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Sport e comunità LGBTIQ+: 14 storie che devi conoscere

Le storie di alcune leggende sportive, che sono state pioniere della rappresentazione LGBTIQ+ nello sport. Da Lily Parr a Dutee Chand: storie di coraggio, ma anche di sofferenza, vergogna e lotta quotidiana contro un ambiente il più delle volte ostile.

20 min. di lettura
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lauren hubbard, sportivi lgbt

Laurel Hubbard

“Ci sono momenti di grande entusiasmo, ci sono momenti di scoraggiamento, ci sono momenti di infortunio, ci sono momenti di forza, ci sono momenti di progresso, ci sono momenti di stagnazione. Tutto ciò che possiamo fare è continuare a spingere avanti” – Laurel Hubbard

Laurel Hubbard, nata il 9 febbraio 1978 ad Auckland, Nuova Zelanda, è una sollevatrice che ha fatto la storia come la prima atleta trans* apertamente dichiarata a partecipare ai Giochi Olimpici. Prima di fare coming out come persona trans*, Laurel Hubbard gareggiava nelle categorie maschili di sollevamento pesi, smettendo di competere all’età di 23 anni per poi ritornare allo sport dopo aver iniziato il trattamento ormonale nel 2012.

Prima del percorso di affermazione di Genere, Laurel  aveva stabilito record nazionali giovanili per la Nuova Zelanda nel 1998. Tornata alle competizioni internazionali nel 2017, ha vinto una medaglia d’oro nella categoria oltre i 90 kg ai Campionati Internazionali Australiani e Open di Melbourne, diventando la prima atleta trans* a vincere un titolo internazionale per la Nuova Zelanda.

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L’eleggibilità di Laurel Hubbard a competere come donna ha suscitato dibattiti e critiche, con alcune atlete e addett3 allo sport che sostenevano fosse ingiusto permetterle di competere nelle categorie femminili a causa di presunti “vantaggi biologici”. Nonostante ciò, ha soddisfatto tutti i criteri stabiliti dalla Federazione Internazionale di Sollevamento Pesi e dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che le ha permesso di gareggiare a Tokyo 2020.

Laurel è stata selezionata per competere nella categoria femminile oltre 87 kg alle Olimpiadi di Tokyo 2020, diventando non solo la prima atleta transgender a gareggiare in un’Olimpiade ma anche la sollevatrice più anziana qualificata per i giochi. La sua inclusione è stata celebrata da moltɜ addettɜ ai lavori come un passo avanti verso una maggiore inclusione delle persone LGBTIQ+ nel sport, mentre altrɜ hanno continuato a esprimere preoccupazioni e critiche.

Dopo aver affrontato tre sollevamenti non validi a Tokyo, Laurel Hubbard ha indicato la possibilità di ritirarsi dallo sport, citando l’età come fattore limitante per la sua carriera futura.

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