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2 Giugno, festa della Repubblica di un’Italia che scivola verso il neofascismo: i fatti della settimana

Qualcuno dovrà pur mettere in fila le cose e osservare le evidenze. Prendiamo soltanto i fatti dell'ultima settimana

L'Italia scivola verso il neofascismo
L'Italia scivola verso il neofascismo
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Da destra sarcasmo e sberleffi a chi parli di neofascismo: reazione che conferma l’assunto. Da sinistra alcuni sedicenti liberali riformisti spiegano con sicumera che utilizzare accuse di neofascismo è un errore strategico e che tanto “il fascismo per come l’abbiamo conosciuto non tornerà mai“. Eppure qualcuno dovrà pur mettere in fila le cose e osservare le evidenze, in questa festa della Repubblica del 2 Giugno, o no? Prendiamo soltanto i fatti dell’ultima settimana, evitando accuratamente di attingere a massimi sistemi e teorie di lungo periodo.

Il 64,5% degli Italiani è favorevole al matrimonio egualitario secondo il rapporto Eurispes: un dato che nessuna maggioranza parlamentare ha mai visto nella storia repubblicana. Eppure il matrimonio egualitario non è nel dibattito pubblico, mentre la destra neofascista di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega governa con il 23,7% di consensi tra gli Italiani aventi diritto al voto (12.043.956 di voti su 50,8 milioni di aventi diritto).

Nella ricerca Eurispes gli Italiani si sono detti anche favorevoli per il 53% al riconoscimento delle identità di genere che superano lo schema binario, mentre solo una minoranza del 40,7% è d’accordo con la possibilità di autodeterminazione senza certificazioni mediche.

Eppure, il clima politico oscurantista dell’attuale maggioranza di governo non cambia: dopo la sentenza della Consulta che riconosce genitori due madri alla nascita della loro figlia mediante PMA, il governo italiano ha chiesto la cancellazione di una mamma: è accaduto alla Corte d’Appello civile di Venezia, nella quale si discutevano le impugnazioni della Procura generale del Veneto e del ministero dell’Interno contro la sentenza del Tribunale di Padova, che nel 2023 aveva approvato l’iscrizione a registro delle 39 coppie di mamme con figli nati tramite PMA all’estero.

È un’Italia in perfetta sintonia con la deriva alla ketamina della destra suprematista USA di Trump, che sta plasmando il partito repubblicano, un tempo modello di destra liberale e che oggi vede crollare tra i propri simpatizzanti il consenso al matrimonio egualitario. Che è legge federale negli USA, ma che presto potrebbe essere messo in discussione (come anticipato dal nostro giornale già nel novembre 2024).

Orban ha proposto un emendamento costituzionale che – tra le altre cose – potrebbe vietare il Budapest Pride del 28 giugno 2025.

Rigurgiti neofascisti che intossicano anche l’Unione Europea, dove l’Ungheria di Orbàn – autoproclamatasi democrazia illiberale e ciononostante rimasta paese membro dell’Unione – ha notoriamente legiferato per vietare i Pride (insieme a molti altri provvedimenti che fanno a pezzi le istituzioni democratiche liberali). 60 eurodeputati hanno raccolto l’invito dell’italiano Alessandro Zan a firmare una lettera di vera e propria accusa alla Commissione von der Leyen, rimasta sinora ambiguamente immobile davanti alla deriva ungherese. Qualche giorno prima il Governo Meloni poneva il sigillo al definitivo scivolamento dell’Italia nell’area geopolitica dei paesi ingoiati dalla propaganda della Russia di Putin: 20 Paesi membri dell’Unione hanno firmato una dichiarazione congiunta per condannare il divieto del Pride imposto dal governo ungherese e per chiedere a Budapest di rivedere le nuove leggi che colpiscono direttamente la comunità LGBTQIA+. L’Italia, ancora una volta, ha scelto di non firmare.

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L’Italia torna a simpatizzare per scelte autoritarie: un esempio è il decreto sicurezza (qui la GUIDA al decreto), misura con la quale – tra le altre repressioni illiberali – l’Italia potrebbe arrivare a vietare i Pride. Per tacer della riforma costituzionale del premierato forte che nelle ultime ore torna ad entusiasmare la presidente Meloni, accecata dall’idea di spazzare l’equilibrio dei poteri e costituire un esecutivo assolutista che faccia a pezzi lo Stato liberale.

Lucio Malan Gay.it
Lucio Malan: sua la proposta di definire i genitori uomo e donna sulla Costituzione – Gay.it

Ma non mancano inquietanti intrecci tra cronaca e progettualità politica della destra italiana: Lucio Malan, capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, ha recentemente proposto di scrivere sulla Costituzione che i genitori devono essere un uomo e una donna: è lo stesso Malan – ex Forza Italia, ora capofila in FdI – che qualche anno fa utilizzava una propaganda offensiva che accostava il movimento LGBTIAQ+ alle pederastia e che oggi viene brandita apertamente da gruppi neofascisti che passano all’azione. Tutto si tiene e le trame riemergono in questa pozza di gorgoglii reazionari: dalle chat di un gruppo di universitari neofascisti a Trento emergono contenuti agghiaccianti che fomentano odio razzista e omobitransfobico come strumenti di lotta.

Questi erano soltanto i fatti della settimana.

© Riproduzione riservata.

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