Un San Valentino diverso dal solito, quello del 2025, perché piovuto nel pieno del Festival di Sanremo di Carlo Conti. Domani, 14 febbraio, all’Ariston Mahmood e Geppi Cucciari co-condurranno l’ormai mitica ‘serata cover-duetti’, ma chi volesse vedere altro dalla kermesse canora, cercando magari qualcosa di romantico e a tematica LGBTQIA+ da gustare stretto all’amatə sul divano o in totale solitudine, cosa potrebbe trovare facendo zapping tra le mille piattaforme streaming?
Per venirvi incontro abbiamo faticato al posto vostro, trovando 15 opzioni cinematografiche di tutto rispetto spaziando tra i generi e i decenni, in modo dall’accontentare potenzialmente chiunque. Vedere per credere!
My Policeman di Michael Grandage – Prime Video
Harry Styles è l’indiscusso protagonista di My Policeman, film di Michael Grandage tratto dall’omonimo romanzo di Bethan Roberts. Prodotto da Greg Berlanti e da suo marito Robbie Rogers, My Policeman è la storia di un amore considerato proibito. Protagonisti tre ragazzi – il poliziotto Tom (Harry Styles), l’insegnante Marion (Emma Corrin) e il curatore di un museo Patrick (David Dawson) – in viaggio nella Gran Bretagna degli anni ’50. 40 anni dopo, ovvero negli anni ’90, Tom (Linus Roache), Marion (Gina McKee) e Patrick (Rupert Everett) sono ancora in preda al desiderio e al rimpianto, ma ora hanno un’ultima possibilità di riparare i danni del passato.
Grandage ha realizzato un ritratto di tre persone coinvolte nelle mutevoli maree della storia, della libertà e del perdono, con Styles e Dawson coinvolti in scene di sesso particolarmente attese dai fan dell’ex One Direction, ormai sempre più incline alla recitazione.
Passages di Ira Sachs – MUBI

Trainato da uno straordinario Franz Rogowski, da uno splendido Ben Whishaw e dalla conturbante Adèle Exarchopoulos, il film ruota attorno a tre amanti, che si muovono in un vortice di desiderio e risentimento. Rogowski è Tomas, apprezzato regista tedesco che vive a Parigi con suo marito Martin (Whishaw), tipografo inglese. I due sono in crisi, con la comunicazione ai minimi termini e un contatto fisico sempre più distante.
Una sera, nel corso di una festa, Thomas conosce Agathe, fascinosa insegnante. Improvvisamente, e inaspettatamente, il regista viene attratto dalla donna, calamita sessuale dalla quale fatica a staccarsi. Lasciato Martin va a vivere con Agathe, per poi rimettere tutto in discussione dinanzi alla nuova relazione vissuta dall’ex con un celebrato scrittore. Sia Martin che Agathe si trovano così travolti dagli umori tossici e autodistruttivi di Thomas, abbagliato unicamente dal proprio riflesso e incapace di cogliere le esigenze e i sentimenti altrui.
Un dramma relazionale dalla fluidità più manifesta, onesto, reale, intelligente, brillante e brutale nel suo navigare a vista all’interno di una doppia relazione segnata dalla velenosità di un protagonista che è puro narcisismo e instabilità emotiva. Sachs ha co-sceneggiato e diretto un’opera che trasuda erotismo, passione, desiderio e carnalità, esaminando con sapienza il potere all’interno di una coppia e il come lo esercita chi non riesce a farne a meno, accecato dal proprio egocentrismo, distruggendo tutto quello che gli ruota attorno.
Maurice di James Ivory – Prime Video
A Cambridge, inizio ‘900, Clive e Maurice scoprono di essere attratti l’un l’altro, ma il senso del decoro li allontana. Anni dopo Clive, sposato, negherà la propria omosessualità, mentre Maurice, che ha cercato in tutti i modi di non ammettere la propria natura, riuscirà finalmente ad accettare sé stesso.
Un film di rara bellezza tratto dal romanzo omonimo scritto da Edward M. Forster nel 1917 e pubblicato postumo nel 1971. Maurice sbancò Venezia conquistando una Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile (andata sia a Hugh Grant che a James Wilby) e un Leone d’argento – Premio speciale per la regia a James Ivory.
