Calciatori gay che fanno coppia, giocatori omosessuali che nel calcio mettono in scena matrimoni fasulli e corteggiano finte fidanzate con le quali hanno stipulato accordi di rappresentanza, agenzie pronte a organizzare la vita privata che non si deve vedere e quella pubblica che si deve esibire: l’ex calciatore Marcus Urban, omosessuale dichiarato dagli anni ’90, vuota nuovamente il sacco e lo fa a poche settimane dal clamoroso matrimonio eterosessuale di una nota star del calcio mondiale che ha preferito velare la propria omosessualità dietro una messinscena, che ha fatto sorridere molti, ma che ha dato anche la misura della difficoltà per questi giovani uomini di sport a vivere apertamente la propria condizione di atleti LGBTIQ+.

Calciatori gay: cosa significa secondo Marcus Urban che racconta tutto nel suo libro "Mensch Fußballstar" in uscita il 18 Agosto
Calciatori gay: cosa significa vivere da omosessuali nel mondo del calcio contemporaneo secondo Marcus Urban che racconta tutto nel suo libro “Mensch Fußballstar” in uscita il 18 Agosto

Matrimoni fasulli, fidanzate di copertura, agenzie che organizzano

Marcus Urban non ha mai smesso di osservare il calcio dall’interno, come chi conosce a memoria i corridoi e i silenzi di uno stadio vuoto. Oggi, dalla distanza sicura dell’ex professionista che non ha più nulla da perdere, parla di fidanzate di facciata, matrimoni eterosessuali finti, agenzie di immagine pronte a fornire, come in un casting, la partner perfetta per le foto di copertina. Lo racconta in Mensch Fußballstar, libro che sarà pubblicato in Germania il prossimo 18 agosto, nel quale l’ex centrocampista della DDR e del Rot-Weiß Erfurt denuncia “un vero e proprio business del mascheramento“, fatto di contratti, cene ufficiali e viaggi romantici pianificati a beneficio delle telecamere.

Secondo Urban, oggi non sono più i tifosi o i giornalisti a scoraggiare un coming out — “in realtà il pubblico sarebbe pronto” — ma il “clima interno”: agenti, famiglie, staff tecnici che sussurrano di restare prudenti, che ricordano al giocatore quanto vale il suo contratto, quanto sia fragile la sua immagine. Su Gay.it avevamo denunciato come la curva di un noto e potente club della Serie A italiana abbia inciso sul non-coming out di un noto calciatore.

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In Germania, in Bundesliga, afferma Urban, esistono già coppie gay “molto carine, molto simpatiche che vivono nell’ombra. L’auspicio? “Che un giorno possano presentarsi pubblicamente con il proprio compagno e magari il figlio che stanno crescendo“.

Anche in Spagna, in uno dei club più blasonati della Liga, c’è una coppia di calciatori gay che vive quasi apertamente il proprio progetto d’amore, convivenza inclusa: ma non se ne parla. E le fidanzate finte dei due interessati fioccano sui giornali come comparse di uno spot pubblicitario. In un altro club spagnolo,  un’altra coppia si è appena ricongiunta.

Tornando in Italia, in un club di prima grandezza della Serie A, l’outing violento fatto a un giovane calciatore ha recentemente dato il via persino a battutine di cronisti sportivi che in diretta tv, durante un dopo partita, hanno abbozzato un’ironia travestita da tolleranza di facciata davanti allo stesso ragazzo: il calciatore ha risposto per le rime, senza puntualizzare. L’episodio è attualmente presente online in un video youtube.

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L’intervista di Gay.it a Marcus Urban nel 2012

Non è una denuncia recente quella di Marcus Urban. Quando Gay.it lo intervistò nell’ottobre 2012, Marcus aveva già trasformato la propria biografia in un atto politico. Nel libro VersteckspielerGiocatore nascosto, scritto con il giornalista Ronny Blaschke, raccontava la DDR degli anni ’80, i primi allenamenti a sette anni, la selezione per una scuola calcistica d’élite a tredici, le due sessioni giornaliere tra studio e disciplina militaresca. E poi, a quattordici anni, l’ombra: un’attrazione per gli uomini che considerava “vietata”, da reprimere a costo di diventare finto, aggressivo o remissivo a comando, per evitare ogni sospetto.

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La fuga arriva nel 1994, a ventitré anni, quando abbandona il professionismo per “ricominciare a vivere”. In mezzo, un periodo di Erasmus a Napoli, un amore italiano, la scoperta che si può respirare anche fuori dal campo. L’anno successivo, il coming out: “L’amore mi ha dato la forza“, ci disse, ricordando l’incontro con un bagnino a Weimar che sarebbe diventato il suo compagno. Da allora, Urban non ha smesso di parlare — nelle scuole calcio, nei convegni, nei media — della violenza silenziosa che costringe un atleta a rinnegare se stesso.

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Nel 2023 ha lanciato Sports Free, piattaforma per incoraggiare un coming out collettivo di calciatori e atleti, fissando il 17 maggio 2024, Giornata internazionale contro l’omobitransfobia, come data simbolica. È da quel progetto che nel 2024 nacque l’idea di un coming out di massa di calciatori gay in Bundesliga, che non vide mai la luce.

Club come Borussia Dortmund, SC Freiburg, St. Pauli e VfB Stuttgart avevano dato il loro sostegno, anche economico. Ma quel giorno nessuno si presentò all’iniziativa e il il progetto rimase un simbolo mancato, un sasso che, gettato nello stagno, viene ingoiato dal fango dell’omofobia interiorizzata da un sistema che resta ad alto tasso di tossicità.

Quando i coming out della nuova generazione?

Eppure Urban non si arrende. Ripete che il cambiamento arriverà quando “l’omosessualità nel calcio maschile annoierà quanto nel femminile“. Per ora, resta la fotografia penosa di uno sport che, pur modernissimo nella comunicazione, si aggrappa ancora a un codice d’onore maschile vecchio di decenni, fatto di virilità esibita, contratti blindati e sorrisi da copertina. Dietro, le storie che non si vedono: le mani che si sfiorano solo in casa, le vacanze divise in due destinazioni, le relazioni ufficiali da cui tutti sanno di non dover fare domande. C’è poi il tema dell’outing violento, come quelli realizzati da un noto personaggio italiano a vari campioni di caratura mondiale: ne avevamo parlato sottolineando il difficile compito di trattare l’argomento in un territorio protetto come Gay.it

Il coraggio di Jacub Jankto

Intanto Jacub Jankto, ad oggi l’unico calciatore dei campionati di prima grandezza – e cioè Serie A (Italia), Premiere League (UK), Liga (Spagna), Bundesliga (Germania) e League (Francia) – ad aver fatto un pubblico e orgoglioso coming out, è senza squadra, dopo una stagione vissuta interamente in panchina. Coraggioso e libero dal velo dell’ipocrisia, Jacob continua a vivere liberamente il proprio amore con il suo amato Vojtěch. In attesa che le parole di Urban facciano breccia sulle nuove generazioni di calciatori gay, lo stesso Jankto aveva parlato dei messaggi ricevuti da altri colleghi omosessuali quando aveva esplicitato pubblicamente il proprio coming out. “Non abbiate paura” aveva detto Jacub.

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