Un 78enne Donald Trump tornerà alla Casa Bianca. L’ala democratica statunitense incassa una cocente ed inaspettata sconfitta totale già al primo giorno di scrutinio, e si prepara a passare il testimone a un candidato che ha fatto della propria crociata anti-LGBTQIA+ un cavallo di battaglia imprescindibile della propria campagna elettorale.
Quei 21 milioni di dollari investiti in invettive contro la comunità LGBTQIA+ durante gli scorsi dodici mesi, del resto, tracciano una linea chiarissima, sin dalle prime battute della carriera politica di Trump, oggi 47° presidente degli Stati Uniti.
Ricostruiamo questi quasi 10 anni di illazioni, insulti, minacce e limitazioni delle libertà personali di identità e orientamenti non conformi condotte fino a oggi.
Gennaio 2017 – Revoca delle protezioni federali per gli studenti transgender
Dopo aver eliminato dal sito della Casa Bianca ogni riferimento ai diritti LGBTQIA+, nel 2017, l’amministrazione Trump revocò le linee guida federali emanate sotto l’amministrazione Obama che permettevano agli studenti transgender di utilizzare i bagni corrispondenti alla loro identità di genere nelle scuole pubbliche. Non rilasciò dichiarazioni dirette particolarmente approfondite su questo tema specifico, poiché ai tempi navigava la questione con molta più cautela.
Dicembre 2017 – Trump e il binarismo di genere nella Sanità Pubblica
Nell’ottobre 2018, Donald Trump fu aspramente criticato per un promemoria del Dipartimento della Salute che ridefiniva il genere come una condizione biologica e immutabile, proposta che tentava di escludere direttamente le persone transgender dal riconoscimento legale, sottoponendole a test genetici per ogni disputa sul genere. Quando le associazioni LGBTQIA+ insorsero, Trump si giustificò:
“Abbiamo molti concetti diversi in questo momento. Ci sono molte cose diverse e inquietanti che stanno accadendo riguardo ai transgender in questo momento. Lo sapete bene quanto me. E stiamo esaminando la questione molto seriamente”.
Gennaio 2018 – Eliminazione delle protezioni sanitarie per le persone LGBTQIA+
Nel 2018, l’amministrazione Trump finalizzò la rimozione delle protezioni contro la discriminazione basata sull’identità di genere nel settore sanitario, permettendo agli operatori sanitari e agli assicuratori di esercitare l’obiezione di coscienza nel negare servizi alle persone LGBTQIA+.
Non risultano dichiarazioni pubbliche specifiche di Donald Trump in risposta alle feroci critiche ricevute da attivisti e organizzazioni per i diritti umani: l’amministrazione, in quel periodo, lasciò che fosse il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) a giustificare la norma, sostenendo che si trattasse di un’interpretazione del termine “sesso” basata sul significato biologico, in linea con altre politiche dell’amministrazione.
Ottobre 2018 – Trump nega il visto ai partner diplomatici non sposati
Nel 2018, l’amministrazione Trump negò il visto ai partner non sposati dei diplomatici delle Nazioni Unite in missione negli Stati Uniti. La nuova politica revocò le direttive del 2009 dell’ex segretaria di Stato Hillary Clinton, che avevano eliminato l’obbligo matrimoniale per i visti dei partner. In tutto, furono coinvolte circa 105 famiglie, molte delle quali LGBTQIA+, i cui membri non sposati ebbero solo 30 giorni, a partire dal 1° ottobre, per lasciare gli Stati Uniti.
Febbraio 2019 – Annuncio del divieto per le persone transgender nelle forze armate
In un tweet, Donald Trump annunciò così il divieto alle persone transgender di servire nell’esercito:
“Dopo aver consultato i miei generali e esperti militari, si informa che il governo degli Stati Uniti non accetterà o permetterà agli individui transgender di servire in qualsiasi capacità nelle forze armate statunitensi. Il nostro esercito deve concentrarsi su una vittoria decisiva e schiacciante e non può essere gravato dai tremendi costi medici e dai disagi che la presenza di persone transgender comporterebbe”.