The Prom di Ryan Murphy – Disney+

The Prom, nato da un’idea di Jack Viertel, con musiche originali di Matthew Sklar, testi di Chad Beguelin e libretto di Bob Martin e Beguelin, è un musical che guarda all’amore totale, abbettendo bigotti, omofobi e ignoranti a suon di canzoni e passi di danza.
Tutto prende forma nella piccola provincia americana, in Indiana, dove ad un’adolescente viene vietata la possibilità di partecipare all’attesissimo ballo di fine anno con la propria fidanzata. I genitori che rappresentano l’istituto, fortemente cattolici e conservatori, non vogliono coppie dello stesso sesso al ballo. A quasi 800 km di distanza, ovvero a Broadway, la leggendaria Dee Dee Allen, interpretata da una strabordante Meryl Streep, e Barry Glickman, ovvero un macchiettistico James Corden, sono stati appena stroncati dai critici della Grande Mela, che hanno affossato il loro ultimo costoso musical. Per provare a rientrare tra le simpatie del pubblico e della stampa, che li considerano dannatamente narcisisti e antipatici, Dee Dee, Barry, una corista squattrinata (Nicole Kidman) e un attore riciclatosi cameriere (Andrew Rannells) partono così in direzione Indiana, per provare a diventare virali aiutando la giovane ragazza lesbica vittima di discriminazione, riabilitando così la propria immagine pubblica. Ma il piano abilmente studiato deraglia rapidamente, costringendo i quattro a gettare la maschera e a guardarsi allo specchio, perché oltre la popolarità c’è altro. Quel qualcosa chiamato “vita reale”…
Un vero manifesto di inclusione, una mano tesa rivolta agli odiatori di professione, un lungo plauso a chi con orgoglio cammina a testa alta, senza farsi spaventare da chi insulta e discrimina. Facile capire perché Murphy, nato e cresciuto proprio nell’Indiana, sia rimasto tanto attratto da questo musical, essendo Ryan portavoce di una nuova tv che abbatte barriere spalancando portoni a temi e personaggi dichiaratamente LGBT fino a pochi anni fa volutamente evitati dalle principali produzioni su piazza. The Prom è ironico e pungente, è volutamente camp, consapevolmente banale nello sviluppo della trama e irriverente, ma soprattutto esplicito sin dai primissimi minuti. “Dimostreremo che essere gay non è un reato“, canta Corden nel numero musicale d’esordio tra le strade della Grande Mela, per poi sottolineare come la vita non sia un ballo, ma una dura bestia da domare.
Freeheld di Peter Sollett – Prime Video
Dallo sceneggiatore di Philadelphia, la vera storia d’amore tra Laurel e Stacie e la battaglia che condussero per ottenere giustizia. Quando alla pluridecorata detective del New Jersey Laurel viene diagnosticata una malattia terminale inizia una battaglia per riuscire garantire all’amata Stacie i suoi benefici pensionistici dopo la sua morte. La lotta delle due donne per l’uguaglianza assume proporzioni nazionali grazie all’aiuto dell’attivista gay Steven Goldstein, interpretato da Steve Carell.
Questo toccante dramma affronta temi di amore, diritti civili e giustizia, ispirando una nazione alla solidarietà e alla compassione. Con Julianne Moore ed Elliot Page.
Fire Island di Andrew Ahn – Disney+

Fire Island di Andrew Ahn è un libero adattamento di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen con script di Joel Kim Booster, protagonista al fianco di Bowen Yang.
Booster interpreta Noah, personaggio in stile Elizabeth Bennet che si dirige a Fire Island con la sua “piccola famiglia improvvisata”, ovvero Yang, Margaret Cho, Matt Rogers, Tomás Matos e Torian Miller. A Fire Island Howie si innamora (sia metaforicamente che letteralmente) di un simpatico dottore, interpretato da James Scully, con l’intera banda di amici chiamata ad interagire con gli amici del medico, incluso l’immancabile Mr. Darcy interpretato da Conrad Ricamora di Le Regole del Delitto Perfetto.
