Tom Daley è arrivato ieri al villaggio olimpico di Parigi, e ha subito iniziato a fare Tom Daley. Ovvero il seguitissimo, adorabile ed esilarante youtuber che racconta la sua vita a cadenza settimanale, con video intimi e divertenti puntualmente cliccatissimi. Direttamente dalla propria stanzetta olimpica il tuffatore britannico ha ‘testato’ gli ormai famigerati letti di cartone assegnati agli atleti, da molti definiti “antisesso” (pur avendo consegnato 300.000 preservativi), saltandoci sopra come un Peter Pan in live-action (“come vedete sono piuttosto robusti“). Perché Tom Daley sembra non invecchiare mai, pur avendo compiuto 30 anni lo scorso 21 maggio.
177 cm per 74 di tiratissimi muscoli, Tom ha ancora il visetto di quel ragazzino che a 15 anni sbalordì il mondo vincendo l’oro nella piattaforma da 10 metri ai mondiali di Roma. Da allora non si è più fermato, conquistando altre 7 medaglie mondiali, 8 europee, 5 del Commonwealth, 4 in coppa del mondo e 4 alle Olimpiadi, una delle quali d’oro. Dal 2022 Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico “Per i servizi ai tuffi, ai diritti LGBTQ+ e alla beneficenza”, Tom ha avuto la forza di fare pubblicamente coming out in giovanissima età, quando era già un seguitissimo campione. Nel 2013, ovviamente su Youtube, pubblicò un video in cui rivelò di aver “incontrato qualcuno, che mi ha reso felice e mi ha fatto sentire al sicuro. Questa persona è un ragazzo“. Aveva 19 anni. Quel ragazzo era Dustin Lance Black, da pochi anni premio Oscar per Milk ma soprattutto di 20 anni più grande. Ancora oggi sono meravigliosamente innamorati. Sposi dal 2017 e genitori di Robert Ray e di Phoenix Rose, nati entrambi tramite gestazione per altri.
Per stare al fianco dei due figli Daley ha abbandonato il nuovo per due lunghissimi anni. Dalle Olimpiadi di Tokyo del 2021 al 2023, per poi tornare in acqua e puntare la sua 5a Olimpiade consecutiva. Nel frattempo ha continuato a realizzare maglioni, calzini, cappelli, borse, portachiavi, scaldapeni e qualunque altra cosa all’uncinetto, passione che proprio in Giappone lo vide sferruzzare tra una gara di tuffi e l’altra, lanciando il suo kit per lavorare a maglia. È diventato anche volto di una campagna per lo smalto da uomo, a voler sfatare il mito del maschio che non deve mai cedere ad un trucco. Si è speso pubblicamente in decine di campagne contro l’omobitransfobia, senza aver mai paura di metterci la faccia. Ha lanciato la sua collezione Pride. Ha pubblicamente sostenuto le nuotatrici e/o tuffatrici trans. È diventato fumetto, Jack Splash, per raccontare ai più piccoli come i sogni possano diventare realtà, se sostenuti dalla perseveranza, e come l’odio e la discriminazione si possano battere. Ha chiesto ufficialmente che i Paesi omotransfobici siano banditi dalle Olimpiadi.
Qualunque cosa decida di fare Tom Daley riesce a farla, e il più delle volte nel migliore dei modi. Atleta ma non solo. Influencer, youtuber, imprenditore, attivista, modello, padre, marito. Sempre sorridente, positivo, instancabile sportivo, Tom è il figlio che qualunque mamma vorrebbe avere, il marito ideale, l’amico con cui divertirsi quando si è in libera uscita a fare baldoria. In 15 anni di carriera mai una parola fuori posto, una polemica gratuita, un inciampo pubblico. A Parigi punterà al suo secondo oro, da vincere in coppia con Noah Williams 24enne londinese nato a Camden Town che sogna la sua prima medaglia olimpica. Comunque vada per Tom sarà un successo garantito, con l’amato Dustin e i piccoli Robert Ray e Phoenix Rose a fare il tifo per lui. Insieme all’intero Regno Unito che è letteralmente pazzo di Daley.



