Intervista a Liguria Pride 2024: “Questa politica fascista e leghista lavora per costruire una società lontanissima da quella che vogliamo”

Concentramento dalle ore 15 e partenza ore 16 da Via San Benedetto a Genova. Oggi parliamo con Laura del Coordinamento Liguria Rainbow

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liguria pride 2024 intervista
8 min. di lettura

In vista del Liguria Pride di questo sabato 8 giugno a Genova, abbiamo intervistato Laura del Coordinamento Liguria Rainbow per un focus sull’organizzazione, sui punti politici e le rivendicazioni di questa edizione.

Nel corso dell’intervista, ci siamo concentratɜ, in particolare, sulla portata dell’evento, l’impatto locale del Pride, e la collaborazione con entità e spazi culturali come La Cooperativa il Ce.sto, che mette a disposizione uno dei propri spazi – i Giardini Luzzati – per il Liguria Pride Village. Abbiamo anche affrontato temi più ampi come l’interazione del CLR con l’amministrazione locale e le sfide che la comunità LGBTQIA+ continua a incontrare nella regione. Inoltre, la nostra conversazione ha sottolineato le rivendicazioni politiche urgenti e quali sono quelle strategie di “resistenza” che animano il documento politico e, in generale, l’agenda del Pride di quest’anno.

Leggi qui sotto l’intervista.

Liguria Pride 2024 – INTERVISTA

Presentazione del comitato organizzatore: chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare) 

Chi organizza il Liguria Pride è il Coordinamento Liguria Rainbow, una rete di associazioni, gruppi collettivi e singole/i/* che si è costituita nel 2014 per rispondere inizialmente al fenomeno delle Sentinelle in piedi e a quella politica oscurantista e omofoba che si intravedeva arrivare.
Il CLR è composto da associazioni LGBTQIA+, femministe, per i diritti civili e tante persone diverse per età ed esperienza, che hanno costituito negli anni un soggetto politico attivo tutto l’anno, e non solo in concomitanza del mese del Pride: nel tempo oltre alle attività ordinarie del CLR, si sono formati progetti specifici come Zenatrans – con il suo gruppo di automutuoaiuto per le persone trans* e il supporto psicologico e legale nei percorsi di affermazione di genere – o come Punto G, gruppo di autocoscienza maschile, o ancora Corpi liberi, gruppo di parola e di laboratori sui corpi, o le Volpi a sei code, gruppo ludico lgbtqia+, per citarne alcuni.
Ci riuniamo due volte al mese in una riunione plenaria aperta a tutt*, ma non solo: tutto l’anno è vivo e pieno di eventi. Dai talk e dalle presentazioni di libri a serate, aperitivi, cene per fare comunità e offrire alla cittadinanza luoghi e momenti di aggregazione (per citarne alcuni: il ciclo di serate Let’s dance, il periodico appuntamento con il Genderoke – il karaoke del Liguria Pride, la Coloratacena, o ancora l’Aperipride).
Abbiamo una sede, il RainbowLab, totalmente autofinanziata, nel centro storico della città, fulcro delle nostre attività.

Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci? 

Fondamentali per le nostre iniziative sono una serie di attività del tessuto cittadino che ci supportano e aiutano nell’organizzazione di molti dei nostri eventi. Ne citiamo alcune:

  • La Cooperativa il Ce.sto, che mette a disposizione uno dei propri spazi – i Giardini Luzzati – per il nostro Liguria Pride Village innanzitutto, ma che ospita spesso i nostri eventi, supportandoci in molti modi.
  • La libreria indipendente lgbtqia+ e transfemminista Book Morning, con la quale sviluppiamo tutto l’anno incontri, talk, presentazioni di libri e che è sempre presente al Liguria Pride Village.+
  • Good Morning Genova, network e media partner del Liguria Pride, che segue le nostre attività tutto l’anno.
    Anlaids con cui ogni anno organizziamo durante il Village uno spazio per i test HIV gratuiti.
    Ma ce ne sono molte, molte altre!

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?

