Poche ore dopo la violenta aggressione omofoba ai danni di un ragazzo gay, avvenuta all’Eur, quartiere romano, Luca Losardo, studente e attivista LGBTQ+ ha denunciato via social, in un video Instagram, l’aggressione subita – ancora una volta di matrice omofobica -, questa volta a Torino, sotto i portici di Piazza Vittorio Veneto. E menziona il locale Saudade, ristorante brasiliano, che a sua volta ha preso le distanze, difendendo il proprio staff dalle accuse di aggressione e insulti omofobi e affidandosi a uno studio legale.

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Luca Losardo denuncia aggressione omofoba a Torino
L’aggressione omofoba documentata (in parte) e raccontata da Luca Losardo in un video che circola su Instagram, rappresenta solo uno dei tanti episodi da noi documentati nel corso di questo drammatico 2025. La denuncia arriva direttamente via Instagram dal giovane studente e attivista, che vive nel capoluogo piemontese.
Secondo la ricostruzione di Luca, l’aggressione ai suoi danni si sarebbe consumata lo scorso lunedì 7 luglio, in centro a Torino, proprio in piazza Vittorio Veneto. “Ho appena avuto un assalto dalle persone di me*da…”, esordisce Luca nel breve filmato, prima di venire spintonato da un uomo che gli urla alle spalle: “Che ca*zo fai?!”, invitandolo bruscamente a interrompere la registrazione. Dopo lo spintone arriva anche quello che sembra essere un colpo in pieno volto, tanto da far cadere gli occhiali del ragazzo che filmava.
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Il racconto della presunta aggressione: insulti omofobi
Quello documentato da Luca Losardo, sarebbe avvenuto poco dopo un altro episodio durante il quale l’attivista sarebbe stato raggiunto da insulti chiaramente omofobi. È lui stesso a raccontarlo: “Com’è che si è potuto sviluppare questo marciume?”, si domanda Luca, prima di ripercorrere l’accaduto.
“Io stavo camminando per strada, per i fatti miei, e un uomo mi guarda e mi grida ‘Fr*cio!’. Io gli ho chiesto ‘Ma che ca*zo hai detto?’. Lui all’inizio ride. Dopo la mia caparbietà la smette. Allora mentre me ne stavo andando, a un certo punto un altro mi grida ‘Non te lo ha detto lui, sono stato io. Perché?’. E io gli rispondo ‘Hai parte della comunità?’. Lui allora mi guarda con uno sguardo ebete e mi dice ‘Che comunità?’. ‘LGBTQIA+’, dico io”. L’uomo avrebbe allora replicato: “Come ca*zo ti permetti a dirmi ste robe?”.
Il racconto di Luca prosegue: “A un certo punto cerca di darmi un pugno, io reagisco. I suoi amici intervengono, allontanandolo, e uno di loro dice ‘Lascialo stare, dai…’, allora io gli dico che lui e i suoi amici di m*rda, a meno che non facciano parte della comunità devono stare in silenzio, muti”.
Le accuse al locale Saudade: “Spintonato e colpito al volto”
Dopo il racconto dell’aggressione verbale subita, Luca Losardo ha proseguito puntando il dito contro lo staff di un locale del centro cittadino, Saudade: “A questo punto una persona del bar che si chiama Saudade, in piazza Vittorio a Torino – non so se sia un manager o un buttafuori -, un uomo che lavorava lì comincia a spingermi per farmi andare via. Io stanco di questa pianta infestante che è l’omofobia e l’ignoranza, ho deciso di accelerare la sua putrefazione”. A quel punto, dunque, Luca ha iniziato a filmare. “A quel punto, la persona del locale che avete visto mi dà quella botta in faccia”.
Poi, ha voluto lanciare un messaggio alla comunità LGBTQ+: “Ora, a tutte le persone della comunità voglio dire: restiamo forti, resistiamo, esistiamo, urliamo e sbocciamo. La loro pianta è già in processo di putrefazione. Per proteggervi usate tutte le possibilità che avete”. Luca ha compreso la potenza di un video social. Il ragazzo ha evidenziato di essere stato anche in passato vittima di aggressioni omofobe – “Ne ho subite parecchie”, dice -, e racconta di come, alla vista di un cellulare pronto a filmare la presunta violenza, gli aggressori si sarebbero fermati.
“Lasciate marcire il patriarcato, noi fioriamo nutrendoci di collaborazione e condivisione”, ha aggiunto ancora Losardo.
La difesa del locale
Dopo le accuse dell’attivista contro il locale Saudade, lo stesso ristorante ha voluto prendere le distanze, come riporta il Corriere della Sera, al fine di difendere la proprio immagine: “Le affermazioni sono false, infondate e gravemente diffamatorie. Nessun membro del nostro staff è stato coinvolto in episodi di aggressione o insulti a sfondo omofobo, che condanniamo con assoluta fermezza. Il nostro locale si è sempre distinto per un ambiente di accoglienza, rispetto e inclusività”.
Il ristorante coinvolto ha deciso di affidarsi allo studio legale Arnone, che in una nota ha smentito fermamente “le gravi e infondate accuse recentemente apparse sui social media in merito a presunti comportamenti omofobi asseritamente verificatisi all’interno del locale”.
Le affermazioni diffuse sui social dal ragazzo, secondo lo studio legale, sarebbero “totalmente destituite di fondamento” e “si configurano come lesive della reputazione, dell’immagine e dell’onorabilità di un esercizio che da sempre si contraddistingue per un ambiente inclusivo, rispettoso e accogliente”.
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- Dossier omobitransfobia in Italia (aprile 2024 – giugno 2025 qui >)