L’intero cast è interamente LGBTQ, evento più unico che raro ad Hollywood, compreso il regista Andrew Ahn e la star di RuPaul’s Drag Race Peppermint, sul set per un cameo
God’s Own Country – La terra di Dio di Francis Lee – Prime Video
Al centro della scena Johnny Saxby, venticinquenne che trascorre le giornate a spezzarsi la schiena nella fattoria di famiglia sperduta nel Nord dell’Inghilterra, in una solitudine e desolazione brutali. I suoi unici sfoghi sono l’ubriacarsi di notte in un pub locale e concedersi del sesso occasionale, fin quando un affascinante ragazzo romeno si stabilisce nella sua fattoria come lavoratore stagionale e Johnny si ritrova a dover affrontare delle emozioni mai provate prima.
Ribattezzato il ‘Brokeback Mountain inglese’, il film, qui da noi recensito e presentato in numerosi festival internazionali, ha vinto il Premio per la Miglior Regia di Film Drammatico al Sundance Film Festival 2017, il Premio BIFA come Miglior Film Britannico 2017 e il Premio come Miglior Film Britannico all’Edinburgh International Film Festival 2017. L’opera che ha lanciato Josh O’Connor.
Rosso, Bianco e Sangue Blu di Matthew López – Prime Video
La pellicola, basata sull’omonimo best-seller scritto da Casey McQuiston, narra una storia d’amore a tinte queer, ma lo fa tracciando i lineamenti di una fiaba moderna.
Rosso Bianco e Sangue Blu (RECENSIONE), scritto e diretto da Matthew López, mette in scena l’innamoramento tra il principe britannico Henry, interpretato da Nicholas Galitzine, e il figlio della Presidentessa degli Stati Uniti, Alex, interpretato da Taylor Zakhar Perez. I due decideranno di sfidare secoli di normativa tradizione da un lato e la schiacciante opinione pubblica dall’altro, per dimostrare che il loro legame è capace di superare qualsiasi limite burocratico. Faranno perciò di tutto per lasciare nella Storia l’impronta del loro vero amore.
Nuovo Olimpo di Ferzan Ozpetek – Netflix
Nuovo Olimpo di Ferzan Ozpetek prende il titolo da un immaginario cinema d’essai della Roma degli anni ’70, popolato soprattutto da omosessuali che tra una sigaretta e l’altra nel corridoio adiacente alla sala fanno sesso in bagno. Un battuage dall’odore di celluloide che vede nascere un amore assoluto, strabordante, per i diretti interessati purtroppo vissuto appieno solo per una notte, poche ore per innamorarsi e non ritrovarsi più. Nuovo Olimpo attraversa 4 decenni, a partire dalla fine degli anni ‘70 al 2015. Al centro della trama due giovani venticinquenni, interpretati da Damiano Gavino e Andrea Di Luigi, qui al suo debutto, che si incontrano per caso, innamorandosi perdutamente l’uno dell’altro, per poi perdersi e cercarsi per i successivi 30 anni.
È il film più almodovariano di Ozpetek, Nuovo Olimpo, che si fa metacinema sin dalla primissima scena con un cameo di Jasmine Trinca, perché il giovane protagonista, Elia, studia cinematografia e sogna di fare il regista. Pietro, che vive nelle Marche e si trova a Roma solo per accompagnare la mamma in ospedale, studia invece medicina. Il primo è sicuro di sè, disinibito, consapevolmente bisessuale, che se la spassa nei bagni del cinema con il primo che capita per poi tornare a casa e fare sesso con la migliore amica, alla quale non nasconde mai nulla. L’altro è invece timido, impacciato, spaventato da quel luogo di totale disinibizione, frenato dal timore di una passione mai realmente vissuta. Quella nei confronti di un altro ragazzo. Ma quando troverà il coraggio di viverla ed abbracciarla, nulla sarà più come prima.
