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Diversity Media Awards 2022, Maneskin vincitori. E lo schwa arriva su Rai 1

Il racconto della serata di gala, i premi, le dichiarazioni e i momenti più significativi nella cronaca del nostro direttore.

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I Diversity Media Awards 2022 andranno in onda il 28 Maggio su Rai 1 in seconda serata
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I Diversity Media Awards 2022 andranno in onda il 28 Maggio su Rai 1 in seconda serata

 

Milano – Il rainbow carpet del Tetro Parenti è un pullulare di folla multiforme e sfaccettata. I conduttori dei Diversity Media Awards 2022, Myss Keta, Michela Giraud e Diego Passoni fronteggiano interminabili flussi di interviste, è un pienone di media accorsi a raccontare questa prima volta su Rai1. Perché la novità è questa, i DMA 2022 saranno trasmessi il 28 Maggio sulla reta ammiraglia della tv pubblica. Un sogno che Francesca Vecchioni, ideatrice dei primi e fondatrice del Diversity Lab, aveva raccontato proprio a noi di Gay.it. E il direttore di Rai1 Stefano Coletta – forte della morbida rivoluzione inclusiva che sta effettuando su Rai1 – non si è tirato indietro.

Sorseggio vino bianco, abbraccio Diego che fibrilla nel suo look Paul Smith e realizziamo che lo schwa (ə) sta per atterrare su Rai1. Attorno a me è tutto un formicolare di creator, influencer, registə, attorə, giornalistə e vip. MyssKeta si lascia accarezzare i capelli dal suo fidato hair stylist Jonatan Estrada, Michele Bravi è al photocall e chiede pazienza al codazzo di giornalisti trepidanti per strappargli un’intervista. Zerocalcare è al bar, Irma Testa chiacchiera in cortile.

“Sono stupito che i media non si siano occupati minimamente della ricerca condotta dal Diversity Lab” spiego al mio amico Pier (marito di Diego). Il team di Francesca Vecchioni ha pubblicato qualche settimana fa un’interessante ricerca su come i media italiani abbiano rappresentato la diversità nell’ultimo anno. Come abbiamo scritto su Gay.it, la tendenza dei media in Italia è quella di dare risalto alla diversità soprattutto quando c’è da raccontare qualche triste storia, insomma la diversità è associata ancora a quell’indole italiana affezionata alla tragedia e al piangersi addosso. “Fumiamo una sigaretta, così non ci pensi” mi consola Pier.

Ok, non ci penso. Ché stasera questo foyer è una festa, nell’aria vibra la voglia di celebrare un’idea di ricchezza, voglia di portare in scena questo caos di sfumature ed euforie. È la speranza di governare una rappresentazione mediatica che possa man mano coniugare la doverosa denuncia, alla narrazione delle vite e delle identità multiple che natura partorisce su questo magnifico pianeta.

Stephaniglitter mi racconta di un viaggio in Sicilia organizzato da Chiara Ferragni, Marina Cuollo si aggira con certosina curiosità, la vedo chiacchierare con Mehths (Francesco Cicconetti), che risplende di luce turchese. Ci sono anche Caspisan (Ethan Caspani) e Murielx (cito gli account, perché anche la rivoluzione delle affermazioni identitaria individuali ha una sua ragione in relazione ai social network, c’è poco da fare gli snob).

Vera Gheno alza lo sguardo al cielo mentre qualcuno le porge un telefonino a mo’ di microfono. Piuttosto_che sembra imbambolato dal chiasso della festa, ma dopo un minuto di osservazione mi rendo conto che si tratta della sua naturale attitudine allo stare al mondo e nel mondo: non lo amiamo forse per questo?

Lo show si apre con una performance canora di Imen, poi immediatamente Diego Passoni usa lo schwa (ə) su Rai1:

“Buonasera a tutte, a tutti a tuttə”

Lo schwa (ə) apparirà in tutti i sottotitoli dei contributi video della serata.

