Dal 4 ottobre 2025 all’11 maggio 2026 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ospita “VIVONO. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia 1982-1996“, a cura di Michele Bertolino: la prima mostra istituzionale italiana che affronta in chiave artistica e documentaria la crisi dell’AIDS, dall’esordio del virus nel Paese fino all’arrivo delle terapie antiretrovirali. Un arco di quattordici anni in cui si intrecciano arte, attivismo e intimità, ricostruendo una memoria rimossa e restituendo voce a chi visse quella stagione.
Il Centro Pecci riallaccia così un filo con il proprio passato: già negli anni 1992-94 aveva promosso iniziative contro stigma e disinformazione.
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Ad aprire la mostra, un nuovo film di Roberto Ortu che dà voce ai versi di Dario Bellezza, Massimiliano Chiamenti, Nino Gennaro, Ottavio Mai, La Nina, Marco Sanna e Pier Vittorio Tondelli. Attrici, artisti e attivisti incarnano parole nate in un tempo di paura e amore, per riflettere su come l’affetto possa farsi linguaggio politico: “come amiamo insieme?”
Cuore dell’esposizione è l’archivio, realizzato con Valeria Calvino, Daniele Calzavara e i Conigli Bianchi: documenti, manifesti, articoli, registrazioni audio e video che raccontano il contesto italiano 1982-96. Materiali disposti su grandi bacheche mobili – simbolo di una narrazione in continuo movimento – dialogano con interventi contemporanei di Emmanuel Yoro e del collettivo Tomboys Don’t Cry, che rivelano omissioni e silenzi nella storia ufficiale.

Accanto all’archivio, opere d’arte italiane e internazionali restituiscono l’energia creativa di quegli anni: dai poster del collettivo newyorkese Gran Fury (Biennale 1990) alle celebri icone di Keith Haring, dalle tende di organza blu di Felix Gonzalez-Torres (presentate al Castello di Rivara nel 1991) ai lavori di David Wojnarowicz e Walter Robinson.
Tre sale monografiche approfondiscono le ricerche di Nino Gennaro, Francesco Torrini e Patrizia Vicinelli. La poesia di Vicinelli diventa corpo, fragile e resistente; Gennaro intreccia drammaturgia, collage e attivismo per raccontare marginalità e desiderio di riconoscimento; Torrini elabora un’estetica del corpo come memoria e affermazione spirituale. Per tutti, l’HIV-AIDS è lente critica sul mondo, capace di trasformare dolore e precarietà in bellezza e vicinanza.
L’allestimento firmato da Giuseppe Ricupero alterna spazi museali e intimità domestica, riportando al centro gesti, corpi e affetti spesso relegati ai margini. Interroga il presente: come vivere amore e gioia in un tempo d’oscurità? Dove depositare rabbia e speranza?
Il progetto si completa con un catalogo in due volumi edito da Axis Axis: VIVONO. Archivio, raccolta cronologica di opere e documenti, e VIVONO. Reader, dieci saggi inediti, poesie e lettere degli artisti. Partner principale è Intesa Sanpaolo, con il sostegno di Candy per il film e lo sponsor Enrico Pecci di Alberto Pecci & C.
Il 2 ottobre la conferenza stampa alle 11.30, apertura al pubblico il 3 ottobre alle 18. La mostra sarà visitabile fino all’11 maggio 2026.


















