J.K. Rowling e l’odio su X, la mamma di Harry Potter insulta anche le persone asessuali

Con oltre 14 milioni di follower X, J.K. Rowling continua ad alimentare disinformazione e intolleranza. Dopo le donne trans tocca ora alle persone asessuali.

Ascolta:
0:00
-
0:00
J.K. Rowling centro stupri anti-trans* Gay.it
4 min. di lettura

J.K. Rowling è la donna più ricca del Regno Unito, colei che ha dato forma alla saga editoriale più celebre e venduta degli ultimi 50 anni, idolatrata a lungo prima di intraprendere la strada della transfobia social. Perché la 59enne scrittrice inglese (14.3 milioni di follower) trascorre le proprie giornate a twittare compulsivamente contro le persone trans. Da mattina a sera, come una qualsiasi Simone Pillon, Rowling alimenta un dibattito fondato sulla disinformazione e sull’odio, con nuovi picchi raggiunti nelle ultime 48 ore.

J.K. Rowling deride le persone asessuali

Domenica si è celebrato l’International Asexuality Day, ovvero la giornata internazionale della asessualità, con la mamma di Harry Potter che l’ha gratuitamente definito “giorno di falsa oppressione“. Rowling ha preso in giro la giornata nazionale della consapevolezza asessuale, definendo coloro che la celebrano come persone “che [vogliono] che perfetti sconosciuti sappiano che non hanno voglia di scopare”.

Non è la prima volta, purtroppo, che la scrittrice usa toni denigratori nei confronti delle persone asessuali, sostenendo che non possano sapere “se sono gay o etero“, facendo non poca confusione tra asessualità e persone aromantiche, chiedendosi: “Come fai a sapere a quale [sessualità] appartieni se non provi attrazione sessuale?”. Yasmin Benoit, l’attivista asessuale che ha co-creato l’International Asexuality Day, ha replicato a Rowling via PinkNews.

La replica di Yasmin Benoit, attivista asessuale

“Molte persone hanno iniziato a parlare della Giornata internazionale dell’asessualità grazie all’odio di JK Rowling”. “Sta diventando un argomento di conversazione in così tanti spazi che non avevo mai visto prima, ma per una ragione negativa. Ha in un certo senso dirottato l’occasione”. “Ci sono state persone che hanno commentato dicendo che le persone asessuali non esistono, la comunità asessuale non esiste, ma è come se ci fosse letteralmente una comunità di persone asessuali che ne parla in questo momento. Tipo, non so cos’altro potrei dirti. Molti di loro dicono che è un disturbo mentale, alcuni hanno persino detto che è un effetto collaterale degli SSRI o che fa parte dell’agenda trans. Ecco perché gran parte del mio lavoro si è concentrato sulle protezioni legislative per la comunità asessuale, perché questa è la conseguenza della consapevolezza”.

1 britannico su 3 pensa che l’asessualità possa essere “curata”. Uno studio pubblicato in collaborazione con Benoit dai ricercatori del King’s College di Londra (KCNL) ha svelato statistiche scioccanti sulle opinioni del pubblico britannico relative all’asessualità. Oltre il 40 percento dei britannici pensa che le persone asessuali non possano identificarsi come tali se fanno sesso, mentre il 26 percento pensa che le persone asessuali non abbiano incontrato la persona giusta. L’11 percento crede che le persone asessuali non esistano. Benoit è convinta che simili dichiarazioni sulla comunità asessuale abbiano contribuito all’aumento della retorica acefobica e della disinformazione. Ed è “molto preoccupante”.

Penso che abbia mostrato esattamente perché sia necessaria la Giornata internazionale dell’asessualità e perché sia necessario l’attivismo asessuale. L’istruzione e la consapevolezza sono così importanti. Penso che l’afflusso di commenti che ho ricevuto mostri davvero come appare l’acefobia e che è qualcosa che esiste, perché ci sono molte persone che non mi credono quando ne parlo. Ci sono migliaia di persone a cui prima non importava nulla dell’asessualità – ad alcune di loro importava, ma non a tutte – e ora dicono, ‘oh, quindi questo è il prossimo gruppo che stiamo prendendo di mira’. Stanno ripetendo gli stessi commenti senza alcuno spirito critico“.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