Per noi non c’è dialogo tantomeno collaborazione con le amministrazioni locali fascio leghiste.
In questi anni comune e regione hanno attaccato frontalmente le famiglie arcobaleno, il DDL Zan, la salute e il benessere delle persone LGBTQIA+ e delle donne. Il comune ha impugnato sentenze sull’omogenitorialità trascinando in tribunale madri lesbiche e costringendole a percorsi infiniti per vedersi riconosciute in quello che già sono: madri. Appena insediato il sindaco Marco Bucci definì la comunità LGBTQIA+ “offensiva e divisiva”. Il vice sindaco è un esponente di Pro Vita e Famiglia e infatti la propaganda no choice in questi anni ha trovato sostegno nella giunta comunale, mentre di recente il consiglio regionale ha respinto una mozione per tenere fuori Pro Vita e simili dai consultori. Non mancano poi all’appello operazioni di pinkwashing e rainbow washing: dai gusti di gelato dedicati alle donne l’8 marzo alle scritte luminose sul Palazzo della Regione per la giornata contro l’omolesbobiatransfobia: le destre cercano consensi anche tra la comunità.
È infine notizia di poco tempo fa l’arresto del presidente Toti e di tutta una serie di imprenditori a lui collegati e collaboratori.
Insomma: non è possibile condividere nulla con esponenti politici di tale calibro.

Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?

Nessun patrocinio dato visto che non ne abbiamo chiesto nessuno. Essere autonomi e indipendenti è forse l’unico privilegio che ci piace e che vogliamo difendere.

Che impatto ha sulla vostra città/il vostro territorio un Pride?

Dal 2014 abbiamo fatto molta strada: dalle 2.000 persone del primo pride siamo arrivat* alle 30.000 dell’ultimo anno.
Dal 2019, oltre alla consueta Parata il secondo sabato di giugno, abbiamo creato il Liguria Pride Village, una settimana di incontri, talk, spettacoli e concerti che preparano alla parata e che animano il centro della città.
Infine, questo è il primo anno che la Liguria avrà un Pride in ogni provincia: ha iniziato Sanremo e a seguire Savona, Genova e La Spezia. L’onda Pride ha travolto la nostra regione!
Tutti gli anni scriviamo il nostro manifesto politico, che pubblichiamo e che leggiamo poi in piazza de Ferrari all’arrivo della parata, per denunciare quello che vogliamo cambiare, per spronare all’azione, per ribadire le nostre istanze. Quest’anno il tema è “Furia Queer. Abbiamo un patriarcato da smontare”.

Ma non è ancora abbastanza. C’è bisogno di visibilità, c’è bisogno di corpi nello spazio pubblico e di agitazione, per risvegliare le persone e non solo quelle della comunità a farsi protagoniste nella resistenza contro l’oscurantismo di un paese che sta diventando sempre più illiberale.

Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?

Senz’altro il Liguria Pride Village: dal sabato 1 giugno a sabato 8 giugno, il giorno della parata, ai Giardini Luzzati.
Quasi cinquanta eventi sono in programma, con moltissim* ospiti: dalla mostra sull’arte dello Shibari alla stand up de Le Recensioni non Richieste, dal concertone di Bigmama al tradizionale appuntamento con la Silent disco, dai momenti ludici al Genderoke, dallo show drag ai tanti laboratori del Village kids  per bambin* di tutte le età.
E poi i nostri talk: cercheremo di abbattere qualche stereotipo, come quelli legati alle sessualità kink, rifletteremo su come superare la maschilità tossica e costruire nuovi modelli maschili, parleremo di HIV, di femminismo queer e antimeridionalismo per superare i retaggi coloniali che sono anche in noi stess*, affronteremo il tema della propaganda politica che utilizza le istanze della comunità lgbtqia+ e delle donne per proprio tornaconto parlando di pinkwashing e rainbow washing.
Tutto questo lo faremo con ospiti importanti che hanno deciso di dare la loro entusiasta adesione al nostro pride come Ayzad, Virginia Niri, Sara Fregosi, Isa Borrelli, Le recensioni non richieste, Viola Lo Moro, La Malafimmina, Carlotta Vagnoli, Karem Rohana e moltissim* altr*.

Qui il link al programma completo

Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità?

