
Justin Fashanu (Calcio)
«Se più persone dicessero: “Ascolta, l’omosessualità è ovunque”, salveremmo così tante vite, non solo quelle fisiche, ma anche la loro capacità di esprimersi ed essere creativi. Da quando ho fatto coming out è come se si fosse liberata un’altra parte di me, una nuova parte creativa» – Justin Fashanu al tabloid The Sun (1990)
Justinus Soni “Justin” Fashanu nacque a Londra il 19 febbraio 1961. Figlio di un avvocato nigeriano e di madre guyanese, la sua infanzia fu segnata dal divorzio dei genitori, motivo per cui lui e il fratello John furono cresciuti in un orfanotrofio prima di essere adottati da una famiglia in Norfolk.
Iniziò la sua carriera nel calcio giovanile con il Norwich City, distinguendosi rapidamente come un talento eccezionale.
Justin Fashanu fece il suo debutto professionale nel 1979 con il Norwich City e divenne noto quando fu venduto al Nottingham Forest per un milione di sterline nel 1981, diventando il primo calciatore BIPOC britannico a raggiungere questa cifra.
Nel 1990, Justin Fashanu fece la storia come il primo calciatore professionista a dichiararsi pubblicamente gay. Justin concesse un’intervista esclusiva al tabloid The Sun, annunciando la sua omosessualità. Il 22 ottobre 1990, il giornale pubblicò la notizia con il titolo: “Calciatore da 1 milione di sterline: SONO GAY“.
Questo coming out incontrò una forte resistenza e ostilità sia nel mondo del calcio sia nella comunità nera. Era regolarmente oggetto di insulti razzisti e omofobi sia dai tifosi avversari che dal pubblico. Non solo venivano intonati cori offensivi contro di lui, ma venivano anche lanciate banane sul campo. Questi attacchi esterni aggravavano un conflitto interiore già profondo. Justin Fashanu era tormentato da pesanti sensi di colpa e da una lotta personale per accettare il proprio orientamento sessuale in un ambiente ostile e non accogliente.
Nel 1998, fu accusato di molestie sessuali da un giovane negli Stati Uniti, un’accusa che negò, sostenendo che il rapporto fosse consensuale. Tornato in Inghilterra, temendo un processo ingiusto, si tolse la vita. Nella sua lettera di suicidio, scrisse:
“Desidero dichiarare che non ho mai e poi mai stuprato quel giovane. Sì, abbiamo avuto un rapporto basato sul consenso reciproco, dopodiché la mattina lui mi ha chiesto denaro. Quando io ho risposto ‘no’, mi ha detto: ‘Aspetta e vedrai’. Spero che il Gesù che amo mi accolga: troverò la pace, finalmente.”
Justin Fashanu ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del calcio. La sua storia ha aperto la strada a una maggiore sensibilizzazione e inclusione nel calcio, e nel 2020 è stato introdotto nella Hall of Fame del calcio inglese, riconoscendo il suo impatto sia come atleta sia come individuo che ha lottato contro la discriminazione.
