Il mondo dell’arte drag è vasto e ricco di sfumature, ma spesso associato principalmente alle drag queen. Tuttavia, esiste una realtà altrettanto affascinante che merita attenzione: quella dei drag king. In questo approfondimento esploreremo cosa significa essere un drag king, le differenze con le drag queen, i pregiudizi che li circondano, la loro presenza nei media e alcuni artisti italiani da seguire su Instagram.
Cosa significa drag king
Il termine drag king si riferisce a performer, spesso donne (indipendentemente da identità di genere), che si esibiscono impersonando personaggi maschili. Utilizzando costumi, trucco e accessori, i drag king enfatizzano caratteristiche tipicamente associate alla mascolinità, come barbe finte, abiti maschili e atteggiamenti virili. Questa forma d’arte va oltre il semplice travestimento: è un modo per esplorare e sfidare gli stereotipi di genere, offrendo al pubblico uno spettacolo che può includere danza, canto e recitazione.
Origini storiche
Sebbene il fenomeno abbia guadagnato popolarità negli anni ’90, le radici dei drag king risalgono alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, quando le donne si esibivano nei music hall inglesi in ruoli maschili. Un esempio precoce è quello di Vesta Tilley, una famosa male impersonator britannica che affascinava il pubblico con le sue performance.
Differenza tra drag queen e drag king
Mentre le drag queen sono generalmente uomini che interpretano ruoli femminili enfatizzando caratteristiche come trucco vistoso, parrucche e abiti glamour, i drag king sono il loro contrappunto, spesso donne che impersonano ruoli maschili. Ecco alcune differenze chiave:
Esibizioni: le drag queen tendono a esibirsi come soliste, mentre i drag king spesso formano gruppi o compagnie teatrali.
Estetica: le drag queen enfatizzano la femminilità in modo esagerato, mentre i drag king sottolineano aspetti virili attraverso l’uso di barbe finte, abiti maschili e gestualità tipicamente maschili.
Visibilità: storicamente, le drag queen hanno goduto di maggiore visibilità nei media e nella cultura pop rispetto ai drag king.
Entrambe le forme d’arte sfidano le norme di genere, ma lo fanno da prospettive opposte. Mentre le drag queen giocano con l’iper-femminilità, i drag king esplorano l’iper-mascolinità, offrendo uno spazio per discutere e riflettere sulle costruzioni sociali legate al genere.
Pregiudizi intorno ai drag king
Il mondo dei drag king è meno visibile e meno celebrato rispetto a quello delle drag queen, una disparità radicata in una serie di pregiudizi culturali e sociali che influenzano la percezione pubblica di questa forma d’arte. Mentre le drag queen hanno guadagnato una posizione prominente nella cultura popolare e nei media, spesso per la loro esuberanza e la spettacolarità delle loro esibizioni, i drag king lottano contro la mancanza di riconoscimento e contro stereotipi di genere che rendono il loro lavoro meno visibile e apparentemente meno attraente per un ampio pubblico.
Il primo grande pregiudizio che i drag king devono affrontare è l’associazione della performance drag esclusivamente con gli uomini che si esibiscono in panni femminili. Questo stereotipo è tanto radicato che le performance dei drag king spesso non vengono nemmeno considerate dal grande pubblico o dai media mainstream. Inoltre, c’è una tendenza a valorizzare le performance che si conformano agli standard di bellezza femminili, sessualizzati e glamour, caratteristiche che sono centrali nelle esibizioni delle drag queen ma meno evidenti o assenti in quelle dei drag king, che invece esplorano la mascolinità in modi meno convenzionalmente attraenti.
Un altro pregiudizio è che il drag king sia considerato meno divertente o meno artistico. Spesso si presume che l’esagerazione della femminilità sia intrinsecamente più teatrale e quindi più adatta allo spettacolo rispetto all’esagerazione della mascolinità. Questo pregiudizio si estende anche al tipo di performance, con la drag king performance spesso vista come più seria o meno incline alla commedia rispetto alle esuberanti esibizioni delle drag queen.
Inoltre, esiste una mancanza di piattaforme e opportunità per i drag king. Mentre i club e i festival dedicati alle drag queen abbondano, quelli che accolgono e promuovono i drag king sono notevolmente meno, limitando le opportunità per questi artisti di costruire una carriera e di raggiungere un pubblico più vasto. Questa mancanza di piattaforme è spesso dovuta alla percezione che non ci sia abbastanza interesse o pubblico per le esibizioni dei drag king, il che a sua volta perpetua il ciclo di minore visibilità e riconoscimento.
