Regno Unito, i crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ sono diventati “reato aggravato”

Con l'approvazione reale, i crimini d'odio contro le persone LGBTQ+ saranno finalmente trattati allo stesso modo dei reati motivati ​​da etnia e religione.

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I crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ sono ufficialmente diventati un “reato aggravato” ai sensi della legge britannica. L’emendamento, in discussione da febbraio e promosso dall’organizzazione benefica LGBTQ+ britannica Stonewall, prevede che ai sensi del Crime and Policing Bill i crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ siano equiparati ai reati motivati ​​da etnia e religione.

Regno Unito, storica modifica per contrastare l’omobitransfobia

 

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La modifica di legge, approvata il 29 aprile, concederà alle vittime e ai sopravvissuti LGBTQ+ più tempo per accedere alla giustizia penale. Sebbene i crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ fossero già riconosciuti dalla legge inglese, i crimini d’odio basati su etnia e/o religione prevedevano pene massime più elevate rispetto ai crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ perché classificati come reati aggravati. Stonewall, che aveva lanciato la campagna “Hold My Hand” nel 2024 per rendere i reati d’odio contro le persone LGBTQ+ un “reato aggravato”, ha celebrato il tanto attesa via libera.

Simone Blake OBE, CEO dell’associazione, ha dichiarato: “Sono lieta che la nostra campagna per equiparare le pene per i crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ abbia avuto successo, un passo avanti significativo per i diritti LGBTQ+. Negli ultimi anni l’aumento dei crimini d’odio contro le comunità LGBTQ+ è stato motivo di profonda preoccupazione. Tutti meritano di sentirsi al sicuro e liberi di essere se stessi, senza timore di subire danni”.

Sottolineando statistiche sempre più allarmanti, ha aggiunto: “Con il riconoscimento dei crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ come reato aggravato, spero che questo invii un messaggio chiaro: non esiste una gerarchia dell’odio e i crimini contro le persone LGBTQ+ saranno trattati con la serietà che meritano”. “Sono orgogliosa che Stonewall abbia svolto un ruolo chiave nell’ottenere questo cambiamento legislativo, il primo a Westminster in materia di diritti LGBTQ+ da oltre un decennio”.

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Secondo il sito del governo inglese, negli ultimi cinque anni i crimini d’odio basati sull’orientamento sessuale, ufficialmente registrati dalla polizia, sono aumentati del 20%, mentre quelli basati sull’identità transgender sono aumentati del 50%. Numeri che fanno paura.

Galop, l’organizzazione benefica britannica contro gli abusi nei confronti della comunità LGBTQ+, ha segnalato un aumento del 65% delle vittime che hanno richiesto supporto nell’estate del 2024. Ben Kernighan, co-CEO di Galop, ha così promosso la nuova modifica legislativa: “In un momento in cui la comunità LGBT+ si trova ad affrontare un ambiente sempre più ostile, unitamente alla regressione dei diritti LGBTQ+ in tutto il mondo, questo cambiamento legislativo, atteso da tempo, è un passo benvenuto per contrastare l’odio crescente che la nostra comunità subisce”. “Sappiamo, grazie ai nostri servizi, che la vita pubblica sta diventando meno sicura per le persone LGBTQ+ nel Regno Unito, soprattutto per le persone trans+. Questa modifica legislativa significa che le vittime e i sopravvissuti LGBTQ+ avranno ora la stessa protezione e lo stesso accesso alla giustizia degli altri gruppi colpiti da crimini d’odio”.

L’Italia ferma al mancato DDL Zan

In Italia, purtroppo, così non è. Il DDL Zan mirava ad estendere le tutele previste dalla Legge Mancino (reati di discriminazione razziale e religiosa) anche ai crimini d’odio omotransfobici, abilisti e misogini, ma nel 2021 fu il Senato a cestinarlo, tra gli osceni applausi del centrodestra. Spetta quindi al giudice di turno, a sua discrezionalità, riconoscere l’aggravante eventuale. Nell’ultimo anno è successo in tre occasioni:  a Lecce nel caso di un 22enne aggredito, a Cuneo, con l’aggravante discriminatoria confermata anche in appello, e la scorsa settimana a San Giovanni Rotondo nei confronti di un uomo picchiato perché omosessuale. Ma sono tante i casi in cui l’aggravante non è stata riconosciuta, come ad esempio accaduto a Bergamo, Roma, Pesaro, Ravenna e Cremona.

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