Diversity Media Awards 2022
Diversity Media Awards 2022

Il primo duetto è tra Vera Gheno e Roberto Vecchioni. Un dialogo di efficace enfasi. “Senza nome si è, ma non si esiste , circa 200mila anni fa l’uomo si alzò in piedi e, poiché perse i peli, i cuccioli non sapevano come aggrapparsi alle madri e iniziarono a gironzolare, così le madri dovettero inventarsi un modo per richiamarli e l’uomo iniziò a sviluppare un’idea di linguaggio”. Gheno e Vecchioni premiano il miglior prodotto digitale: “Cos’è lo schwa (ə)” l’indimenticabile podcast di Sio. Simone Albrigi dal palco ci sbatte in faccia una cruda, ironica, in fondo illuminante evidenza: “io maschio etero cis premiato qui…”. Evviva, grida qualcunə dalla platea.

Sul palco atterra Myss Keta in un completo denim che è una citazione di un abito con cui Britney Spears si presentò con Justin Timberlake a non solo quale show nel 2001 (è Myss che sottolinea la reference). “La situa è uguale per ogni persona a livello di rappresentazione?” chiede Myss a Diego che risponde “No.” Viene annunciata la miglior serie tv straniera, è “Maid” di Netflix.

Michela Giraud è un fiume in piena, dispensa rimproveri, fa la stizzita fuori posto, cerca di essere scomoda su un palcoscenico che – per sua definizione – non può e non deve essere scomodo per nessunə e questo manda fuori di testa il suo personaggio: la gag funziona, andrà avanti efficacemente per tutta la sera e strapperà più di una risata alla platea del Parenti. “Mi hanno chiamata a premiare un programma per bambini ma io non ho figli, per fortuna loro” e quando scatta l’applauso per il premio ad Adventure Time di Cartoon Network come migliore serie tv per bambini ecco la freddura: “E fatelo un applauso più colorito di quello del Senato”. La ciurma di Cartoon Network spiega che nei programmi per bambini la diversità è intrinseca “Nessuno si chiede perché un pesce rosso e un gatto siano amici” spiegano i ragazzi del canale tv “Noi siamo diversi e unici dagli anni ’90”.

La scrittrice Djara Kan inchioda tuttə, è il momento più tosto di tutta la serata.

“Oggi pare che i media ci vedano e provino a non proporre sempre la stessa ricetta che ci vuole per forza magri belli felici… Eccetto che noi stessi. Avete mai sentito la frase: bisogna dare voce a chi non ce l’ha? A me irrita. Nonostante sia adulta, nera, vaccinata… C’è sempre una persona bianca ricca che mi guarda e mi fa sentire qualcosa da niente, dicendomi ‘devo darti una voce’. Così saremo sempre gli ospiti ‘della serata’. Siete pronti ad aggiungere un posto al tavolo delle decisioni? Ci vuole coraggio ad essere padroni delle proprie storie”.

Kan premia come miglior serie tv italiana “Strappare lungo i bordi” di Zerocalcare per Netflix e Michele Rech (si chiama così all’anagrafe Zerocalcare) sale sul palco per ritirare il premio e non si risparmia. Sgancia un’immediata seconda bomba, dopo quella detonata da Djara Kan:

“Vorrei ringraziare chi non si è mai tirato indietro davanti alle lotte, perché se siamo qui non è perché qualcuno si è svegliato un giorno e ha deciso che le cose dovevano cambiare, ma perché qualcuno ha fatto lotte e ha creato conflitto”.

Piccolo boato di consenso tra il pubblico, va bene che siamo su Rai1, ma continuare a creare conflitto non è forse la più potente dote della diversità?

Marina Cuollo si prende la scena, abitino di paillettes e flemma irriverente, liberatoria:

“Non è cambiato proprio niente. Sono appassionata di storie, eppure, nonostante io abbia visto cose che voi umani… ecco, di corpi come il mio non ne ho visti. Il 15% della popolazione mondiale è disabile – mediaticamente invisibili perché considerati irrilevanti – ma vorrei ricordare che le nostre vite sono più varie di come vengono mostrate. Sui media manca il racconto della nostra complessità, manca il racconto delle nostre relazioni, che sono relazioni che vanno magari a pezzi, o può capitare che diventiamo genitori. E per raccontare tutto ciò dobbiamo diventare padroni delle nostre storie”

Idealista vince il premio come miglior campagna pubblicitaria per il noto spot del papà che fa raccomandazioni al proprio figlio maschio che esce con il suo fidanzatino: il manager dell’agenzia immobiliare strappa a tutti un sorriso di tenerezza parlando della storia d’amore lunga 24 anni con il suo compagno.

