Genere non binario sui documenti: quali Paesi prevedono la “X” nel 2026 e su quale base giuridica

Dalla “X” sui passaporti alle terze opzioni nei registri civili: quali Paesi riconoscono il genere non binario nei documenti ufficiali e con quali leggi, sentenze o decreti nel 2026.

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Genere non binario sui documenti: la guida sui Paesi
Genere non binario sui documenti: la guida sui Paesi
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Il riconoscimento del genere non binario nei documenti ufficiali non segue un modello unico. In alcuni Paesi è previsto da una legge sull’autodeterminazione; in altri deriva da decreti governativi, policy amministrative (spesso limitate ai passaporti) o da sentenze ottenute caso per caso. La stessa “X” può indicare un diritto pieno oppure un’opzione subordinata a condizioni specifiche.

Ad oggi (febbraio 2026) sono circa 15 i Paesi che consentono una categoria diversa da “M” o “F” su passaporti, carte d’identità o registri civili.

Genere non binario sui documenti: la guida sui Paesi

 

Argentina: “X” su DNI e passaporto (Decreto 476/2021)

In Argentina, la svolta sul riconoscimento delle identità non binarie nei documenti arriva con il Decreto 476/2021, firmato dal presidente Alberto Fernández e pubblicato nel Boletín Oficial il 21 luglio 2021: da quel momento il Registro Nazionale delle Persone è tenuto ad adeguare nomenclature e sistemi per consentire, nel campo “sexo” del Documento Nacional de Identidad (DNI) e del passaporto, tre opzioni: “F”, “M” o “X”. 

“Abbiamo lanciato la carta d’identità per le persone non binarie. Siamo il primo Paese dell’America Latina a promuovere questa iniziativa per garantire l’identità di genere delle persone che non si percepiscono né come donne né come uomini”, scriveva sui social Fernández.

Il decreto precisa che la “X” non è una categoria generica, ma include esplicitamente le identità non binarie e tutte quelle che non si riconoscono nel binomio maschile/femminile. La misura attua la Legge 26.743 del 2012, che garantisce il riconoscimento dell’identità di genere senza obbligo di percorsi medici o giudiziari.

Colombia: “X” sul passaporto e marcatori nei registri (sentenza costituzionale)

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Colombia, persone non binarie e transgender riconosciute ufficialmente sulle carte d’identità

In Colombia il riconoscimento delle identità oltre il binarismo di genere si sviluppa su due piani distinti ma complementari: da un lato l’introduzione della “X” nel passaporto tramite un atto amministrativo del Ministero degli Esteri; dall’altro l’adeguamento di carte d’identità e registri di stato civile in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che ha imposto di superare la rigida dicotomia “maschio/femmina”.

Nell’agosto 2023 la Cancillería introduce la “X” nel passaporto colombiano, in attuazione della sentenza T-033/2022 e della Politica Estera Femminista del governo Petro. Da allora il marker è richiedibile negli uffici passaporti del Ministero degli Esteri.

Dopo una decisione della Corte Costituzionale, la Registraduría ha introdotto nei documenti interni i marcatori “NB” (non binario) e “T” (trans) nel campo “sexo”, adeguando registri e sistemi informatici. Ne deriva un modello ibrido: passaporto aggiornato per via amministrativa e carte d’identità modificate su impulso costituzionale, con ricadute concrete su diritti e accesso ai servizi.

Messico: “X” sul passaporto (decisione amministrativa 2023)

Genere non binario sui documenti: quali Paesi prevedono la “X” nel 2026 e su quale base giuridica - Messico rilasciato il primo passaporto non binario - Gay.it

In Messico la “X” sul passaporto è stata introdotta con una decisione amministrativa della Secretaría de Relaciones Exteriores, formalizzata nel maggio 2023 e pubblicata nel Diario Oficial. Da allora, chi richiede il documento può scegliere la “X” al posto di “H/M” (hombre/mujer), superando la dicotomia uomo/donna nei documenti di viaggio.

L’annuncio ufficiale viene dato dal ministro degli Esteri Marcelo Ebrard il 17 maggio 2023, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Nella comunicazione istituzionale, la SRE parla di “passo storico” per la libertà e la dignità delle persone.

Il primo passaporto non binario viene consegnato a Jesús Ociel Baena, magistratə del Tribunale elettorale di Aguascalientes, già titolare di un certificato di nascita con indicatore non binario. E’ la prima volta che un documento di questo tipo viene rilasciato senza necessità di contenzioso strategico, cioè senza dover ricorrere ai tribunali. 