Genova è una delle tante città che poco si presta ad essere accessibile, perché è fatta di discese e salite, di pavimentazione sconnessa, di strade strette: tuttavia la comunicazione sarà volta a dare info dettagliate sul percorso e sugli accessi.
La squadra di volontar* sarà a disposizione per venire incontro ai bisogni che verranno raccolti.
In fondo al corteo ci sarà un’area safe di decompressione.
Il discorso finale sarà tradotto in LIS e useremo font e scrittura di facile leggibilità.

In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?

La chiusura di questo governo verso le istanze LGBTQIA+ è decisamente netta, questa politica fascista e leghista (che da molti anni ormai occupa posizioni di potere nei nostri territori, da prima che si insediasse a livello nazionale) lavora per costruire una società lontanissima da quella che vogliamo. Che fa paura e che cerchiamo di contrastare come soggettività scomode, che si mettono di traverso.
La strada è in salita. Pensiamo all’attacco ai farmaci bloccanti per la pubertà e quindi all’esposizione de* giovani non binary e trans* a maggiori sofferenze e a rischi suicidiari; al costo delle terapie ormonali a carico delle persone trans*; al DDL Varchi per rendere la GPA reato universale; alla legittimazione delle terapie di conversione e delle credenze anacronistiche rappresentate dai Vannacci e dai tanti esponenti di questa destra misogina e omofoba.
Nell’ottica intersezionale che facciamo nostra, allarghiamo lo sguardo e pensiamo alle persone razzializzate, a come viene gestito il fenomeno delle migrazioni, pensiamo al posizionamento nei confronti della Palestina e al genocidio in atto sotto gli occhi di tutt*, alla militarizzazione economica e culturale, all’appoggio a politiche sempre più autoritarie e belliciste, pensiamo alla censura dell* intellettuali, alla violenza contro chi manifesta, alla cecità nei confronti del cambiamento climatico.

Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?

In realtà in tutti questi anni quello che si è ottenuto è veramente poco e incompleto: le unioni civili sono discriminanti, non sono il matrimonio egualitario e non tutelano l* figl* delle coppie omogenitoriali; nulla è scritto a tutela delle forme nuove e queer di relazioni di cura e familiari; non esiste legge che contrasti l’omolesbobitransfobia; l’identità di genere non è compresa né spiegata dentro alcun modulo burocratico; non esiste medicina di genere, sanità accessibile per tutti i corpi, autodeterminazione e inclusione nei percorsi di cura, tutela della salute pubblica. Per non parlare di razzismo, precarietà e sfruttamento del lavoro: i motivi per scendere in piazza non mancano.