La prima ora di Nuovo Olimpo, che nasce da un episodio realmente vissuto dal regista quando 17enne arrivò a Roma per studiare cinema, strizza l’occhio a Weekend di Andrew Haigh, con questi due sconosciuti in grado di perdere la testa l’uno per l’altro dopo aver passato insieme poche ore, due giorni appena. Poi subentra il dramma tipico del cinema ozpetekiano che vira verso il melò spinto, ampliando lo sguardo ad un mondo parallelo di comprimari che entrano nelle vite dei due protagonisti senza mai soddisfare quella dolorosa mancanza che entrambi si trascinano dietro per decenni. Ed è qui che lo script firmato da Ozpetek e Romoli, mai così tanto dichiaratamente e orgogliosamente cinefilo, prende strade narrativamente parlando ambigue e discutibili, con un’ultima involontariamente esilarante mezz’ora che parrebbe farsi non voluto omaggio a Gli occhi del Cuore di borisiana memoria…
Strange Way of Life di Pedro Almodovar -MUBI
Scritto e diretto dal regista spagnolo, presentato da Saint Laurent by Anthony Vaccarello e prodotto da El Deseo, Strange Way of Life è interpretato da Ethan Hawke e Pedro Pascal, lanciatissimo dopo gli exploit televisivi di The Last of Us e The Mandalorian. Girato nel deserto di Tabernas, in Almería, Strange Way of Life racconta di due uomini che si ritrovano dopo venticinque anni. Il ranchero Silva (Pedro Pascal) attraversa il deserto a cavallo per andare a trovare il suo vecchio amico Jake (Ethan Hawke), lo sceriffo di Bitter Creek che non vede da un quarto di secolo. Ne seguirà una serata di confidenze, ricordi e riconciliazioni, tra le lenzuola della camera da letto dello sceriffo. Perché tra i due, in giovane età, scoppiò l’amore, la passione, presto seppellita al cospetto di un sentimento apparentemente impossibile da vivere alla luce del sole. D’altronde cosa potranno mai fare due uomini soli in un ranch? Ma il ritorno di Silva nasconde anche altro, perché un misterioso delitto potrebbe coinvolgere il suo scapestrato figlio, ricercato proprio dallo sceriffo….
L’impronta almodovariana è ben presente in ogni fotogramma di Strange Way of Life, con il suo celebre rosso da scovare in un vecchio fazzoletto, in una camicia firmata, in una spessa tenda che nasconde l’alcova d’amore da sguardi indiscreti, nel piumone che copre quel letto bagnato dallo sperma, nel sangue che sgorga da un corpo trivellato dai colpi, nel vino che inonda bocche assettate d’amore, nelle carnose labbra di un Manu Ríos che canta con voce femminile, aprendo un mediometraggio che ha un’unica enorme colpa. Il durare troppo poco, perché mezz’ora vola via e noi tutti avremmo voluto ammirare Jake e Silva ancora a lungo, con la consapevolezza assoluta che due uomini in un ranch, da soli, potrebbero semplicemente guardarsi l’un l’altro, proteggersi, farsi compagnia, banalmente amarsi ed essere felici.
I Toni dell’Amore di Ira Sachs – Prime Video
Ben e George, un’anziana coppia gay, dopo quarant’anni decidono di sposarsi. La notizia del loro matrimonio giunge alla scuola cattolica dove George lavora e lo porta al licenziamento. Non potendosi più permettere il loro appartamento, Ben e George dovranno trovare una soluzione e vivere temporaneamente separati, andando incontro alla loro prima, vera, crisi di coppia.
Diretto dal solito gigantesco Ira Sachs, questo film è tristemente passato in sordina, seppur trainato da due magnifici John Lithgow e Alfred Molina.
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino – Netflix
Capolavoro di Luca Guadagnino, Chiamami col tuo Nome è stato premiato con l’Oscar alla sceneggiatura non originale di James Ivory nel 2018, conquistando poi decine e decine di altri riconoscimenti e diventando titolo di culto.