Cile: “X” nei documenti dopo sentenze dei tribunali (2022)

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In Cile il riconoscimento del genere non binario nei documenti non nasce da una legge che introduce direttamente una terza opzione, ma da un percorso giudiziario. Un primo passaggio fondamentale arriva il 6 maggio 2022, quando il Terzo Tribunale della Famiglia di Santiago accoglie la richiesta di una persona adolescente e ordina al Servizio di Registro Civile e Identificazione di iscriverla in un registro no binario.

La svolta simbolica si concretizza il 14 ottobre 2022, quando, in seguito a una decisione della Corte d’Appello di Santiago, il Registro Civil rilascia la prima carta d’identità con marker “X” alla voce “sexo”. Il caso di Shane Cienfuegos, dopo anni di battaglie legali, diventa il precedente che dimostra come l’indicazione di un sesso non coerente con l’identità di genere possa configurare una violazione della dignità e dei diritti fondamentali.

Il modello cileno è emblematico: il riconoscimento del genere non binario nasce da sentenze dei tribunali che hanno obbligato l’amministrazione ad adeguare registri e documenti. Una conquista giudiziaria che apre la strada a un riconoscimento istituzionale più ampio oltre il binarismo uomo/donna.

Canada: “X” su passaporti federali (policy amministrativa dal 2019)

In Canada il genere non binario nei documenti federali non è stato introdotto con una nuova legge sul “terzo sesso”, ma con una decisione amministrativa del governo federale. Oggi, quando si richiede o si rinnova un passaporto canadese, nel campo “sex” si può scegliere tra F (female), M (male) o X (another gender). La procedura è spiegata sul sito ufficiale del Governo del Canada e prevede semplicemente la compilazione di un modulo, senza bisogno di ricorrere a un tribunale.

Dal 2019 la “X” è pienamente disponibile sui passaporti e sugli altri travel documents federali. Il governo canadese avverte chiaramente che non tutti i Paesi riconoscono la “X”. Questo significa che, viaggiando all’estero, potrebbero sorgere problemi o richieste di indicare comunque “maschio” o “femmina” nei sistemi di frontiera o nelle compagnie aeree.

Australia: “X” sul passaporto (linee guida federali 2013)

In Australia il marker “X” nei passaporti non deriva da una legge che istituisce un terzo sesso, ma da una policy amministrativa integrata nelle procedure dell’Australian Passport Office. Sebbene i primi passaporti con “X” risalgano agli anni 2000, è con le Australian Government Guidelines on the Recognition of Sex and Gender (2013) che il governo federale stabilisce ufficialmente come devono essere gestiti tutti i marcatori di sesso e genere nei documenti governativi, inclusi quelli rilasciati a livello federale come il passaporto. Tali linee guida prevedono l’uso di “X” per indicare un genere non specificato o non binario, senza richiedere interventi chirurgici o altre condizioni mediche.

Questa policy pubblicata dal governo federale funge da quadro di riferimento per tutte le agenzie governative e informa anche la prassi dell’Australian Passport Office nella gestione di passaporti con indicatore “X”. 

Nuova Zelanda, “X” sul passaporto: il diritto all’autodeterminazione

In Nuova Zelanda il passaporto può riportare M, F o X (“gender diverse”) nel campo “sex”, secondo una procedura amministrativa del Department of Internal Affairs. Non è necessario modificare prima il certificato di nascita: si può richiedere direttamente il passaporto nel genere scelto.

Dal 2012 è disponibile l’opzione “X” e nel 2021 è stato eliminato anche l’obbligo di certificato medico per modificare il sesso nei registri civili, rafforzando un modello basato sulla self-identification.

Malta, “X” sui documenti: dalla legge del 2015 all’attuazione amministrativa

A Malta il riconoscimento del genere non binario nei documenti si basa su una legge organica del 2015, il Gender Identity, Gender Expression and Sex Characteristics Act, che introduce il principio di autodeterminazione e consente la rettifica del genere anche verso una categoria indeterminata.

Nel 2017 il governo maltese annuncia ufficialmente l’introduzione del marker “X” su carta d’identità e passaporto, attraverso un adeguamento amministrativo dei sistemi di emissione documentale. Malta è oggi considerata uno dei Paesi europei più strutturati sul piano del riconoscimento legale delle identità oltre il binarismo.

Islanda: “X” nei documenti (Gender Autonomy Act 2019)

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L’Islanda è uno dei casi più chiari dal punto di vista normativo: il riconoscimento del genere non binario nei documenti deriva direttamente da una legge parlamentare, l’Act on Gender Autonomy No. 80/2019. Nel giugno 2019, l’Althingi (Parlamento islandese) approva il testo con 45 voti favorevoli e nessun contrario, introducendo una riforma basata sul principio di autodeterminazione di genere.

