Una libreria di San Francisco ha rimosso dai propri scaffali tutti i libri di Harry Potter a causa delle reiterate e violente opinioni transfobiche di J.K. Rowling.
La libreria che cancella Harry Potter per boicottare J.K. Rowling
Un portavoce di Booksmith, negozio indipendente di Haight Street, ha rivelato che la decisione di rimuovere la popolare saga e tutte le altre opere di J.K. Rowling è stata presa dopo l’annuncio della nascita di una fondazione finanziata dalla scrittrice per sostenere i casi legali “gender-critical”.
Il J.K. Rowling Women’s Fund, annunciato il mese scorso dopo la contestata sentenza della Corte Suprema inglese che ha ridefinito il significato legale di “donna” e di “sesso” nel Regno Unito, sosterrà individui, organizzazioni o gruppi “che lottano per preservare i diritti delle donne basati sul sesso”, anche nei luoghi di lavoro e negli “spazi protetti per le donne”.
Il portavoce di Booksmith ha dichiarato: “Non sappiamo esattamente cosa comporterà il suo ‘fondo per le donne’, ma sappiamo che non ne faremo parte“. L’account social della libreria è stato bombardato dai commenti, molti dei quali negativi e transfobici, tanto da costringerli a chiedere contegno e rispetto.
Esortando i fan della serie ad acquistare copie usate di Harry Potter invece di quelle nuove, Booksmith ha stilato un elenco di alternative letterarie per gli amanti del leggendario maghetto, tra cui la popolare serie Queste oscure materie di Philip Pullman e i romanzi fantasy young-adult di Rick Riordan.
L’indifendibile transfobia di J.K. Rowling
La decisione di Booksmith arriva mentre Rowling è appena diventata miliardaria, con una serie tv dedicata ad Harry Potter in lavorazione e introiti sempre più ricchi, mentre le critiche nei suoi confronti si fanno sempre più accese. Dopo Boy George e Pedro Pascal anche Stephen Fry, che narrato gli audiolibri di tutti e sette i titoli di Harry Potter, ha descritto la scrittrice come una “causa persa”, aggiungendo: “Temo che sia stata radicalizzata, e potrebbe essere stata radicalizzata dalle TERF, ma anche dal vetriolo che le viene lanciato contro. È inutile e non fa altro che indurirla, e temo che continuerà a indurirla. Sembra essere una causa persa per tutti noi.”
Ai suoi quasi 15 milioni di follower J.K Rowling regala transfobia social a cadenza quotidiana. Una vera e propria ossessione che solo pochi giorni fa l’ha portata a suggerire di fotografare le donne trans nei bagni del Regno Unito per poi pubblicare gli scatti on line, in modo da denunciarne la presenza. Un’autentica follia.
Tutto nasce nel 2019, quando Rowling prese le difese dell’attivista transfobica Maya Forstater. Un anno dopo, nel 2020, la scrittrice firma un lungo editoriale in cui parla di “persone che hanno le mestruazioni”, per distinguere le donne cisgender da quelle transgender. Negli anni successivi ha continuato a rafforzare la propria posizione. Nel 2023, in una serie di podcast dal titolo The Witch Trials of JK Rowling, ha affermato che “non ha mai avuto intenzione di turbare nessuno” con le proprie opinioni, tanto da definirsi “profondamente” fraintesa. Per poi tornare all’attacco.
A fine 2023 la scrittrice ha partecipato ad una conferenza transfobica dicendosi “pronta ad andare in galera per le mie opinioni”, dopo aver promosso l’e-commerce che vende merce transfobica. A inizio 2024 Rowling ha donato 70.000 sterline ad un’associazione transfobica. Difesa dalle destre internazionali, Eugenia Roccella in testa, J.K. ha rispedito al mittente le critiche da parte dei fan LGBTQIA+ di Harry Potter, sottolineando come “con i soldi il dolore scompare rapidamente”. Rowling è stata accusata di negazionismo dell’Olocausto nei confronti delle persone trans, per poi attaccare pubblicamente la nuova legge scozzese contro l’omobitransfobia al grido “arrestatemi” e definire “un uomo” Imane Khelif, atleta algerina medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi. Una volta denunciata, J.K. ha cancellato quasi 30 tweet ad Imane dedicati. A fine 2024 ha attaccato Barbra Banda, eletta calciatrice dell’anno dalla BBC, definendola un uomo. “Un calciatore che in precedenza ha fallito due test di verifica del sesso è diventato la Calciatrice dell’Anno della BBC Sport. Siamo senza parole“. A inizio 2025 ha insultato anche le persone asessuali, per poi festeggiare con un sigaro la sentenza transfobica della Corte Suprema ed esortare i suoi follower a fotografare le donne trans nei bagni inglesi.


