Eugenia Roccella incontrerà Arcigay martedì 11 Febbraio, accettando dunque la richiesta dell’associazione che lo scorso 17 Gennaio, a seguito dei numerosi casi di omobitransfobia che scuotevano il paese, aveva scritto alla ministra denunciando il clima insostenibile di “caccia al gay“.
All’inizio c’era stato un mail bombing di protesta verso Roccella da parte della nostra comunità. La più grande e capillare associazione LGBTIAQ+ italiana aveva organizzato un’azione dal basso dopo il silenzio della ministra delle Pari Opportunità durante l’ultimo Transgender Day of Remembrance.
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Ora la conferma dell’appuntamento istituzionale: l’11 febbraio il Ministero delle Pari Opportunità ospiterà l’incontro a porte chiuse tra la ministra e la storica associazione LGBTIAQ+ italiana, secondo quanto rivela Simone Alliva sul quotidiano Domani.
Il colloquio segna un inedito avvicinamento fra la comunità LGBTIAQ+ e Roccella, che in passato aveva chiesto di abrogare le unioni civili, e che durante l’approvazione della criminalizzazione come reato universale della GPA si era spinta ai limiti della sovversione, incitando i medici a denunciare le maternità surrogate. Roccella, già portavoce del Family Day, da sempre vicina alla lobby reazionaria ultra-cattolica Pro-Vita, aveva anche bollato la presunta teoria gender come “nuovo patriarcato”, supportando senza esitazione la “risoluzione Sasso” con la quale si vietano argomenti queer nelle scuole e nelle università. È sua anche la matrice oppressiva che ha portato al tavolo ispettivo del governo per l’analisi – in verità una vera e propria pressione politica – dell’uso del farmaco bloccante per le giovani persone di genere non conforme, verso le quali la ministra ha ottenuto un approccio patologizzante, cancellando i progressi realizzati nell’ospedale d’eccellenza Careggi.

“Ci sono le femmine e ci sono i maschi“, aveva inoltre detto Roccella insieme alla premier Meloni lo scorso Maggio. Nel settembre 2023, in un’aula vuota, Roccella aveva annunciato lo sblocco dei fondi UNAR per le case rifugio LGBT+, salvo scoprire in seguito che non si prevedevano erogazioni per l’apertura di nuove strutture.
Sempre lo scorso Maggio, Roccella si era rifiutata di firmare la dichiarazione dell’Unione Europea a favore dei diritti LGBTI+ perché, a suo dire, era “sbilanciata sull’identità di genere, quindi fondamentalmente il contenuto del ddl Zan“. In quell’occasione, a seguito della decisione di Roccella, l’Italia si era trovata a negare la propria firma in compagnia di paesi come Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Arcigay, attraverso le parole del segretario generale Gabriele Piazzoni, punta a ottenere misure concrete di contrasto alle discriminazioni. Nel 2023 Piazzoni aveva evidenziato come l’Italia, secondo i dati dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, registri un aumento di episodi di bullismo (il 68% di studenti LGBTI+ dichiara di ricevere atti di bullismo).
Questo il comunicato con cui Arcigay aveva reso nota, il 17 Gennaio 2025, la richiesta di incontro con la ministra Roccella:
Bologna, 17 gennaio 2025 – Dopo le due gravi aggressioni registrate nella Capitale ai danni di due coppie di ragazzi omosessuali, oggi la stampa riporta un altro racconto di violenza, che si protrae ormai da anni nei confronti di una coppia di ragazzi che abita in un condominio a Roma Est, dove subisce violenze e vessazioni gravi da parte di una famiglia dirimpettaia.“È con grande preoccupazione – commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -che assistiamo a un crescente numero di episodi di violenza, da parte di singoli e gruppi organizzati, contro persone semplicemente colpevoli di esprimere la propria identità di genere o il proprio orientamento sessuale. Questi atti di barbarie non solo mettono a rischio la sicurezza fisica delle persone coinvolte, ma minano anche i principi di libertà, pari dignità e rispetto dettati dalla nostra Costituzione”. “È un vero e proprio clima “da caccia ai gay” – dice ancora Piazzoni – che si abbatte su tutta la comunità LGBTQIA+ e che va ben oltre la il perimetro della Capitale, attraversando tutto il Paese. Spesso questo fenomeno mostra i connotati di azioni non estemporanee ma organizzate con precisione da gruppi, ispirati politicamente e che adottano strategie articolate e persecutorie, come è evidente ad esempio dai numerosi atti vandalici subiti dal Cassero di Bologna, nostra sede nazionale, nelle ultime settimane”. “La situazione è molto grave, senza precedenti e il Governo resta fermo a guardare: perciò oggi stesso abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente alla Ministra Roccella per ribadire con forza la necessità di un intervento tempestivo, a tutela dell’ incolumità de* cittadin* LGBTQIA+.
La richiesta di Arcigay era giunta a valle di una terribile escalation di episodi di violenza contro le persone LGBTIAQ, di alcuni dei quali forniamo di seguito i relativi articoli di cronaca.
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