Trento, poliziotta pestata a sangue perché donna trans da tre ultrà di estrema destra: “Ti meriti una lezione”, la testimonianza della vittima

Brutale aggressione contro una poliziotta transgender a Trento lo scorso 14 febbraio 2025. Tre ultrà l'hanno picchiata selvaggiamente, lasciandola sanguinante a terra.

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Poliziotta Trans Aggressione ultras estrema destra
Una poliziotta è stata pestata a sangue a Trento da ultras di estrema destra in quanto donna trans.
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Una serata apparentemente come tante altre, si è trasformata in un incubo per una poliziotta di 53 anni, brutalmente aggredita da tre ultrà del Trento Calcio solo perché donna transgender. Il pestaggio, avvenuto in un bar nei pressi dello stadio la notte di San Valentino, ha lasciato la vittima con 22 punti di sutura e una prognosi di 30 giorni.

Poliziotta picchiata a Trento perché transgender
Poliziotta picchiata a Trento da un gruppo di Ultrà perché transgender

Aggressione transfobica a Trento: “spedizione punitiva” e odio gratuito

L’agente, che sta portando a termine il percorso burocratico per la rettifica dei documenti, è stata attaccata dopo aver ricevuto insulti di stampo transfobico. Quando ha reagito alle offese, la situazione è degenerata in una violenza incontrollata.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli aggressori hanno dapprima insultato la poliziotta con commenti offensivi, per poi passare ai fatti. Una raffica di pugni e calci l’ha fatta crollare a terra, lasciandola immersa in una pozza di sangue. 

Dopo l’agghiacciante pestaggio, i tre odiatori si sono dati alla fuga.

Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima dimostrazione di un clima sempre più ostile nei confronti della comunità LGBTQIA+. E mentre l’odio continua ad invadere il nostro Paese, c’è chi ancora si nega l’urgenza di una legge contro l’omotransfobia.

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“Ti meriti una lezione”: la testimonianza della vittima

La poliziotta ha raccontato i dettagli della brutale aggressione in un’intervista al Corriere della Sera: “All’inizio erano cordiali e abbiamo anche parlato”, ha spiegato. Poi, il primo spintone, l’insulto sulla sua identità di genere e la reazione.

“Già con il primo pugno sono finita a terra. Mi sono alzata e me ne sono arrivati tanti che non riuscivo a sottrarmi. Volevo scappare in bagno, ma uno di loro mi ha presa e buttata verso gli altri due che hanno continuato a colpire. Sono caduta a terra e mi sono chiusa a uovo, ma loro hanno continuato a picchiarmi, poi forse hanno preso uno sgabello. Ho due tagli sulla fronte che sembrano fatti con una lama”.

Le parole più agghiaccianti? “Ti meriti una lezione“, le dicevano mentre la colpivano con violenza inaudita.

La poliziotta, nella sua intervista, ha comunque avuto la forza e il coraggio di invitare chiunque alla denuncia: “Non riesco a capire questa ondata di cattiveria che si respira a Trento ultimamente, la trovo assurda e deplorevole. L’ignoranza è dilagante e c’è tanta impunità, secondo me questi si sentono autorizzati a fare tutto ciò che vogliono proprio perché probabilmente godono di un’impunità che non si sa da dove arrivi. Spero che le persone cambino e mi auguro che la mia denuncia possa aiutare, non solo il mio mondo, chiamiamolo così, ma tutte le persone. Non è possibile che un appassionato di calcio non possa andare a una partita o frequentare determinate zone perché ci sono questi che seminano la paura”.

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L’assenza di una legge contro l’omotransfobia lascia campo libero a chi vede nella violenza un metodo per imporre la propria visione distorta. Perché, diciamolo chiaramente: chi oggi nega l’esistenza di una cultura discriminatoria, domani sarà il primo a giustificarla.

In Italia si aggrava l’escalation di episodi di violenza anti-LGBTIAQ+, di seguito le notizie di cronaca delle ultime settimane raccontati da Gay.it:

Gli ultimi episodi di omobitransfobia in Italia raccontati su Gay.it

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stefano belli 22.2.25 - 19:36

La madre degli imbecilli è sempre incinta...