Video

Ben Affleck: “Ho dovuto affrontare la mia omofobia interiorizzata” (VIDEO)

"Perché trovo così difficile baciare un uomo?", si domandò l'attore quasi 30 anni or sono sul set. In questo film...

ascolta:
0:00
-
0:00
2 min. di lettura

Vincitore di due premi Oscar per la miglior sceneggiatura di Will Hunting nel 1998 e per il miglior film nel 2013 con Argo, Ben Affleck è da poco tornato nelle sale d’Italia con The Accountant 2. Ex Batman ed ex marito di Jennifer Lopez e Jennifer Garner, il divo quasi 30 anni or sono girò In cerca di Amy di Kevin Smith. Affleck e Jason Lee interpretavano Holden McNeil e Banky Edwards, con il primo che si innamora di Amy, fumettista lesbica interpretata da Joey Lauren Adams. Il film, negli anni diventato di culto, esplorava temi legati all’amore, al sesso, alla gelosia, alla pseudo fluidità con menage-a-trois gay e all’identità. Film indipendente, ricevette recensioni positive e incassò 12 milioni di dollari al botteghino, oltre a vincere due premi agli Independent Spirit Awards del 1998, uno per la migliore sceneggiatura non originale e uno per il miglior attore non protagonista (Lee).

Ben Affleck e l’omofobia interiorizzata nel girare In cerca di Amy

Ben Affleck: "Ho dovuto affrontare la mia omofobia interiorizzata" (VIDEO) - Ben Affleck e lomofobia interiorizzata nel girare In cerca di Amy - Gay.it

Intervistato da GQ, Affleck ha confessato tutto il disagio vissuto nel girare In cerca di Amy, tanto da definire la sua prova d’attore come “pessima e poco convincente”.

Francamente, ho dovuto affrontare la mia omofobia interiorizzata perché mi risultava davvero difficile baciare Jason”, ha rivelato Affleck. “E ho pensato: È davvero imbarazzante. È una cosa che ho chiaramente interiorizzato. Perché trovo così difficile baciare un uomo?”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Passati quasi 30 anni, Affleck è ancora oggi convinto “di aver fatto un lavoro schifoso e poco convincente, e ne sono deluso“. “All’epoca pensavo che il film fosse trasgressivo, che alludesse in qualche modo a uno spettro di orientamenti sessuali”. “Perché per me era molto allusivo riguardo all’omosessualità tra i due amici. Ma col senno di poi, il mondo è andato avanti. Mi piacerebbe avere la possibilità di fare meglio. Ma adesso se ora non sono sicuro che l’idea di interpretare un personaggio gay sarebbe ben accetta, anche da parte mia. Non vorrei offendere nessuno”.

Una discussione che va avanti da anni, in quel di Hollywood, in riferimento a quegli attori eterosessuali che interpretano ruoli omosessuali. È normale che sia così, dovendo loro recitare, o dovrebbero essere a discrezione degli attori dichiaratamente gay?

Tra i tanti ad aver messo bocca sull’argomento ricordiamo Luke Evans e sir Ian McKellen, Benedict Cumberbatch, Michael UrieRupert Everett, Aaron SorkinAndrew Garfield, Richard E. Grant, Jim Parsons, Tom Hanks, Troye Sivan, Francesco Scianna da noi intervistato, Russell T. Davies ed Eddie Redmayne, con Ben Affleck, padre di unə figliə no-binary, che non a caso non ha mai più interpretato un personaggio “queer” nei successivi 30 anni di carriera.

Che sia finalmente arrivato il momento, anche per capire se quell’omofobia interiorizzata sia stata effettivamente e definitivamente abbattuta?

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.