Infine, i drag king affrontano sfide uniche legate al genere e all’identità. Mentre le drag queen possono essere celebrate per il loro coraggio nel trasgredire i confini di genere, i drag king spesso affrontano un doppio standard: da un lato, la loro esplorazione e presentazione della mascolinità può essere vista come minacciosa o inappropriata, dall’altro, possono essere accusati di non essere sufficientemente radicali o innovativi nel loro approccio alla performance di genere. Questo può derivare da una comprensione limitata delle molteplici dimensioni in cui il genere può essere esplorato e esibito, riducendo così la legittimità e l’importanza del loro lavoro artistico.
Questi pregiudizi creano barriere significative per i drag king e limitano la loro capacità di essere riconosciuti come artisti legittimi e influenti.
Testimonianze dal mondo dei drag king
Marta Sarais, in arte Louis Vacth, uno dei drag king italiani più noti, ha affermato in una nostra intervista:
“Nel panorama mainstream di drag king non se ne parla ancora abbastanza. Un uomo travestito da donna attira più l’attenzione di una donna travestita da uomo. Vorrei lasciare qualcosa e divertire il pubblico, perché se ridono significa che il nostro lavoro è arrivato.”
Film e media che rappresentano e celebrano i drag king
Nonostante la minore visibilità, ci sono film e documentari che hanno messo in luce il mondo dei drag king:
“Venus Boyz“ (2001): Un documentario di Gabriel Baur che esplora la scena drag king a New York, offrendo uno sguardo intimo sulle vite dei performer.
“Mio Sovversivo Amore“ (2009): Diretto da Valentina Pedicini, questo documentario italiano segue la vita di alcuni drag king, evidenziando le loro sfide e passioni.
“The Making of a King“ (2016): Un documentario di Nicole Miyahara che racconta la comunità drag king di Los Angeles.
Rappresentazioni nei media
Anche se meno frequenti, i drag king stanno iniziando a guadagnare spazio nei media mainstream. Ad esempio, nel 2021, la girl band britannica Little Mix si è trasformata in drag king nel video musicale di “Confetti“, portando l’arte dei drag king a un pubblico più ampio.
Drag king italiani da seguire su Instagram
Louis Vacth e Matt Curò
La scena drag king italiana è in crescita. Ecco alcuni performer da seguire su Instagram:
I social media sono diventati uno strumento fondamentale per i drag king per condividere il loro lavoro, connettersi con il pubblico e costruire comunità. Piattaforme come Instagram offrono visibilità e aiutano a superare le barriere imposte dai media tradizionali.
La voce dei drag king italiani
In un’intervista, Louis Vacth e Matt Curò hanno condiviso le loro esperienze come drag king in Italia:
“In questo anno e mezzo di carriera abbiamo fatto fatica a trovare spazi per esibirci. Mancano gli spazi e se ce ne sono spesso gli organizzatori delle serate non ti rispondono. Non è un problema del singolo, ma proprio culturale.” – Matt Curò
Queste parole evidenziano le sfide strutturali che i drag king affrontano nel mondo dello spettacolo italiano.
Progetti e iniziative
Per affrontare queste sfide, Louis Vacth e Matt Curò hanno lanciato il progetto Book Drag King, una mappatura nazionale che mira a dare voce e spazio ai drag king italiani. L’iniziativa ha ricevuto un’ottima accoglienza, dimostrando che c’è un pubblico interessato e una comunità pronta a supportare questi artisti.
Conclusione
I drag king rappresentano una forma d’arte potente che sfida le norme di genere e offre nuove prospettive sull’identità e l’espressione personale. Nonostante i pregiudizi e la minore visibilità rispetto alle drag queen, i drag king continuano a crescere e a influenzare la cultura contemporanea.
Attraverso performance coinvolgenti, l’uso creativo dei social media e iniziative comunitarie, i drag king stanno guadagnando il riconoscimento che meritano. Seguendo artisti come Louis Vacth, Matt Curò e molti altri, possiamo sostenere questa forma d’arte e contribuire a una maggiore inclusività e diversità nel panorama dello spettacolo.
“L’arte drag serve anche a questo: a smantellare gli stereotipi di genere e proporre più strade da percorrere. Convincersi che ci siano solo due opzioni è sbagliato.” – Louis Vacth
Esplorare e supportare
Se sei interessat* a esplorare il mondo dei drag king o a sostenere questi artisti:
Partecipa agli spettacoli: cerca eventi locali e spettacoli drag per supportare i performer.
Segui sui social media: interagisci con i drag king online per restare aggiornato sulle loro attività.
Diffondi la parola: condividi informazioni e contenuti sui drag king per aumentare la loro visibilità.
Attraverso il supporto della comunità e l’apprezzamento del pubblico, i drag king possono continuare a prosperare e arricchire la nostra comprensione dell’identità di genere e dell’espressione artistica.