La legge consente alle persone di modificare il genere nei registri ufficiali senza obbligo di interventi medici e prevede esplicitamente una terza opzione, “X”, nei documenti ufficiali. Il provvedimento è entrato in vigore il 1° gennaio 2020.

Il Gender Autonomy Act è considerato uno dei modelli più avanzati in Europa perché disciplina in modo organico il riconoscimento legale dell’identità di genere, inserendo la possibilità del marker neutro direttamente nella normativa primaria, senza necessità di ricorsi giudiziari o semplici circolari amministrative.

Danimarca: “X” sul passaporto (regolamento 2014)

In Danimarca la possibilità di ottenere un passaporto con marker “X” non nasce da una legge che introduce un terzo genere nei registri civili, ma da una normativa regolamentare sui passaporti.

Dal 2014 è possibile richiedere la designazione “X” nel passaporto danese. La disciplina è contenuta nel regolamento ufficiale sui passaporti, pubblicato su Retsinformation, il portale giuridico del governo danese.

Il regolamento prevede che il genere nel passaporto sia di norma legato al numero identificativo personale, che resta binario. Tuttavia, in presenza di specifiche condizioni procedurali e certificazioni, può essere autorizzata la “X”. In Danimarca, quindi, i registri restano formalmente binari, ma il passaporto può riportare il marker neutro in base alla normativa amministrativa vigente.

Germania, “diverso” nei registri civili (legge 2018) e riforma 2024

In Germania il riconoscimento oltre il binarismo nasce da una modifica legislativa del 2018, successiva a una sentenza della Corte costituzionale federale (2017). Dal 22 dicembre 2018 è possibile registrare nei registri di stato civile la voce “diverso”, accanto a “maschile” e “femminile”. In origine la misura era pensata per persone con variazioni delle caratteristiche sessuali.

Nel 2024 il Bundestag ha approvato la nuova Legge sull’autodeterminazione relativamente alla registrazione del genere, in vigore dal 1° novembre 2024, che consente di modificare genere e nome con semplice dichiarazione all’anagrafe, scegliendo tra “maschile”, “femminile”, “diverso” o nessuna indicazione. Nei passaporti, “diverso” è indicato con la lettera “X”.

Austria: terza opzione nei registri e “X” nei passaporti (Corte costituzionale 2018)

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In Austria il superamento del binarismo nei registri non nasce da una legge parlamentare, ma da una pronuncia della Corte costituzionale del 15 giugno 2018. La Corte ha stabilito che l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo tutela il diritto al riconoscimento dell’identità di genere anche oltre le categorie “maschile” e “femminile”, e che deve essere possibile registrare una voce ulteriore o lasciare il campo del sesso vuoto nei registri civili.

Nel 2019 viene rilasciato il primo documento con genere “X” ad Alex Jürgen, persona intersessuale, dopo una lunga battaglia legale. Nei registri civili compare la dicitura “diverso” o “altro”, mentre nei passaporti è utilizzata la lettera “X”.

Paesi Bassi: “X” nei documenti tramite sentenze individuali

Nei Paesi Bassi non esiste, almeno finora, una procedura amministrativa generalizzata che consenta a chiunque di scegliere direttamente la “X” nei documenti. Il riconoscimento del genere neutro è passato attraverso ricorsi giudiziari individuali.

Il caso più citato è quello di Leonne Zeegers, che nel maggio 2018 ottiene dal Tribunale distrettuale di Limburg il diritto a registrare un genere neutro. I giudici stabiliscono che impedire la registrazione come “gender neutral” costituisce una violazione della vita privata, dell’autodeterminazione e dell’autonomia personale. In seguito alla sentenza, Zeegers riceve il primo passaporto olandese con la lettera “X”.

Negli anni successivi altre persone hanno ottenuto la “X” nei documenti tramite sentenze, ma non esiste ancora una riforma legislativa che introduca automaticamente l’opzione per tutti. Il sistema resta quindi basato su pronunce giudiziarie caso per caso.

Nepal, “terzo genere”/ “altro” nei documenti (Corte Suprema 2007)

In Nepal il riconoscimento del genere non binario nasce da una sentenza della Corte Suprema del 27 dicembre 2007 (caso Sunil Babu Pant). La Corte ha ordinato al governo di eliminare le leggi discriminatorie e di riconoscere una terza categoria di genere, oltre a “maschio” e “femmina”.