Gennaio 2022 – La promessa di Trump di vietare gli atleti trans* nello sport
In un comizio in Texas del giugno 2022, Trump annunciò l’intenzione di bandire gli atleti transgender da tutte le competizioni femminili, descrivendo la loro partecipazione come un’“ingiustizia”. Citando la nuotatrice trans Lia Thomas, Trump ridicolizzò le atlete trans dal palco e fece una promessa:
“Proibiremo agli uomini di partecipare agli sport femminili”.
Febbraio 2023 – Trump contro la transizione di genere per i minori
Nel 2023, Trump propose di vietare qualsiasi tipologia di percorso affermativo rivolto ai minori e di sanzionare gli insegnanti che adottano un approccio inclusivo. Trump definì questa battaglia “una difesa contro l’abuso sui minori”, promettendo – nel caso in cui sarebbe tornato presidente – azioni severe contro le scuole che sostengono i propri studenti trans.
“Firmerò un nuovo ordine esecutivo che istruirà ogni agenzia federale a cessare tutti i programmi che promuovono il concetto di transizione di sesso e genere a qualsiasi età. Chiederò quindi al Congresso di fermare permanentemente l’uso dei dollari dei contribuenti federali per promuovere o pagare queste procedure”.
Giugno 2023 – “La follia trans preoccupa più delle tasse”
In un comizio a Greensboro, nella Carolina del Nord, Trump sostenne che il pubblico fosse più preoccupato dalla questione transgender che delle tasse. L’affermazione fu accolta con una roboante standing ovation da parte del pubblico.
“Parlo di transgender e tutti impazziscono. Chi l’avrebbe mai detto? Cinque anni fa, non sapevi cosa diavolo fossero”.
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Agosto 2023 – La promessa di ripristinare il bando militare per le persone trans
In un comizio in New Hampshire, Trump dichiarò l’intenzione di reintrodurre il divieto per le persone transgender nelle forze armate, giustificando la decisione come una questione di responsabilità fiscale, e sostenendo che i fondi per i veterani non dovrebbero essere “sprecati” in “esperimenti di genere radicali”.
Giugno 2024 – Stop ai finanziamenti federali per le scuole pro-trans
Nel giugno 2024, Donald Trump annunciò che, sin dal primo giorno da presidente, avrebbe tagliato i fondi federali a tutte le scuole che attuano programmi educativi inclusivi, accusandole di “spingere la follia transgender”.
Settembre 2024 – Ancora critiche al sistema scolastico inclusivo
A un evento organizzato da Moms for Liberty, Trump denunciò la “crescente accettazione delle persone transgender”, criticando il sistema scolastico per la sua apertura verso l’identità di genere dei giovani, e creando allarmismo su presunti interventi di transizione “imposti” dalle scuole. Kamala Harris rispose: “Trump sarà dittatore dal primo giorno.”
Settembre 2024 – Donald Trump accusa Kamala Harris di “voler effettuare operazioni transgender sugli alieni illegali in prigione”
Durante il dibattito presidenziale del 20 settembre, Trump attaccò Kamala Harris sostenendo che l’avversaria fosse intenzionata “ad effettuare operazioni transgender sugli alieni clandestini che si trovano in prigione”. Dichiarazione diventata presto oggetto di scherno e di una valanga di meme sui social media contro l’assurdità della retorica usata per guadagnare consensi tra gli elettori più conservatori.
Ottobre 2024 – Trump definisce l’istruzione pubblica “a trazione transgender”
In un’intervista con Kellyanne Conway su Fox News, Trump affermò che l’istruzione scolastica è “per lo più l’ideologia transgender”.
“Vorremmo leggere, scrivere, fare le tabelline, ma tutto è transgender,” ha dichiarato, lamentando che i programmi scolastici stiano “distruggendo il Paese.”