Diversity Media Awards 2022 Michele Bravi
Diversity Media Awards 2022 – Michele Bravi parla con Gay.it su instagram

Miss Keta presenta il nuovo singolo, featuring Vianello, “Che finimondo” dall’imminente nuovo album “Club Topperia”. A proposito del nuovo album di Keta, pare che sia un ritorno ai primi stilemi della Keta degli esordi, ma tra pochi giorni potremo ascoltarlo tuttə (mentre scrivo si sta svolgendo la conferenza stampa di presentazione del nuovo album di MK al Plastic).

Il miglior programma radio e podcast viene assegnato a “New G“, la banda di ragazzə è divertita da questo premio, ma retrocede davanti alle lusinghe:

” Non vogliamo insegnare niente a nessuno, abbiamo messo le persone intorno a un tavolo non per parlare, ma per ascoltare. Non dobbiamo sempre raccontarci come ragazzi di seconda generazione, ma semplicemente come ragazzi: la diversità c’è, esiste, ed è una cosa bellissima, basta solo mettersi all’ascolto.”

Myss Keta introduce Michele Bravi e chiama il pubblico ad applaudire per noi tuttə, per questo consesso di comuni diversità “Ci facciamo un applauso?”. E allora ecco Bravi, di rosso vestito, regalarci un toccante monologo “Sarebbe bello essere soltanto una voce, un suono, senza un corpo, allora potrei essere un’onda, una frequenza che si sveglia al mattino… (…) essere invisibile è un desiderio antico della mia vita”. Bravi racconta la fragilità di ogni creatura davanti al potere del giudizio, cinque minuti di impeccabile tensione emotiva, qualche lacrima, occhi lucidi in platea. “Il nostro super potere è essere qua, essere visti”.

Gli fa eco Giorgia Soleri, premiata come miglior creator “È un onore essere qua oggi, Michele ha fatto un discorso azzeccato sull’invisibilità, io tutti i giorni faccio battaglie contro di essa, parlo di malattie invisibilizzate, e le malattie invisibili sono infinte” spiega Soleri in riferimento alla propria battaglia per aprire un dibattito pubblico sulla vulvodinia “Noi siamo pazienti attiviste, per questo lasciatemi ringraziare chi sui social porta la propria vita e il proprio dolore e dice io sono qua ed esisto e ho i miei diritti“.

Anche la stampa riceve i Diversity Media Awards. Assegnati quattro premi: “Alley Oop, blog femminile de IlSole24Ore vince il premio Miglior articolo quotidiani con l’articolo “Femminicidi e violenza aumentano cosa stiamo sbagliando?”, l’Espresso vince il premio Miglior articolo periodici con l’articolo “Abilismo. Il nome dell’odio” di Simone Alliva, e Marie Claire vince il premio Miglior articolo web con l’articolo “Michelle Wu – La prima sindaca di Boston che entrò in politica per salvare la madre”. Il TG1 acchiappa il premio per il miglior servizio di telegiornale con “La nuova squadra di governo di Biden” di Monia Venturini, e qualcuno (io) in platea si chiede: e che merito avrebbe il TG1 nel raccontare una squadra di governo ricca di diversity di un altro paese, mentre proprio il TG1 risponde a un potere politico che non è stato capace di legiferare contro omobitransfobia, abilismo e odio di genere? “Un premio cerchiobottista” mi dico.

Sul palco ora Roman, 20 anni, che due anni fa, in pieno lockdown, ha fatto coming out come persona transgender. “Una storia raccontata da Specchio de La Stampa” mi fa notare Simone Alliva “Ok è il momento giusto per farlo, non potevo più aspettare, con il lockdown mi sono ritrovato troppo tempo a pensare ai tanti anni di repressione” ha raccontato Roman, seduto accanto a sua madre, con Myss Keta a proprio agio nel ruolo di conduttrice di talk show (“Amore, reprimere è tossico per noi”).

