale di Pest ha sospeso il procedimento contro il sindaco Karácsony, accusato di aver guidato il Budapest Pride 2025 nonostante il divieto governativo. La Corte Costituzionale ha 90 giorni per stabilire se la legge sia compatibile con i diritti fondamentali.
Ungheria: Tisza avanti di 20 punti, Magyar sfida Orbán il 12 aprile
A un mese dal voto, il partito di Magyar guida i sondaggi col 55% contro il 35% di Fidesz. Il programma punta su euro, sanità e stato di diritto. Sui diritti LGBT, Tisza mantiene un profilo basso per evitare la guerra culturale voluta da Orbán.
La Russia usa i prigionieri ucraini per fare propaganda a favore di Orbán
Secondo il Centro ucraino SPRAVDI, la Russia obbliga i prigionieri di guerra ucraini a girare video pro-Cremlino in cambio del trasferimento in Ungheria. Il soldato Chorpita ha rifiutato nel 2023 e non fu incluso nello scambio. Il 4 marzo Putin ha liberato due prigionieri con doppia cittadinanza ungaro-ucraina, che a Budapest hanno ringraziato i carcerieri russi in video. Kiev ha protestato.
Ucraina, soldati gay in trincea: “Le nostre famiglie non esistono per la legge” – Intervista
Viktor Pylypenko, primo militare ucraino apertamente gay, denuncia il nuovo Codice Civile che ignora i diritti LGBTIQ+, rischiando di allontanare l’Ucraina dall’UE. “Moriamo per la patria, ma i nostri partner non possono nemmeno visitarci in ospedale”.
Texas, il seminarista dem Talarico sfida i repubblicani con la Bibbia e i diritti LGBTIQ+
James Talarico, 36 anni, ha vinto le primarie democratiche per il Senato texano. Cristiano devoto, sostiene apertamente i diritti trans citando le Scritture: “Dio è non binario, i bambini trans sono figli di Dio.” Nessun dem vince in Texas dal 1988.
Perché le persone LGBTIQ+ dovrebbero disinstallare ChatGPT

Sam Altman è gay, ma ha scelto la vicinanza a Trump mentre venivano cancellati i diritti trans. OpenAI lavora col Pentagono e con l’ICE. Il boicottaggio #QuitGPT ha raccolto 700mila adesioni. Essere gay non produce automaticamente coscienza politica.
Discord e Peter Thiel: i rischi per la privacy queer nell’America MAGA
Discord ha testato un sistema di verifica biometrica dell’età collegato a Persona, software finanziato anche dal Founders Fund di Peter Thiel. Il sistema poteva incrociare dati con database governativi, sollevando allarmi sull’anonimato queer, sulle persone trans e su chi non ha fatto coming out.


