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Sport e comunità LGBTIQ+: 14 storie che devi conoscere

Le storie di alcune leggende sportive, che sono state pioniere della rappresentazione LGBTIQ+ nello sport. Da Lily Parr a Dutee Chand: storie di coraggio, ma anche di sofferenza, vergogna e lotta quotidiana contro un ambiente il più delle volte ostile.

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Roberta Cowell (Aviazione) 

“Questo incredibile cambiamento non è avvenuto da un giorno all’altro. Ho sempre saputo che il mio corpo aveva certe caratteristiche femminili. Il mio modo di fare aggressivamente maschile compensava questo fatto” – Roberta Cowell

Roberta Elizabeth Marshall Cowell, nata il 8 aprile 1918 a Croydon, era aviatrice e pilota di auto da corsa prima della sua affermazione di genere. Figlia di Sir Ernest Cowell, chirurgo di Giorgio VI, e di un’assistente sociale, lasciò la scuola a 16 anni. La sua passione per i motori la portò a lavorare presso la General Aircraft Co. a Hanworth. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Roberta divenne pilota per la Royal Air Force, volando su aerei Spitfire e partecipando a numerose missioni combattive.

Le sue sfide riguardanti l’identità di genere iniziarono in gioventù, culminando in un percorso che l’avrebbe portata a diventare la prima persona nota a sottoporsi a un intervento di vaginoplastica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Roberta servì come aviatrice nella Royal Air Force, guadagnandosi un posto di rilievo come pilota di Spitfire. Dopo la guerra, si dedicò all’ingegneria automobilistica e alle corse, fondando una propria società. Il suo percorso verso l’affermazione di genere iniziò nei tardi anni ’40, culminando nel 1951 con l’intervento chirurgico effettuato dal dottor Harold Gillies, un evento che segnò un punto di svolta nella sua vita e nella storia della comunità transgender.

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L’intervento di Roberta, oltre a personalizzare il suo percorso di transizione, ebbe un forte impatto legale e culturale. Fu in grado di ottenere la rettifica del suo sesso sul certificato di nascita, un successo non privo di ostacoli legali e sociali. Tuttavia, questa transizione comportò la perdita della sua licenza di pilota da corsa, dimostrando la transfobia che le persone transgender dovevano affrontare.

La vita di Roberta divenne oggetto di grande interesse pubblico, culminando con la pubblicazione della sua autobiografia nel 1954. La sua storia fu fonte di ispirazione per molte persone, ma portò anche a isolamento e discriminazione.

Roberta visse gli ultimi anni della sua vita in un relativo isolamento, lontano dai riflettori che avevano illuminato le sue lotte e i suoi successi. La sua morte nel 2011 a Hampton chiuse una vita straordinaria di sfide, conquiste e trasformazioni. Roberta rimane una figura emblematica nella storia transgender, ricordata per il suo coraggio, la sua resilienza e il suo contributo non solo come aviatrice e ingegnere ma come una delle prime persone a cambiare il discorso pubblico sulle persone transgender e sul percorso medicalizzato di affermazione di genere.

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