Da allora, nei documenti ufficiali è possibile indicare tre opzioni: maschio, femmina, “altri” (other/third gender). Un punto centrale della decisione è il principio dell’autodeterminazione: per essere riconosciuti come “terzo genere” non è richiesto un intervento medico, ma è sufficiente l’autoidentificazione della persona.

La Corte ha ordinato il rilascio di carte di cittadinanza con la dicitura “terzo genere” o “altro”, estendendo poi il riconoscimento anche ad altri documenti, incluso il passaporto. Il Nepal è stato tra i primi Paesi a introdurre una categoria legale oltre il binarismo, pur con difficoltà applicative nel tempo.

Pakistan: terza categoria nei documenti (legge 2018)

In Pakistan il riconoscimento del genere oltre il binarismo si fonda su una legge parlamentare: il Transgender Persons (Protection of Rights) Act, 2018. La norma riconosce il diritto all’identità di genere auto-percepita e consente di ottenere documenti coerenti – carta d’identità nazionale, passaporto e altri atti ufficiali – senza obbligo di interventi chirurgici.

Il percorso era iniziato già nel 2009, quando la Corte Suprema del Pakistan ordinò il rilascio di carte d’identità alla comunità khawaja sara, introducendo di fatto una terza categoria nei registri statali.

Dopo il 2018, però, l’applicazione della legge ha attraversato fasi controverse: ricorsi giudiziari e pressioni politiche hanno portato a sospensioni temporanee o revisioni delle procedure di emissione dei documenti, come riportato da diverse agenzie stampa internazionali. Il quadro normativo esiste, ma la sua attuazione ha conosciuto momenti di conflitto.

Brasile: genere neutro tra sentenze storiche e standard amministrativi

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In Brasile non esiste una legge federale che introduca formalmente una terza categoria di genere nei registri civili. Tuttavia, dal 2020 diverse decisioni giudiziarie hanno autorizzato persone non binarie a registrare il proprio sesso come “non specificato” o “non binario”.

Il 6 maggio 2025 la Corte Superiore di Giustizia di Brasilia ha emesso una decisione storica e unanime, autorizzando per la prima volta la rettifica anagrafica con indicazione di genere neutro. La Corte ha affermato che, anche in assenza di una legge specifica, non vi è ragione giuridica per distinguere tra persone transgender binarie e persone non binarie: l’identità percepita deve prevalere nella registrazione civile. La sentenza riguarda il caso concreto ma costituisce un precedente rilevante.

Sul piano amministrativo, i documenti brasiliani seguono lo standard internazionale ICAO: nei passaporti e nelle nuove carte d’identità è prevista la lettera “X” per il sesso non specificato, purché coerente con i dati risultanti dal registro civile. Il quadro resta quindi frammentato: riconoscimento possibile attraverso tribunali e prassi amministrative, ma senza una riforma legislativa organica a livello nazionale.

La situazione negli Stati Uniti

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Negli Stati Uniti il riconoscimento del genere non binario è frammentato: in molti Stati è possibile indicare la “X” su certificati di nascita e patenti tramite legge o policy, altrove serve un ordine del tribunale o non è previsto alcun riconoscimento.

A livello federale, il primo passaporto con “X” è stato rilasciato nel 2021 e dal 2022, sotto Biden, l’opzione è stata resa disponibile per tuttə senza certificazioni mediche. Nel gennaio 2025 Donald Trump ha imposto il ritorno al solo binarismo nei documenti federali, sospendendo le nuove richieste con “X”. A giugno 2025 una giudice federale ha però bloccato temporaneamente il divieto, ripristinando in via provvisoria l’opzione in attesa della decisione definitiva.

Italia: niente “X” nei documenti, ma aperture dei tribunali

Genere non binario sui documenti: quali Paesi prevedono la “X” nel 2026 e su quale base giuridica - avezzano ragazzo trans non binario ottiene dal tribunale la rettifica anagrafica senza terapia ormonale - Gay.it

In Italia non è possibile registrare il genere non binario all’anagrafe né inserire la “X” su carta d’identità o passaporto: il sistema resta formalmente binario (M/F), anche nelle rettifiche anagrafiche.

La giurisprudenza, però, mostra segnali di evoluzione. Nel gennaio 2026 il Tribunale di Avezzano ha riconosciuto a una persona trans non binaria la rettifica di nome e genere senza imporre terapie mediche, richiamando il principio di autodeterminazione; un precedente simile risale al 2022 a Roma. Nonostante le aperture del Parlamento europeo alla “X”, in Italia non è al momento prevista alcuna riforma in tal senso.

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