L’amministrazione Trump vuole porre fine all’educazione sessuale trans-inclusiva nelle scuole USA

L'ultima crociata trumpiana rischia di distruggere un programma progettato per prevenire le gravidanze adolescenziali, le malattie sessualmente trasmissibili e la trasmissione dell'HIV per i giovani vulnerabili. Solo per continuare a colpire i bambini trans.

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L'amministrazione Trump vuole porre fine all'educazione sessuale trans-inclusive negli USA
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Un’altra violenta guerra alle persone transgender. L’ennesima di questa seconda amministrazione Trump che ha da poco superato i 200 giorni di mandato.

La nuova minaccia transfobica di Trump

Le persone trans nell'esercito USA sono circa 15.500: hanno diritto all'assistenza sanitaria, contrariamente a quanto richiesto dal Presidente Trump.

Il tycoon ha infatti intensificato la campagna contro l’educazione sessuale trans-inclusive nelle scuole, ordinando a quasi tutti gli stati e territori degli Stati Uniti di rimuovere i riferimenti all'”ideologia di genere” dai programmi finanziati a livello federale, pena la perdita di milioni di dollari. Una minaccia, l’ennesima, nei confronti del sistema scolastico, come già fatto con le atlete trans. Anche in quel caso il presidente USA ha imposto il divieto intimando il taglio ai finanziamenti.

Questa nuova battaglia, ufficializzata martedì dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America, non ha precedenti. In gioco c’è il Programma di Educazione alla Responsabilità Personale chiamato PREP, da non confondere con il farmaco per la prevenzione dell’HIV PrEP, creato nel 2010 con il sostegno bipartisan di democratici e repubblicani per fornire istruzioni mediche accurate su contraccezione, astinenza e relazioni sane per i giovani a rischio, inclusi quelli in affidamento, istituti di detenzione minorile, rifugi per senzatetto e comunità rurali con alti tassi di natalità adolescenziale.

Trump ha fatto inviare lettere specifiche a 46 funzionari statali, attaccando esplicitamente i contenuti inclusivi del PREP, sostenendo che alcuni materiali, tra cui lezioni che definiscono l’identità di genere come distinta dal sesso o che offrono indicazioni sull’uso dei pronomi, “non aderiscono allo statuto PREP“, che “non include alcun riferimento all’ideologia di genere” e si concentra esclusivamente sulla promozione dell’astinenza e dell’educazione alla contraccezione. Circa 81 milioni di dollari di finanziamenti potrebbero essere trattenuti, sospesi o revocati, nel caso in cui i 46 Stati non si dovessero adeguare entro la mezzanotte dell’8 ottobre.

Secondo i registri di finanziamento interni ottenuti da The Advocate, gli stanziamenti più consistenti includono oltre 6 milioni di dollari per New York, 4,6 milioni di dollari per la Pennsylvania, 4,5 milioni di dollari per la Georgia, 4,2 milioni di dollari per l’Illinois e 4,2 milioni di dollari per l’Ohio. 3,9 milioni di dollari rischia di perderli la Carolina del Nord, 3,3 milioni di dollari il Michigan e 3 milioni di dollari ciascuno l’Arizona e il New Jersey.

I fondi federali non saranno utilizzati per avvelenare le menti della prossima generazione o promuovere pericolosi programmi ideologici“, ha dichiarato il vicesegretario facente funzioni Andrew Gradison. “L’amministrazione Trump garantirà che il PREP rifletta le intenzioni del Congresso, non le priorità della sinistra”.

California sotto attacco

Scioccante messaggio di odio di Donald Trump verso le persone trans

Nell’attesa l’amministrazione Trump ha già revocato il finanziamento PREP di 12 milioni di dollari alla California, dopo che i funzionari statali si sono rifiutati di rimuovere le lezioni che riconoscono l’identità di genere e i pronomi. Lo Stato più ricco d’America ha precisato come il proprio programma di studi fosse già stato approvato a livello federale, accurato dal punto di vista medico e conforme alla legge statale che richiede un’educazione sessuale inclusiva.

L’ufficio del governatore Gavin Newsom, che potrebbe candidarsi alle primarie democratiche per la Casa Bianca 2028, ha definito la revoca come interferenza politica. “Il presidente Trump sta attaccando la sicurezza, la salute e l’accesso all’istruzione dei bambini come parte della sua guerra culturale”.

Il PREP a rischio

L'amministrazione Trump vuole porre fine all'educazione sessuale trans-inclusiva nelle scuole USA - Donald Trump stop al divieto per i militari trans - Gay.it

Rebecca Jones Gaston, che ha guidato l’ACF sotto l’amministrazione Biden, ha descritto il PREP come “un approccio olistico alla salute sessuale” che fornisce ai giovani gli strumenti per fare scelte sane ed evitare situazioni di abuso. “I giovani hanno assolutamente bisogno di quel supporto”, ha affermato. “È una perdita per tutti i ragazzi”. “Ogni volta che la politica si intromette nella salute e nel benessere dei nostri figli, è problematico. Sembra quasi un’arma contro tutto ciò che esula da ciò che l’amministrazione stessa ritiene approvabile”.

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Adrian Shanker, ex vice assistente segretario per le politiche sanitarie dell’HHS, ha duramente criticato la minaccia trumpiana dalle pagine di The Advocate.

“Queste azioni porteranno probabilmente a un aumento dei tassi di gravidanze adolescenziali, a un aumento dei tassi di malattie sessualmente trasmissibili tra i giovani e potenzialmente a nuove sieroconversioni all’HIV, a causa della loro ridicola attenzione agli attacchi anti-trans”. “Con la California, si è trattato probabilmente di un tira e molla tra Trump e Newsom”. “Ora è molto chiaro che l’amministrazione Trump non ha problemi a danneggiare un programma progettato per prevenire le gravidanze adolescenziali, le malattie sessualmente trasmissibili e la trasmissione dell’HIV per i giovani vulnerabili, solo per il loro interesse a danneggiare i bambini trans”. “Il loro obiettivo finale è semplicemente impedire a qualsiasi stato di fornire programmi a supporto delle persone transgender”. “Annulleranno l’intero programma se fosse inclusivo per le persone transgender. È dannoso non solo per i ragazzi transgender, ma per l’intero sistema che si basa su questi programmi basati sull’evidenza per fornire educazione sessuale ai giovani a rischio”.

200 giorni di transfobia trumpiana

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Dal 20 gennaio ad oggi alla Casa Bianca, Donald Trump ha firmati tutta una serie di ordini transfobici.

Ha vietato alle donne trans di competere negli sport scolastici e alle persone trans di poter lavorare nell’esercito. Un divieto, quest’ultimo, prima bloccato da un giudice perché anti-costituzionale e a seguire sposato dalla Corte Suprema. Ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti (ora bloccato da un tribunale) e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni (avallata dalla Corte Suprema), ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato l’ingresso degli atleti trans negli USA, ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale, ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”, ha imposto lo stop al monitoraggio dei crimini violenti contro le persone transgender, vietato alle atlete trans di recarsi negli Stati Uniti per gareggiare, cancellato le persone trans e bisessuali dal monumento di Stonewall, ha minacciato di revocare la cittadinanza a Rosie O’Donnell e di vietare le strisce pedonali rainbow, ha fatto sparire il Pride Month dal sito della Casa Bianca, ordinato al Women’s History Museum di cancellare le donne trans, ha fatto cambiare nome  alla nave della marina Harvey Milk, ha dichiarato guerra alla Disney e alle sue politiche inclusive e ha cancellato i fondi per la linea di assistenza per i giovani LGBTQ+ a rischio suicidio.

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