Nell’ormai infinita discussione hollywoodiana relativa agli attori eterosessuali chiamati ad interpetare personaggi queer, anche Sir Ian McKellen ha ora detto la sua.
Il leggendario attore inglese, gay dichiarato dagli anni ’80, attivista LGBTQ due volte candidato agli Oscar e icona del teatro e del cinema britannico visto in indimenticabili ruoli come Magneto e Gandalf, ha difeso l’ecletticità recitativa.
Intervistato da Amol Rajan per la BBC, l’82enne McKellen, ultimo attore gay dichiarato ad essere nominato agli Oscar nel 2002, ha sottolineato come sul set si “reciti. Stiamo fingendo“.
“L’argomento di discussione è che un uomo etero non dovrebbe interpretare un personaggio gay, ma se così fosse significherebbe che io non potrei interpretare parti eterosessuali, quindi non mi sarebbe permesso esplorare l’affascinante tema dell’eterosessualità in Macbeth? Certo che no. Stiamo recitando. Stiamo fingendo. Ora, siamo in grado di capire cosa significhi essere ebrei? Riusciamo a convincere un pubblico ebraico che siamo ebrei? Forse non è necessario perché stiamo solo recitando”.
Parole che vanno ad ampliare il gigantesco dibattito sul tema, che negli ultimi anni ha visto più e più attori schierarsi a favore dell’una e/o dell’altra tesi.
In tal senso hanno esplicitato opinioni Benedict Cumberbatch, Michael Urie, Rupert Everett, Aaron Sorkin, Andrew Garfield, Richard E. Grant, Jim Parsons, Troye Sivan, Francesco Scianna da noi intervistato ed Eddie Redmayne. La scorsa settimana abbiamo fatto partire un sondaggio ad hoc, che ha visto anche voi lettori esprimervi. A seguire i risultati.
Nel corso della stessa intervista BBC, Sir Ian ha anche espresso tutto il proprio rammarico per non aver mai fatto coming out con suo padre, morto quando l’attore aveva 24 anni. McKellen si è detto certo che suo papà non avrebbe avuto alcun giudizio morale, continuando ad amarlo “per quello che sono”.