J.K. Rowling, scontro con John Oliver e nuovo attacco alle atlete trans

Nel frattempo J.K. Rowling ha continuato a portare avanti un’altra sua celebre battaglia, contro le atlete trans nello sport. Lo scorso novembre l’opinionista John Oliver sostenne pubblicamente che non ci sono prove che le atlete trans possano essere considerate una reale minaccia alla sicurezza o all’equità. Rowling lo accusò di voler vedere le donne farsi male, subire umiliazioni e perdere opportunità sportive. Domenica Oliver è tornato a parlarne, soffermandosi sull’ossessione della destra nei confronti delle atlete trans, con un chiaro riferimento proprio a Rowling: “È un po’ strano beccarsi così tanto odio dalla creatrice di Harry Potter, soprattutto quando sembra chiaramente ciò che sarebbe successo a lui se lo avessero lasciato in quel sottoscala per tutta la vita”.

Puntuale la replica della scrittrice: “Capisco perché uomini come Oliver, che hanno sempre preso in giro gli antiscientifici di destra, abbiano inizialmente ceduto. Non volevano mandare all’aria la loro carriera. Prendere posizioni che vanno di moda contro i diritti delle donne era il prezzo da pagare per restare nel giro. Ma è il momento di aprire gli occhi, caz*o”. “Continuano a ripetere a pappagallo i punti degli attivisti per i diritti trans su Twitter dal 2020. Non riesco ad immaginare qualcuno così chiuso nel proprio ego da non accorgersi che queste assurdità stanno affrontando una enorme reazione dal basso, che fanno perdere le elezioni e che ragazze e donne stanno subendo dei danni”.

L’ossessione transfobica di J.K. Rowling

Secondo Variety, da settembre a novembre del 2024 Rowling ha pubblicato oltre 200 post su X relativi ai diritti delle persone trans, rispetto ai miseri 9 tweet dedicati alla nuova serie su Harry Potter, in produzione s u HBO e che la renderà ancora più ricca. Un’autentica ossessione, quella della scrittrice nei confronti della comunità trans, pubblicamente nata nel 2019, quando prese le difese dell’attivista transfobica Maya Forstater. Un anno dopo, nel 2020, la scrittrice ha firmato un lungo editoriale in cui parlava di “persone che hanno le mestruazioni”, per distinguere le donne cisgender da quelle transgender. Negli anni successivi ha continuato a rafforzare la propria posizione. Nel 2023, in una serie di podcast dal titolo The Witch Trials of JK Rowling, ha affermato che “non ha mai avuto intenzione di turbare nessuno” con le proprie opinioni, tanto da definirsi “profondamente” fraintesa. Per poi tornare all’attacco.

A fine 2023 la scrittrice ha partecipato ad una conferenza transfobica al grido “pronta ad andare in galera per le mie opinioni”, dopo aver aperto un centro per le vittime di stupro a Edimburgo ma ad esclusione delle donne trans* e promosso l’e-commerce che vende merce transfobica. A inizio 2024 Rowling ha donato 70.000 sterline ad un’associazione transfobica. Difesa dalle destre internazionali, Eugenia Roccella in testa, J.K. ha rispedito al mittente le critiche da parte dei fan LGBTQIA+ di Harry Potter, sottolineando come “con i soldi il dolore scompare rapidamente”. Rowling è stata accusata di negazionismo dell’Olocausto nei confronti delle persone trans,  per poi attaccare pubblicamente la nuova legge scozzese contro l’omobitransfobia al grido “arrestatemi” e definire “un uomo” Imane Khelif, atleta algerina medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi. Una volta denunciata, J.K. ha cancellato quasi 30 tweet ad Imane dedicati. A fine 2024 ha attaccato Barbra Banda, eletta calciatrice dell’anno dalla BBC, definendola un uomo. “Un calciatore che in precedenza ha fallito due test di verifica del sesso è diventato la Calciatrice dell’Anno della BBC Sport. Siamo senza parole“.

Solo pochi giorni fa ha definito “un’eroina” Stephanie Turner, schermitrice della Fencing Academy of Philadelphia che si è rifiutata di combattere contro Redmond Sullivan, schermitrice trans, nel corso del Cherry Blossom Open presso l’Università del Maryland.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.