Ambientato nell’estate del 1983, tra le province di Brescia e Bergamo, il film ruota attorno ad Elio Perlman, un diciassettene italoamericano di origine ebraica che vive con i genitori nella loro villa del XVII secolo. Un giorno li raggiunge Oliver, uno studente ventiquattrenne che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo…
Accolto da recensioni entusiastiche, Chiamami col tuo Nome è il terzo e ultimo film della “trilogia del desiderio” di Guadagnino, dopo Io sono l’amore (2009) e A Bigger Splash (2015). Strepitosi protagonisti Timothée Chalamet e Armie Hammer, da anni dichiaratamente disposti a tornare sul set per girare quel sequel che lo stesso regista vorrebbe portare a compimento. Nell’attesa, Andrè Aciman, autore del romanzo originale, ha partorito il seguito ufficiale, Cercami, da un paio di mesi uscito in libreria con Guanda editore.
Weekend di Andrew Haigh – Prime Video
Secondo lungometraggio dell’inglese Andrew Haigh, Weekend, uscito in patria nel 2011, è arrivato nei cinema d’Italia solo nel 2016, grazie a Teodora. Celebre la trama: Russell conosce Glen in un locale e si risveglia al suo fianco la mattina dopo. Quella che sembra solo l’avventura di una notte si trasforma però in qualcosa di più: nell’arco del weekend i due arriveranno a condividere sentimenti, ricordi, paure e desideri, fino a scoprirsi all’inizio di un’imprevista e travolgente storia d’amore.
Un’onesta, intima, autentica storia d’amore, quella scritta e diretta da Haigh, regista e autore tra le altre cose della serie Looking. “Volevo raccontare quel sentimento misto di paura e eccitazione che arriva insieme alla possibilità di qualcosa di nuovo”, confessò il regista. “Volevo vedere questi due giovani uomini innamorarsi lentamente l’uno dell’altro, delle loro reciproche differenze, quasi come se stessero scoprendo dei pezzi mancanti di loro stessi. Volevo catturare quei momenti che due persone condividono quanto iniziano davvero a impegnarsi in una relazione. Russell e Glen sono due uomini che attraversano la vita in modi diversi ma entrambi cercano la stessa cosa: il loro posto nel mondo. Stanno provando a capire chi sono, cosa vogliono e come possono definire se stessi, in pubblico come in privato”.
Estranei di Andrew Haigh – Disney+

Tutto ha inizio una notte, in un condominio quasi vuoto nella Londra contemporanea. Adam (Andrew Scott) incontra casualmente un misterioso vicino di casa, Harry (Paul Mescal), che spezza il ritmo della sua vita quotidiana. Mentre si sviluppa una relazione tra i due, Adam è ossessionato dai ricordi del passato e viene spinto a tornare nella città di periferia in cui è cresciuto e nella casa in cui viveva da bambino, dove i suoi genitori (Claire Foy e Jamie Bell) sembrano ancora vivi, con lo stesso aspetto che avevano nel giorno della loro morte, trent’anni prima…
Estranei è una storia di fantasmi, di parole mai dette, di abbracci mai dati, di confessioni mai espresse, di addii mai elaborati, di richieste d’aiuto mai esplicitate o colte, di coming out mai fatti, una storia trainata da quattro attori in stato di grazia. L’Adam di Andrew Scott, così problematico e misterioso, così gentile e malinconico, silenzioso e spaventato, ha mille sfaccettature che l’attore riesce perfettamente a rendere credibili. Haigh gli ha costruito l’intero film addosso, senza mai mollarlo un attimo, concentrandosi sui lineamenti, sui piccoli particolari, sulle sfumature di un personaggio complesso e al testo stesso affascinante.
Paul Mescal, vicino così enigmatico e seducente, riempie perfettamente spazi fino al suo arrivo rimasti a lungo deserti, accompagnando il protagonista verso emozioni e sentimenti mai vissuti prima. Gli altrettanto bravissimi Jamie Bell e ClaireFoy interpretano i due genitori di Adam, deceduti da decenni, eppure visibili, a tal punto da ricostruire 30 anni di lontananza forzata.
