La donna più ricca del Regno Unito ha messo mano al portafoglio per sostenere le battaglie legali contro la comunità trans.
J.K. Rowling, 59enne creatrice di Harry Potter da anni paladina delle terf di tutto il mondo, ha annunciato la creazione del “J.K. Rowling Women’s Fund” (JKRWF).
Cos’è il J.K. Rowling Women’s Fund?
Sul sito ufficiale si legge che il fondo è stato creato per sostenere finanziariamente individui, organizzazioni o gruppi che “si battono per preservare i diritti delle donne basati sul sesso“, anche nei luoghi di lavoro, nella vita pubblica e negli “spazi femminili protetti“. Il finanziamento verrà effettuato direttamente da Rowling, il cui patrimonio netto, al 2021, si stima sia di almeno 820 milioni di sterline (1,1 miliardi di dollari). E negli ultimi 4 anni è ulteriormente cresciuto, considerando l’arrivo della serie tv Warner dedicata ad Harry Potter.
Tra le persone o le organizzazioni che il fondo intende sostenere ci saranno persone che “si trovano ad affrontare tribunali a causa delle loro convinzioni espresse“, che sono “costrette ad aderire a politiche di inclusione irragionevoli riguardanti spazi dedicati a un solo sesso“, che hanno presentato ricorsi legali contro una legislazione che, a suo dire, “toglie le libertà o le tutele di cui le donne hanno diritto”, o che altrimenti non possono permettersi di “intraprendere azioni legali per difendersi“.
L’istituzione del JK Rowling Women’s Fund arriva dopo le donazioni della scrittrice a For Women Scotland (FWS), ovvero il gruppo “gender-critical” che ha portato avanti una causa legale sulla definizione di donna e sesso contenuta nell’Equality Act del 2010 con relativa sentenza transfobica della Corte Suprema. Sentenza che vide Rowling festeggiare con champagne e sigaro in bocca, beccandosi gli insulti di Boy George e Pedro Pascal.
Sul sito del J.K. Rowling Women’s Fund si scopre che l’organizzazione non è un ente di beneficenza, il che significa che non può “accettare donazioni“. Il fondo esorta persone o gruppi che ritengono di essere rilevanti a compilare una checklist di idoneità per richiedere un finanziamento. “Dopo una selezione iniziale, le candidature verranno sottoposte a una rigorosa valutazione da parte del consiglio direttivo del JKRWF”. “I finanziamenti sono a discrezione del consiglio direttivo e limitati ad azioni legali definite con un obiettivo e una tempistica chiari“.
I candidati, secondo la checklist di idoneità, devono risiedere nel Regno Unito o in Irlanda, essere in grado di spiegare in modo esaustivo come le loro vite siano state influenzate dalle loro convinzioni sull'”immutabilità del sesso biologico” e motivare la richiesta di sostegno finanziario. Rowling è convinta che un’organizzazione di finanziamento privata sia il “modo più efficiente e snello” per sostenere simili campagne legali. Nel 2022 la scrittrice aveva contribuito alla creazione del centro di crisi per la violenza sessuale e lo stupro con sede a Edimburgo, Beira’s Place, che non consentiva e non consente alle donne trans di utilizzare le sue strutture.
L’ossessione transfobica di J.K. Rowling
Secondo Variety, da settembre a novembre del 2024 Rowling ha pubblicato oltre 200 post su X relativi ai diritti delle persone trans, rispetto ai miseri 9 tweet dedicati alla nuova serie su Harry Potter, in produzione s u HBO e che la renderà ancora più ricca. Un’autentica ossessione, quella della scrittrice nei confronti della comunità trans, pubblicamente nata nel 2019, quando prese le difese dell’attivista transfobica Maya Forstater. Un anno dopo, nel 2020, la scrittrice ha firmato un lungo editoriale in cui parlava di “persone che hanno le mestruazioni”, per distinguere le donne cisgender da quelle transgender. Negli anni successivi ha continuato a rafforzare la propria posizione. Nel 2023, in una serie di podcast dal titolo The Witch Trials of JK Rowling, ha affermato che “non ha mai avuto intenzione di turbare nessuno” con le proprie opinioni, tanto da definirsi “profondamente” fraintesa. Per poi tornare all’attacco.
A fine 2023 la scrittrice ha partecipato ad una conferenza transfobica dicendosi “pronta ad andare in galera per le mie opinioni”, dopo aver promosso l’e-commerce che vende merce transfobica. A inizio 2024 Rowling ha donato 70.000 sterline ad un’associazione transfobica. Difesa dalle destre internazionali, Eugenia Roccella in testa, J.K. ha rispedito al mittente le critiche da parte dei fan LGBTQIA+ di Harry Potter, sottolineando come “con i soldi il dolore scompare rapidamente”. Rowling è stata accusata di negazionismo dell’Olocausto nei confronti delle persone trans, per poi attaccare pubblicamente la nuova legge scozzese contro l’omobitransfobia al grido “arrestatemi” e definire “un uomo” Imane Khelif, atleta algerina medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi. Una volta denunciata, J.K. ha cancellato quasi 30 tweet ad Imane dedicati. A fine 2024 ha attaccato Barbra Banda, eletta calciatrice dell’anno dalla BBC, definendola un uomo. “Un calciatore che in precedenza ha fallito due test di verifica del sesso è diventato la Calciatrice dell’Anno della BBC Sport. Siamo senza parole“. A inizio 2025 ha insultato anche le persone asessuali.



