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Il DDL Zan è morto e i social non lasciano scampo. Divorano, come sempre, le notizie del giorno. Oltre ai politici, influencer e personaggi famosi, arriva – senza sosta – l’indignazione degli utenti normali, non noti insomma, di chi fa arrivare #LeggeZan al primo posto tra i trend, in pochi attimi. Twitter, nella sua immediatezza e nello spazio di pochi caratteri – perfetti per degli slogan – riesce a raccogliere le reazioni a caldo, probabilmente quelle più spregiudicate, senza filtri. Forse, quelli più interessanti.
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C’è chi definisce la Destra italiana “la peggiore dell’Europa occidentale” e la sconfitta del DDL Zan “un fallimento per tutto il Senato” soprattutto per il PD che “ha lasciato da solo Zan”. E chi ancora prova a trarre conclusioni dalla decisione dei senatori:
Immaginate come si sentiranno quelli che ci aggrediscono per strada, quelli che abbassano il finestrino per insultarci. Orgogliosi. E tutelati dallo Stato,
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I temi messi sul tavolo (bacheca ndr) dalla fauna social sono molteplici e spesso si arriva a riflettere su un possibile background familiare dei senatori che hanno esultato e votato a favore della cosiddetta “tagliola”
Chi ha applaudito in Senato ha sicuramente, per la legge dei grandi numeri, figli e figlie omosessuali che sicuramente gioiranno per questo affossamento. Che schifo di genitori.
Ma non solo Twitter attira l’indignazione, in molti su Instagram tra post e soprattutto storie hanno fatto sentire la propria voce, all’interno della loro micro-bolla
“Il messaggio che in questa giornata orribile arriva è che dobbiamo avere tutti paura“, è un frase tanto semplice quanto potente. E magari sarà vero che con il voto di oggi si è arrivati a minare ulteriormente il campo dei diritti e delle sicurezze dei cittadini.
Le reazioni appaiono sicuramente frettolose, ma sarà questa loro istintività a renderle rivelatrici di una realtà che altrimenti faticheremo a raccontarci. In molti riescono a guardare in avanti e a notare quanto la politica italiana sia in ritardo rispetto alla società che procede su un binario parallelo
Si può solo ritardare il progresso della civiltà non si può fermare è inutile, prima o poi volenti o nolenti la giustizia e la ragione trionferà,
scrive un utente, e sembra pronosticare un futuro neanche troppo lontano. Ma riguardo al presente molti chiedono e programmano delle manifestazioni (come quella che si terrà a Milano domani, 28 ottobre).
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La rabbia, più che giustificata, è molta. L’iter del DDL Zan va avanti da due anni e i cittadini sono stati spesso illusi e disillusi sul futuro della legge e sulla tutela dei propri diritti. Certo, i social fotografano il pensiero nel suo presentarsi come istinto, guizzo sfrenato della mente, ma spesso è proprio da lì che arrivano le verità che la politica italiana sembra ignorare.


