Alessandro Gassmann: “A chi dice no al DDL Zan ricordo le persecuzioni degli omosessuali durante il Terzo Reich”

Prosegue la mobilitazione social di attori e cantanti in favore della legge contro l'omotransfobia.

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Anche Alessandro Gassmann ha deciso di esporsi in prima persona in favore della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

L’attore, figlio di Vittorio Gassman e Juliette Mayniel nonché padre del cantautore Leo Gassmann, ha linkato su Twitter una pagina dedicata all’Omocausto, consigliandone la lettura “a chi oggi pensa che un decreto legge a difesa degli omosessuali non debba essere approvato”. Chiaro il riferimento a Salvini, e a tutti i cattoestremisti che da mesi diffondono menzogne per affossare la legge, grazie ad un hashtag ad hoc: Poi Pregano Col Rosario.

Vincitore di un David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 2 Globi d’Oro, un Ciak d’Oro e un Pasinetti a Venezia, Gassmann è uno dei pochi attori d’Italia ad esporsi, sempre, attraverso un profilo Twitter che conta quasi 300.000 follower. Nel 1997, come dimenticarlo, prese parte a Il bagno turco, folgorante esordio alla regia di Ferzan Ozpetek, in cui il suo Francesco si innamorava di Mehmet.

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Nell’ultima settimana abbiamo assistito ad una mobilitazione dello star system nazionale in difesa del DDL Zan, che ha coinvolto nomi come Fedez, Elodie, Levante, Piero Pelù, Michele Bravi, Paola Turci, Mahmood, il maestro premio Oscar Nicola Piovani, Francesca Michielin, Maurizio Costanzo, Costantino e i ragazzi dello Stato Sociale

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