Qui di seguito un estratto dal documento politico di Liguria Pride di quest’anno

Qui il link al manifesto per leggerlo integralmente

  • Vogliamo SMONTARE la VIOLENZA OPPRESSIVA delle politiche di un GOVERNO che cerca di rendere ILLEGALI le nostre FAMIGLIE, cancellando dai registri le MADRI LESBICHE, perseguendo la GESTAZIONE PER ALTRI come REATO UNIVERSALE, ostacolando i percorsi di OMOGENITORIALITÀ rendendoli sempre più difficoltosi e inaccessibili per i loro COSTI VESSATORI, per la FRUSTRAZIONE di tempistiche interminabili e per l’UMILIAZIONE di un ESAME INFINITO della propria vita familiare.
  • Vogliamo SMONTARE la VIOLENZA REPRESSIVA e L’ODIO che le forze di GOVERNO indirizzano verso le SOGGETTIVITÀ TRANS*, costringendole a PAGARE per farmaci ormonali che prima erano a CARICO DELLO STATO, demonizzando i BLOCCANTI DELLA PUBERTÀ che SALVANO LA VITA alle persone minori trans*, sovradeterminandone le esistenze, ISTITUENDO COMMISSIONI a cui NON SONO INVITATE le associazioni e le collettive che le rappresentano, utilizzando un LINGUAGGIO scorretto, anacronistico e PATOLOGIZZANTE.
  • Vogliamo SMONTARE la VIOLENZA del CONTROLLO sui CORPI delle DONNE e delle persone socializzate o assegnate come tali. UN CONTROLLO ISTITUZIONALE, oscurantista che incentiva l’accesso delle associazioni Provita, o meglio NOCHOICE, nei consultori per DISINFORMARE e TERRORIZZARE LE DONNE che vogliono legittimamente ABORTIRE, o GLI UOMINI TRANS e LE SOGGETTIVITÀ NON BINARIE GESTANTI che non vengono neppure nominati e contemplati quando si discute di ABORTO. UN CONTROLLO CULTURALE che cerca di imporci il modello unico dell’essere MADRI PER FORZA, ovviamente se etero e bianche, per dare FIGLI e FIGLIE ALLA PATRIA. Che ci chiede di IMPARARE A DIFENDERCI, invece che promuovere programmi scolastici di EDUCAZIONE affettiva e sessuale, che SMONTINO il problema sistemico della CULTURA DELLO STUPRO, che viene instillata in tutti e tutte noi fin dalla nascita.
  • Vogliamo SMONTARE un sistema che LEGITTIMA le BRACCIA ALZATE dei MANGANELLI che si abbattono sui CORPI di chi dissente, sugli e sulle STUDENTI, su chi manifesta contro il DISASTRO CLIMATICO. Un sistema che legittima le BRACCIA ALZATE dei nuovi camerati che non hanno più paura di mostrarsi, ora che occupano anche posizioni di potere nel nostro STATO. Perché noi l’ANTIFASCISMO lo rivendichiamo e lo urliamo, e chi non lo fa non può che essere FASCISTA.
  • Vogliamo SMONTARE la CENSURA di chi vorrebbe CONTROLLARE e MANIPOLARE L’INFORMAZIONE, zittire le voci degli e delle INTELLETTUALI con azioni giudiziarie che mettono in campo SPROPORZIONI DI POTERE non accettabili in un Paese democratico.
  • Vogliamo SMONTARE L’INACCETTABILE TITUBANZA, l’eterna indecisione, di un’opposizione, di UNA SINISTRA, che non riesce a stare al passo con le nostre istanze, incapace di posizionarsi con la necessaria NETTEZZA per esserci realmente ALLEATA. Un’opposizione che sceglie NARRAZIONI che non vogliamo più sentire, come quella del “love is love” che rende le nostre esistenze accettabili solo se RASSICURANTI e modellate sull’eteronormatività, o quella che racconta i nostri ABORTI sempre come drammatici e sofferti.
  • Vogliamo SMONTARE L’OMONAZIONALISMO e il FEMONAZIONALISMO, che ci strumentalizzano per la loro PROPAGANDA RAZZISTA e COLONIALISTA. Non vogliamo che le nostre istanze siano utilizzate per avallare politiche XENOFOBE e MILITARISTE. Non vogliamo essere il vessillo per le guerre, tutte, anche quelle contro REGIMI che ci PERSEGUITANO. Non vogliamo dare alibi ai governi oggi sempre più autoritari, nazionalisti e bellicisti. Non vogliamo vedere le NOSTRE BANDIERE issate sulle macerie di GAZA e sui corpi delle persone, anche QUEER, PALESTINESI: non può esservi alcuna lotta QUEER o FEMMINISTA se non accanto a chi subisce il GENOCIDIO del proprio popolo, per il cessate il fuoco immediato.
  • Vogliamo SMONTARE un MONDO DEL LAVORO fondato sul mito della PERFORMANCE CAPITALISTA e DEL PROFITTO, che ci discrimina e ci costringe a vivere le nostre identità nel segreto, che ci ruba lo spazio e il tempo, che ci forza ad accettare compromessi che mettono a rischio la nostra stessa SOPRAVVIVENZA. Una richiesta di PERFORMATIVITÀ che parte dalle SCUOLE, in cui si antepone il MERITO alla possibilità di ACCESSO e SOSTEGNO per tutt*. Una richiesta di PERFORMATIVITÀ che vuole i nostri CORPI solo se PRODUTTIVI, invisibilizzando le nostre PATOLOGIE CRONICHE, compromettendo la nostra SALUTE MENTALE, che INFATILIZZA ED ESCLUDE le persone DISABILI e NEURODIVERGENTI.
  • Vogliamo SMONTARE fino alle fondamenta questa SOCIETÀ PATRIARCALE, per COSTRUIRE un NUOVO ORIZZONTE che potremo e dovremo immaginare tuttu tutte e tutti INSIEME.

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Sito Web: Liguria Pride

 

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