In dialogo con sé stessi, dopo aver a lungo represso, taciuto, allontanato gli altri. Gli Estranei di Andrew Haigh sono vicini di casa, amanti, genitori, siamo noi tutti, portati all’autoisolamento da un mondo e da una società in cui il rapporto umano, fisico, reale, si fa sempre più eccezione, al cospetto di social e interazioni virtuali. Porte chiuse sbattute in faccia ad Estranei bisognosi di aiuto, di vicinanza, di semplice compagnia, inconsapevoli dei danni irreparabili che quelle porte chiuse potrebbero causare.
Elisa e Marcela di Isabel Coixet – Netflix
Pochi anni prima, nel 1885, Elisa Sánchez Loriga e Marcela Gracia Ibeas (interpretate da Natalia de Molina e Greta Fernández) si conoscono e si innamorano tra i banchi di scuola della Galizia. I genitori di Marcela guardano con fastidio a quella ‘amicizia’, tanto da far tornare la figlia a Madrid. Peccato che i sentimenti tra le due ragazze non mutino affatto, tanto da riportare Marcela in Galizia. Le due donne vanno a vivere insieme in un piccolo paese, a Dumbria, vicino a La Coruna, lavorando come maestre nella scuola locale. Ma i pettegolezzi si fanno pressanti in tutto il paese, tanto da elaborare un piano. Finto un litigio, Elisa abbandona Dumbria e Marcela annuncia di voler sposare Mario, cugino di Elisa, dichiarando alla famiglia “non ho mai visto persona tanto assomigliante ad Elisa quanto lui, hanno la stessa statura, la stessa voce, le stesse maniere….“.
Facile a dirsi, perché Mario è Elisa, andata a La Coruna per tagliarsi i capelli e comprare abiti da uomo. L’8 giugno 1901 Marcela ed Elisa, nei panni di Mario, si sposano nella chiesa di San Jorge, a La Coruna. Tornate a Dumbria in carrozza, vengono purtroppo scoperte e costrette a fuggire ad Oporto, prima, e a Buenos Aires, poi. Lo scandalo riempie le prime pagine di tutta la Spagna, con Elisa che sposa un uomo anziano per sistemarsi, mandando su tutte le furie Marcela. Ed è qui che la Storia ha perso le loro tracce.
Nel 2010 il loro amore è diventata romanzo, Elisa y Marcela. Más allá de los hombres, e a seguire lungometraggio girato in bianco e nero.
La Fidanzata di Nonna di Ángeles Reiné – Netflix
Una romantic comedy trainata da Rosa María Sarda e Verónica Forqué, negli abiti di due donne con ex mariti e figli che dopo essersi innamorate l’una dell’altra decidono di sposarsi. Una notizia che travolgerà le rispettive famiglie e l’isola di Lanzarote dove tutte le conoscono.
Eva, giovane e promettente avvocatessa spagnola vive a Edimburgo e vede in pericolo i propri piani di matrimonio con l’erede di una famiglia scozzese ultra-conservatrice quando scopre che sua nonna, Sofía (Verónica Forqué), ha deciso di sposare la sua storica miglior amica, Celia (Rosa María Sardà). La decisione di Sofía di sposarsi alla tenera età di 74 anni, sfidando tutte le convenzioni sociali e religiose del paese, stravolge la vita della nipote, che cercherà di impedire con ogni mezzo l’annunciato matrimonio, con la complicità di Jorge (David Verdaguer), figlio di Celia.
My Fake Boyfriend di Rose Troche – Prime Video
Film diretto da Rose Troche, My Fake Boyfriend vede il ritorno sul set di Keiynan Lonsdale, già visto in Love, Simon.