Quando la parola passa a Lia, madre di Roman, entriamo nel cuore di questa piccola grande storia che manda in tilt i progressisti performativi. “Sono caduta dalle nuvole – ha spiegato Lia – ho scoperto che i fratelli sapevano di Roman, mentre io ero stata tenuta all’oscuro, io progressista da sempre, donna aperta… insomma mi sono ritrovata a fronteggiare la mia inadeguatezza. Allora ho preferito mostrarmi con onestà, per quello che ero, ed ero impreparata al coming out di un figlio transgender, per quanto fossi progressista, avevo paura che questa storia potesse procurare sofferenza”. Un momento importante, questo, perché spesso la narrazione si concentra – certo doverosamente – sui protagonisti, quando in verità è altrettanto necessario e doveroso raccontare il contesto e le persone che partecipano all’affermazione identitaria di una persona. Tipo gli amici, la famiglia. “Nelle mie paure il coming out di Roman poteva essere un disastro per noi tutti, e invece è stato un trionfo della famiglia” ha concluso Lia.

mehths francesco cicconetti diversity media awards 2022
Mehts ai Diversity Media Awards 2022

Premiato Maschile singolare” di Prime come miglior film italiano, sul palco i registi Alessandro Guida e Matteo Pilati e uno dei due attori protagonisti Gianmaro Saurino (assente Giancarlo Commare).

A pari merito il premio come Miglior Programma Tv, aggiudicatosi da Elektra Bionic per “Drag Race Italia” e Fiamma Satta per “Geo” (che nel suo discorso è andata troppo lunga). Vibrante il messaggio di Elektra dal palco:

“la Drag Queen ha un valore politico forte, con glitter e tacchi urla ciò che tanti tacciono”.

Per l’ultimo e forse più iconico – di certo non il più importante – premio dei DMA, quello di “Personaggio dell’anno“, sul palco arriva Francesca Vecchioni agghindata da gran sera. Vincono i Maneskin, che non mandano tuttavia neanche un videomessaggio.

“Dobbiamo spostare la luce – ha spiegato Francesca Vecchioni nel discorso conclusivo – ci sono moltissime persone che non riescono a sfondare quel soffitto di cristallo. Dobbiamo illuminare quel posto vuoto sul palco e in platea / un posto vuoto per tutte quelle persone invisibili, e che non riescono a essere narrate. Non possiamo permetterci di considerare il mondo soltanto ciò che abbiamo intorno. Nemmeno qui ai DMA riusciamo a raccontare tutto, tendiamo a guardare tutto attraverso i nostri occhi, la nostra bolla ci fa alzare muri, ma perché, mi chiedo, perché abbiamo così tanta paura di farci cambiare da ciò che è diverso da noi? La grande ricchezza della vita è mettessi in discussione”.

“Lasciatemi infine sottolineare che al secondo posto come personaggio dell’anno – ha proseguito Vecchioni, dopo aver citato il discorso di Sergio Mattarella – è stato votato Marco Cappato”. E qualcuno in platea mormora “Certo lui sarebbe venuto a ritirare il premio”.

 

 

 

DIVERSITY MEDIA AWARDS 2022 – VINCITORI E NOMINATIO

 

ENTERTAINMENT

 PERSONAGGIO DELL’ANNO   

Måneskin

Kasia Smutniak

Madame

Irma Testa

Marco Cappato

Bianca Balti

 

CREATOR DELL’ANNO

Giorgia Soleri @giorgiasoleri

Charlie Moon, @charliemoon

Michela Grasso, @SpaghettiPolitics

Giulia La Marca, @_giulia_lamarca

Pierluca Mariti @Piuttostoche

Tasnim Ali, @alitasnim

 

MIGLIOR FILM ITALIANO 

Maschile Singolare (Amazon Prime Video • Rufus Film)

Positivə – Nexo • Peekaboo, UAU

L’afide e la formica – Now TV • Indaco Film, Rai Cinema, distribuzione Zenit Cinema

Anni da cane – Amazon Prime Video • Amazon Studios, Notorious Pictures

 

