L’atroce omicidio di Matthew Shepard cambiò l’America, ma non l’Italia

Da quella barbarie l'America guardò in faccia la propria omobitransfobia e giunse alla legge del 2009 firmata da Obama.

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Matthew Shepard
Matthew Shepard
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Il 7 ottobre del 1998 Matthew Shepard, 21enne studente gay del Wyoming che amava il teatro e studiava italiano e tedesco, conobbe due ragazzi in un bar di Laramie e al termine della serata chiese loro un passaggio verso casa. Fu la sua fine.

Matthew fu ritrovato legato a un palo. Dopo avergli procurato una grave ferita alla testa e avergli inflitto lesioni ovunque, con accanimento su collo e volto, i due aggressori lo lasciarono legato, ancora vivo. Ma la lesione che dalla nuca raggiungeva l’orecchio destro nascondeva un danno cerebrale che impediva a Matthew di controllare la respirazione, la temperatura corporea e il battito del cuore.

(In copertina Matthew a Roma nel 1993: Shepard amava l'Italia e la cultura italiana. Courtesy of Smithsonian, donazione di Judy e Dennis Shepard)
(Matthew a Roma nel 1993: Shepard amava l’Italia e la cultura italiana. Courtesy of Smithsonian, donazione di Judy e Dennis Shepard)

Dopo 18 ore un ciclista amatoriale passò per caso e si trovò di fronte alla scena dell’esecuzione: Matthew fu ricoverato immediatamente in rianimazione, ma i medici stabilirono che non era possibile operarlo.

Alle 00.53 del 12 Ottobre del 1998 il cuore di Matthew Shepard smise di battere.

Sono passati 25 anni da quel brutale omicidio che sconvolse l’America e il mondo intero. La polizia, nel giro di poche settimane, arrestò i due responsabili: Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson. Gli agenti, durante una perquisizione, trovarono nelle case dei due balordi la carta di credito e le scarpe di Matthew, oltre a un’arma con tracce del sangue del ragazzo.

Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson: i due omicidi di Matthew Shepard furono condannati ciascuno a due ergastoli, senza possibilità di sconti di pena. I genitori di Matthew si schierarono contro la pena di morte.
Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson: i due omicidi di Matthew Shepard furono condannati ciascuno a due ergastoli, senza possibilità di sconti di pena. I genitori di Matthew si schierarono contro la pena di morte.

 

Durante il processo i legali dei due assassini utilizzarono una strategia definita “panico gay”. Secondo la difesa, Matthew aveva fatto delle avances ai due ragazzi e questi sarebbero andati nel panico e si sarebbero trasformati in mostri (da cui la richiesta di infermità mentale temporanea da shock). Non funzionò. McKinney e Henderson furono dichiarati colpevoli: a ciascuno dei due furono inflitti due ergastoli, e nessuna possibilità di sconto di pena.

Judy e Dennis Shepard, genitori di Matthew.
Judy e Dennis Shepard, genitori di Matthew.

In molti invocarono la pena di morte, ma la famiglia Shepard si oppose, dando una lezione memorabile di civiltà.

 

L’omicidio Shepard fu il primo omicidio queer dell’era contemporanea. La brutalità con cui i due ragazzi si erano accaniti su Matthew ebbe un’eco mondiale, soprattutto grazie a internet. Il web, allora agli albori, era lo strumento con il quale le persone LGBTIQ+ di tutto il globo iniziavano in quegli anni a fare rete e a diffondere informazioni, come mai era stato possibile prima. E fu un’ondata inarrestabile di memoria, indignazione e bisogno di riscatto. Da allora, ogni anno, Matthew viene celebrato come vittima di un odio che in tutto il mondo continua a propagarsi contro le persone LGBTIQ+.

Matthew era un nerd totale”, dice oggi Romaine Patterson, 45enne attivista per i diritti LGBTIQ+ e amica intima di Shepard “Cercava sempre di incontrare persone nuove e interessanti, si avvicinava sempre a una nuova persona come a un potenziale nuovo amico“.

Matt aveva un’energia contagiosa, solo parlare con lui per un paio di minuti poteva migliorare la tua giornata

Così lo ricorda Osborn, che aveva conosciuto Matthew due mesi prima della tragedia e che nel racconto di oggi spiega molto bene come la morte di Shepard innescò qualcosa che non si era ancora visto prima.

La mia città, Laramie, aveva sempre nascosto le questioni LGBTIQ+ sotto il tappeto. Da quel giorno aziende e cittadini appesero lenzuola e cartelli alle finestre dei loro appartamenti, con sopra scritto: ‘L’odio non è un valore di Laramie’.” Dopo la morte di Matthew ci fu un’ondata di dolore e reazioni in tutti gli Stati Uniti e anche le persone eterosessuali iniziarono a chiedersi come fosse possibile un simile odio.

Matthew Shepard
Matthew Shepard

Nel 2009 l’allora presidente Barack Obama ha convertito in legge il “Matthew Shepard e James Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act“, che consente procedimenti giudiziari a livello federale per crimini basati sull’orientamento sessuale, sul genere, sull’identità di genere e sulla disabilità.

In Italia nel 2021 il Parlamento bocciò una legge analoga (Ddl Zan) tra gli applausi e gli sghignazzi dei senatori.

 

Matthew Shepard
Matthew Shepard

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