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Le 10 vergogne parlamentari contro la comunità LGBTQ+ del 2021

In un anno di dibattito sul DDL Zan abbiamo dovuto sopportare di tutto, da parte di deputati e senatori della Repubblica. Questa la nostra Top10 Horror.

10 min. di lettura
senato applauso ddl zan
senato applauso ddl zan vergogne parlamentari 2021
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Lega

Le 10 vergogne parlamentari contro la comunità LGBTQ+ del 2021 - salvini morisi inside 2 - Gay.it

Dai banchi della Lega in senato si sono levate voci da brividi. D’altronde perché fermarsi a Salvini, Ostellari, Borghi e Pillon quando si può fare en-plein? Raffaella Fiormaria Marina, di professione psicologa, si è domandata in aula: “La scuola che non vorrà celebrare la giornata contro l’omofobia potrà farlo o sarà destinata a pagare questa libertà? Chi osa obiettare finisce sotto processo. Della cosiddetta ideologia gender o ghender si è capito che anziché promuovere libertà di scelta, solleva dubbi sulla libera espressione. Chiunque potrà essere vittima di un procedimento penale, intercettazione o addirittura misure cautelari”.

Nadia Pizzoli ha rilanciato: “I bimbi hanno diritto a un padre e a una madre. Quando sono grandi vogliono sapere perché la madre li ha abbandonati e soffriranno moltissimo per tutta la vita. Non potete pretendere questo con l’utero in affitto. Fateli nascere normalmente. Non siamo nell’ex unione sovietica dove i bambini venivano tolti dalle famiglie ed educati dal partito. I vostri desideri non vanno confusi con i diritti. Sono capricci ideologici e quindi mi opporrò con ogni mezzo a questa legge. Penso che ai bambini non vada assolutamente trasmessa l’ideologia gender. Ma cosa volete insegnare ai bambini se non c’è nessuna evidenza scientifica. E come affermassi che piovono patate e non acqua”.

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Sonia Fregolent, invece, si è detta contraria alla celebrazione della giornata contro l’omotransfobia nelle scuole: “Perché non istituire una giornata contro l’eterofobia o l’orgoglio eterosessuale?”. Stefano Lucidi, ex M5s oggi leghista, ha concluso: “Non abbiamo bisogno di modelli europei, di modelli trans europei ma ricordarci le nostre tradizioni e la nostra cultura”.

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