Francesca Vecchioni

Francesca Vecchioni (1975) è una scrittrice, attivista e presidente di Diversity, la Fondazione impegnata a promuovere “l’inclusione sociale e il benessere organizzativo attraverso attività di ricerca, formazione, monitoraggio, consulenza e advocacy”. Sotto la guida di Francesca Vecchioni, Diversity lancia i Diversity Media Awards.


Biografia e carriera di Francesca Vecchioni

carriera di francesca vecchioni

Francesca Vecchioni nasce a Firenze nel 1975, figlia primogenita del cantautore Roberto Vecchioni e della sua prima moglie, Irene Bozzi. Cresce in un ambiente familiare stimolante, che le permette di sviluppare una forte sensibilità verso le tematiche sociali e culturali.

Dopo gli studi, Francesca intraprende una carriera nel mondo della comunicazione e dell’organizzazione di eventi. La sua passione per l’inclusione e la lotta contro le discriminazioni la porta a fondare nel 2013 l’associazione Diversity, di cui è presidente. L’obiettivo di Diversity è promuovere la cultura dell’inclusione, combattendo stereotipi e pregiudizi legati all’orientamento sessuale, all’identità di genere, all’origine etnica, alla disabilità e ad altre diversità.

Sotto la sua guida, Diversity lancia i Diversity Media Awards (DMA), un riconoscimento annuale che premia i contenuti mediali che rappresentano in modo rispettoso e inclusivo le persone e le storie delle comunità marginalizzate. I DMA mirano a influenzare positivamente l’immaginario collettivo, promuovendo una rappresentazione autentica e libera da stereotipi nei media italiani.

Francesca collabora anche con aziende e istituzioni per sviluppare politiche e strategie di inclusione, sottolineando come la convivenza delle differenze sia non solo un valore etico, ma anche un vantaggio competitivo e sociale. Attraverso il Diversity Brand Index, creato dalla fondazione, misura il livello di inclusione percepito dai consumatori nei confronti dei brand, evidenziando l’importanza dell’impegno concreto delle aziende in questa direzione.

Come scrittrice, ha pubblicato diversi libri che affrontano temi legati alla Diversity & Inclusion, e alla genitorialità. Tra le sue opere:

  • “Le cose cambiano” (2013, Isbn Edizioni)
  • “Il tempo delle nuove mamme” (2015, Corriere della Sera)
  • “T’innamorerai senza pensare” (2015, Mondadori)
  • “Pregiudizi inconsapevoli. Perché i luoghi comuni sono sempre così affollati” (2020, Mondadori)
  • “Parole o-stili di vita. Media e persone LGBTQIA+” (2020, Ordine dei Giornalisti Lombardia)

Attraverso i suoi scritti, Francesca approfondisce temi come la maternità nelle famiglie omogenitoriali, l’importanza di superare i pregiudizi inconsapevoli e la necessità di una comunicazione responsabile nei media.

La sua attività e il suo impegno le valgono il riconoscimento nella Top 100 delle “donne vincenti” stilata da Forbes nel 2021, che conferma il suo ruolo di rilievo nel panorama italiano della lotta alle discriminazioni.


Vita personale di Francesca Vecchioni

francesca vecchioni vita personale Francesca Vecchioni è madre di due gemelle, Nina e Cloe, nate nel 2012 attraverso la fecondazione eterologa effettuata in Olanda, insieme alla sua allora compagna Alessandra Brogno, con cui ha condiviso undici anni di vita. Nonostante la separazione avvenuta nel 2014, le due mantengono un forte rapporto di stima e affetto, collaborando nella crescita delle figlie e affrontando insieme le sfide legate alla genitorialità in una famiglia omogenitoriale.

La scelta di ricorrere a un donatore aperto per la fecondazione ha permesso alle figlie di avere, qualora lo desiderino in futuro, la possibilità di conoscere la persona che ha donato il seme, garantendo trasparenza e apertura nella loro storia familiare.

Francesca ha affrontato le difficoltà legali e burocratiche presenti in Italia per il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali. Inizialmente, né lei né Alessandra avevano tutela legale sulle gemelle. Solo successivamente, grazie all’apertura del sindaco di Milano Giuseppe Sala, è stato possibile iscrivere Alessandra come genitore nell’atto di nascita, garantendo alle bambine la piena tutela da parte di entrambe le madri.

Francesca ha fatto coming out con i suoi genitori all’età di 18-19 anni. Ricorda con affetto la reazione di sua madre, che le propose di andare insieme al Muccassassina, noto locale LGBTIQ+ di Roma, e quella di suo padre, che, sollevato nel sapere che la figlia non aveva problemi di salute, l’ha accolta con comprensione.


Sostegno alla comunità LGBTIQ+

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Francesca Vecchioni è una figura di spicco nel panorama italiano per la difesa dei diritti e la promozione dell’inclusione delle persone LGBTQ+. Attraverso la fondazione Diversity, lavora per sensibilizzare l’opinione pubblica e combattere stereotipi e discriminazioni.

Utilizza la sua visibilità per sensibilizzare le famiglie sull’importanza di accogliere e sostenere i propri figli nel loro percorso di scoperta e accettazione di sé. In numerose occasioni, ha sottolineato come il coming out sia un dono che i figli fanno ai genitori, un atto di fiducia che può rafforzare i legami familiari.

Francesca promuove l’importanza della rappresentazione autentica delle persone LGBTIQ+ nei media, convinta che la narrazione di storie vere possa contribuire a cambiare l’immaginario collettivo e a ridurre i pregiudizi. I Diversity Media Awards sono uno strumento fondamentale in questa missione: premiano i contenuti che favoriscono una visione inclusiva e rispettosa della diversità.

È impegnata anche nel dibattito pubblico sulle leggi riguardanti i diritti delle persone LGBTQ+, come il DDL Zan, sostenendo l’importanza di una legislazione che tuteli tutte le forme di discriminazione, compresa l’identità di genere.

Attraverso conferenze, interventi televisivi e la sua attività editoriale, Francesca continua a essere una voce autorevole e appassionata nella lotta per l’uguaglianza e il rispetto di tutte le persone.


Citazioni

  • “Quando tu hai una figlia o un figlio che racconta sé stesso o sé stessa, quello è veramente un dono.”Fonte: Intervista a “Oggi è un altro giorno”, 2023
  • “Non possiamo permetterci di rendere invisibili tutto un gruppo di persone. Le persone transgender sono rese invisibili. Miniserie come ‘Butterfly’ dovrebbero essere la vera realtà narrata.”Fonte: Intervista sui Diversity Media Awards, 2021
  • “La chiave sta nell’educare i bambini a non discriminare per nessun motivo e promuovere il rispetto per tutte le diversità tra le persone.”Fonte: Intervista a La Stampa, 2023
  • “Il concetto di diversità che intendiamo promuovere non riguarda l’estraneità, ma piuttosto la ricchezza della pluralità.”Fonte: Intervista a La Stampa, 2023
  • “Sarebbe davvero bello che non dovessimo neanche più pensare al coming out, perché le generazioni attuali hanno chiaro quanto sia importante essere sé stesse senza dover continuamente affermarlo.”Fonte: Intervista a “Oggi è un altro giorno”, 2023
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