Come anticipato settimane fa, Jakub Jankto ha ufficialmente salutato il Cagliari Calcio. Il contratto del centrocampista ceco, primo storico calciatore dichiaratamente gay a giocare in serie A, è arrivato ieri alla sua conclusione e non è stato rinnovato dai sardi. Scelta tutt’altro che inattesa, visto e considerato che Jakub Jankto non ha giocato neanche un minuto in tutta la passata stagione. Allenato da Davide Nicola, Jaknko ha trascorso 29 partite in panchina senza mai entrare. Nemmeno per un minuto.
Il Cagliari saluta Jakub Jankto, e ora che succede?

Arrivato in Sardegna nell’estate del 2023 con Claudio Ranieri in panchina, Jakub ha giocato 18 partite, segnato un goal e fornito due assist. Una buona stagione contraddistinta da qualche problema fisico di troppo e una mediaticità internazionale, perché unico calciatore pubblicamente omosessuale a giocare in uno dei primi 5 campionati d’Europa. Con l’addio di Ranieri e l’arrivo di Nicola tutto è cambiato, perché Jankto non ha più visto il campo.
E ora, che fine farà l’ex nazionale ceco che ha giocato con la nazionale del proprio Paese 45 partite e segnato 4 goal? Dopo aver cambiato sei squadre in 10 anni Jakub potrebbe anche decidere di ritirarsi dal calcio giocato, seppur ancora giovane avendo compiuto 29 anni lo scorso gennaio. Nelle ultime settimane Jankto ha pubblicato più storie Instagram in cui è apparso indaffarato sui libri, a studiare non si sa cosa anche in piena notte. Che possa decidere di reinventarsi, magari laureandosi, oppure che stia imparando una nuova lingua?
Nel dubbio il Cagliari ha ieri salutato sui propri profili social Tommaso Augello, Florinel Coman, Nicolas Viola, José Palomino e Jakub Jankto, per l’appunto, ringraziando i 5 calciatori per il loro “contributo. Il Club vi augura il meglio per il futuro“.
Sempre via social sono arrivati anche i saluti di Jankto: “Non dimenticherò mai il popolo sardo e tutta la gente che mi è stata sempre vicina. Lo apprezzo molto. Vi auguro buona fortuna a tutti giocatori e sopratutto ai tifosi. Vi voglio tanto bene. Un abbraccio ragazzi e sempre e comunque forza Cagliari. Ciao”.
Per ora il calciomercato non ha ancora ufficialmente coinvolto Jankto, che lo scorso gennaio era stato accostato alla Salernitana, appena retrocessa in serie C. Quel che è certo, ovunque dovesse andare Jankto al suo fianco ci sarà l’amato Vojtěch Štulík, fidanzato reso pubblico lo scorso dicembre, con un cliccatissimo bacio social di Natale. Nei successivi sei mesi Jakub e Vojtěch hanno continuato a mostrarsi più affiatati che mai, tra selfie in ascensore, parole d’affetto, sorrisi, tag da condividere e pomeriggi al Poetto, in spiaggia.
Jakub Jankto e lo storico coming out

Il coming out di Jakub Jankto è diventato realtà nel 2023. All’epoca allo Sparta Praga, il centrocampista butta giù un muro che da oltre 30 anni nessuno aveva mai più picconato, ovvero dai tempi di Justin Fashanu, che nel 1990 divenne il primo calciatore professionista di sempre a dichiarare la propria omosessualità. Un tempo astro nascente della Premier League, Fashanu toccò con mano l’omofobia calcistica. La sua carriera precipitò, venne scaricato dalla sua famiglia, un 17enne lo accusò di averlo stuprato e drogato, lui negò tutto e si suicidò nel 1998.
Trentatrè anni dopo Jakub ha riscritto la storia con queste parole Instagram:
“Come tutti, ho i miei punti di forza. Ho i miei punti deboli. Ho una famiglia. Ho i miei amici. Ho un lavoro che svolgo al meglio da anni, con serietà, professionalità e passione”. “Come tutti voglio anche vivere la mia vita in libertà. Senza paure. Senza pregiudizi. Senza violenza. Ma con amore. Sono gay e non voglio più nascondermi”.
Il mondo parla di Jakub Jankto e lui fa la storia in Serie A

Tutto il mondo ne parla. Anche la sua ex fidanzata, madre di suo figlio, si dice “fiera di lui”. Ma arrivano anche gli insulti, gli articoli sprezzanti.
Claudio Ranieri, che l’aveva già allenato alla Sampdoria, lo difende (“Ce ne fossero altri come lui, farebbero capire che siamo una famiglia”). Per Jankto piovono interviste e prime pagine, a Le Iene si dice finalmente “libero e felicissimo”, mentre i tifosi dello Sparta Praga lo travolgono di applausi al suo primo match giocato dopo il coming out.

“Non faccio nomi ma ci sono altri calciatori gay. In Italia non avrei mai fatto coming out”, precisa Jakub, che torna in Serie A grazie al Cagliari. Ad accoglierlo i tifosi sardi festanti all’aeroporto e le parole choc del ministro Abodi (“Non amo le ostentazioni, rispetto le scelte individuali”), poi costretto ad un passo indietro dopo le inevitabili polemiche.
Nel marzo del 2024 Jakub entra nella storia della Serie A grazie al primo gaol segnato da un calciatore dichiaratamente gay, segnato all’Empoli, per poi condividere a fine anno quel magnifico bacio all’amato Vojtěch dinanzi ad un albero di Natale.
Passati 2 anni dal suo ritorno in serie A, perché aveva giocato anche con Udinese, Ascoli e Sampdoria, Jakub Jankto è da oggi ufficialmente senza squadra, con un presente e un futuro tutto da scrivere, nella speranza che il suo esempio possa essere servito ad altri colleghi evidentemente terrorizzati da un coming out che nel mondo del calcio maschile professionistico è una rarità assoluta.
In modo tale da riscrivere nuove pagine e aggiornare nuovi primati, affinché Jakub Jankto non debba rimanere il primo e unico per chissà quanti anni ancora.

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