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I 10 omotransfobici internazionali del 2021

Nella speranza che il 2022 possa bissare a livello globale quanto accaduto tra fine 2020 e inizio 2021, con  Donald Trump costretto a lasciare la Casa Bianca.

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Afghanistan LGBT
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Jair Bolsonaro

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Criticatissimo e contestatissimo presidente del Brasile, Jair Bolsonaro ha addirittura ottenuto la cittadinanza onoraria da parte della giunta leghista di Anguillara Veneta da cui emigrò il bisnonno paterno, poche settimane or sono, con tanto di abbraccio firmato Matteo Salvini al cimitero di San Rocco, dove si trova un monumento votivo in onore ai Caduti brasiliani.

Denunciato al Tribunale penale internazionale dell’Aja per crimini contro gli indios amazzonici e per gli oltre 600mila morti brasiliani causa Covid-19, da lui sempre sottostimato, Jair Bolsonaro è il principe degli omotransfobici del Sud America.

Estremista di destra, negli ultimi 3 anni Bolsonaro ha trascinato il Brasile in una gravissima crisi sanitaria, economica, etica, sociale e politica, dando il via alla deforestazione dell’Amazzonia. Orgogliosamente omotransfobico, misogino e razzista, è stato recentemente accusato da una commissione del Senato brasiliano di “crimini contro l’umanità” per come ha gestito la pandemia da Coronavirus, spesso e volentieri definita ‘inesistente’ al cospetto delle telecamere. “Basta affrontare il Covid-19 come se fossimo un Paese di fr*ci”, ha tuonato lo scorso novembre, dopo aver precisato che non usa mascherine perché “sono da fr*ci“. Precedentemente il presidente del Brasile ha attaccato l’OMS, perché a suo dire “incoraggia i bambini ad essere gay e a masturbarsi”, dopo aver apostrofato un giornalista nel corso di una conferenza stampa (“hai la faccia da gay“). Nel 2019 Bolsonaro ha fatto sapere alla Corte Suprema brasiliana che “l’omofobia non sarà mai reato”, per poi precisare che il Brasile non sarà mai il “paradiso del turismo gay“.

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