Il bel Keiynan, gay dichiarato nella vita reale, interpreta Andrew, ragazzo che cerca di voltare pagina e andare avanti dopo aver scaricato il suo tossico compagno, Nico, che continua a tradirlo a giorni alterni. Ad aiutarlo, o almeno a provarci, Jake e Kelly (interpretati da Dylan Sprouse e Sarah Hyland), suoi migliori amici che creano “Cristiano”, il fidanzato “perfetto”, anche se completamente fasullo, con cui Andrew prova a far credere a Nico che non è più disponibile. Peccato che Cristiano non esista realmente. Tutto si complica quando Andrew incontra Rafi, affascinante proprietario di un ristorante, mentre Cristiano, che esiste solo sotto forma di profilo app, diventa virale, superando il milione di follower…
I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee – Prime Video
Tratto dal racconto Brokeback Mountain di Annie Proulx, I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee venne presentato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia del 2005, dove vinse il Leone d’oro. E non solo. Arrivarono poi anche 4 Golden Globe, 4 Bafta, 3 Critics’ Choice Movie Award e 3 premi Oscar su 8 nomination (Migliore regia, Migliore sceneggiatura non originale, Miglior colonna sonora), oltre a decine e decine di altri riconoscimenti. Costato appena 14 milioni di dollari, il film ne incassò 178,062,759 in tutto il mondo. Mai una pellicola a tematica LGBT aveva raccolto tanto, mai un film con due personaggi gay protagonisti era diventato ‘mainstream’. Non a caso I segreti di Brokeback Mountain ha cambiato la percezione di Hollywood nei confronti del cinema LGBT.
Dal 2006 nulla è stato come prima grazie al capolavoro di Lee, trainato da due attori straordinari che dopo decine di rifiuti accettarono il rischioso progetto: l’indimenticato Heath Ledger, deceduto nel 2008, e Jake Gyllenhaal, affiancati da Michelle Williams e Anne Hathaway. Protagonisti due cowboy di origini molto diverse che si incontrano e si innamorano mentre lavorano insieme a un ranch, nell’estate del 1963. Le loro vite, però, prenderanno direzioni diverse. Film epocale che, con la rappresentazione dell’esplosione di un sentimento amoroso tanto inatteso quanto intenso, scardinò la visione romantica del Far West e smontò definitivamente la mitologia del cowboy. I personaggi sono forti, intensi, veri. L’alchimia tra i due protagonisti ipnotica. Le musiche di Gustavo Santaolalla da subito diventate un classico. Senza se e senza ma, un capolavoro assoluto.
Non ti presento i miei di Clea Duvall – Netflix
Abby è decisa a fare la proposta di matrimonio alla sua compagna proprio durante la cena di Natale, davanti a tutta la sua famiglia che conosce per la prima volta per l’occasione. Eppure le cose andranno storte, nel senso che Abby si accorgerà della verità solo una volta arrivata a casa dei genitori della sua partner. La verità è per lei sconcertante: madre, padre, sorelle e parenti tutti non sanno nulla circa l’orientamento sessuale di Harper. Anzi: non immaginano minimamente che lei possa essere lesbica. Scoprirà dunque che lei non ha ancora avuto il coraggio di fare coming out in famiglia per paura della possibile reazione negativa dei genitori molto conservatori. Questa scoperta relativa alla segretezza dell’amore di Harper farà incrinare la fiducia che Abby riponeva in lei: la sua dolce metà è colei che pensava di conoscere? In realtà no poiché tutto si sarebbe aspettato tranne che la famiglia della sua fidanzata non conoscesse la sua vera natura. Ma le vie dell’amore sono infinite, così come quelle del Natale: l’atmosfera dicembrina e i sentimenti trionferanno finalmente?
Romantic comedy natalizia diretta da Clea DuVall con Kristen Stewart felicemente fidanzata con Mackenzie Davis.
Tuo Simon di Greg Berlanti – Disney+
Tratto dal best seller Non so chi sei ma io sono qui, in Tuo Simon il diciassettenne Simon Spier ha una vita normale, una famiglia che adora e degli amici straordinari ma custodisce un segreto: nessuno sa che è gay. Simon non ha nemmeno il coraggio di dirlo alla famiglia finché non inizia un appassionante scambio di mail con un compagno di scuola che rimane anonimo. Quando il suo segreto rischia di essere rivelato, la vita di Simon diventa un’avventura in cui il sorriso si alterna con la preoccupazione.
Protagonisti Nick Robinson, Josh Duhamel, Jennifer Garner, Katherine Langford, Alexandra Shipp, Jorge Lendeborg e Key Lonsdale, il film ha dato vita ad una serie sequel, Love Victor.