MIGLIOR SERIE TV ITALIANA   

Strappare lungo i bordi (Netflix • Movimenti Production, Bao Publishing, DogHead Animation Studio)

Nudes – Rai Play • Bim Produzione

Zero – Netflix • Fabula Pictures, Red Joint Film
Anna – Sky • Sky Studios, Wildside, Arte France, Fremantle, Kwaï, The New Life Company

Un professore – Rai1 • Rai Fiction, Banijay Studios Italy

 

MIGLIOR SERIE TV STRANIERA 

Maid (Netflix)

It’s a sin – Starz Play

Reservation Dogs – Disney+

Work in progress – Now Tv, Sky Italia

The Underground Railroad – Amazon Prime Video

Hawkeye – Disney+

 

MIGLIOR PROGRAMMA TV – EX AEQUO

Drag Race Italia (Discovery +) e GEO (Rai3)

Il collegio – Rai2

La teoria di tutte – laF

I fantastici – Fly2Tokyo – Rai Play

 

MIGLIOR CAMPAGNA PUBBLICITARIA

Ciao papà! – Idealista 

Know you can – Axa 

Let’s be clear – Sprite 

Do it together – Indesit 

Merry Xmas from Tezenis – Tezenis 

 

MIGLIOR PROGRAMMA RADIO E PODCAST       

New G – podcast originale Spotify

Say Waaad? – Radio Deejay

Melog, il piacere del dubbio – Radio 24

Sui Generis – Radio Popolare

Parole Nuove – podcast OIM Italia

 

MIGLIOR PRODOTTO DIGITALE

Sio, Cos’è lo Schwa?

Vd News, Le domande indiscrete a un’asessuale

Belle di Faccia, Grassofobia e Socialità

Autistic Red Fryk Hey, Termini che non devi utilizzare per descrivermi

Colory*, Quello che a lezione di storia non ci hanno insegnato… 

 

MIGLIOR SERIE KIDS

Adventure Time – Distant Lands (Cartoon Network)

Ridley Jones: la paladina del museo – Netflix

Ada la scienziata – Netflix

PAW Patrol – NickJr • ViacomCBS Networks, Spin Master Entertainment

Alice & Lewis – Rai Yoyo

Anfibia – Disney+

 

 

INFORMAZIONE

MIGLIOR SERVIZIO TG

Tg1 con “La nuova squadra di governo di Biden: diversità e inclusione” di Monia Venturini

Tg3 con “Bebe Vio oro alle Paralimpiadi di Tokyo” di Marco Franzelli

Tg La7 con “Giornata internazionale contro l’omotrasfobia” di Raniero Altavilla

 

MIGLIOR ARTICOLO STAMPA QUOTIDIANI

Il Sole 24 Ore con “Femminicidi e violenza aumentano, cosa stiamo sbagliando?” di Chiara Di Cristofaro e Simona Rossitto

Il Fatto Quotidiano con “Napoli, periferia Est la mattanza dei 20enni” di Maddalena Oliva

Il Messaggero con “Il tempo grigio, l’ultimo tabù” di Maria Lombardi

La Repubblica con “A 16 anni sono Ludovica – dall’odio trasfobico mi ha salvato la mamma” di Maria Novella De Luca

 

MIGLIOR ARTICOLO STAMPA PERIODICI

L’Espresso con “ABILISMO Il nome dell’odio” di Simone Alliva

Gente con “Vi faccio conoscere le grandi scienziate italiane” di Maria Elena Barnabi

Il Venerdì di Repubblica con “Love Story” di Claudia Arletti

Vanity Fair con “Il mondo salvato dai ragazzini” di Silvia Nucini

 

MIGLIOR ARTICOLO STAMPA WEB

Marieclaire.it con “Michelle Wu, la prima sindaca di Boston che entrò in politica per salvare sua madre” di Arianna Galati

Corriere.it con “Perché i figli di coppie gay in Italia sono bambini di serie B” di Elena Tebano

Vanityfair.it con “Area Marina: «Perché a una donna con disabilità non si pensa mai come una madre?»” di Marina Cuollo

The Wom con “Perché abbiamo bisogno di una Barbie astronauta (oggi più che mai)” di Valentina Grassini

 

 

 

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