Gabriel Garko: “Etero o gay gli attori non devono recitare sé stessi ma interpretare un personaggio diverso da loro”

"Non mi sono mai accorto di discriminazioni e nessun accenno a battute infelici", ha precisato l'attore, dal 29 marzo di nuovo protagonista di una fiction Mediaset dopo 8 anni d'assenza.

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Gabriel Garko
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Dopo 8 anni d’assenza, domani sera Gabriel Garko sarà di nuovo su Canale5 in prime time con una fiction da protagonista, Se potessi dirti addio. La prima fiction dopo il coming out, avvenuto in diretta tv al Gf Vip nel 2020.

Intervistato dal Corriere della Sera, l’attore ha negato alcun traccia di omofobia all’interno dello star system nazionale, precisando di non aver più lavorato dopo il coming out per sua scelta. “Non mi sono mai accorto di discriminazioni e nessun accenno a battute infelici. Avevo solo bisogno di avere i miei tempi liberi. Quanto poi a certe affermazioni di chi ritiene che i ruoli da eterosessuali devono essere fatti da attori etero e quelli da gay devono essere affidati ai gay, mi viene da ribattere: gli attori non devono recitare sé stessi, ma entrare nella pelle di un personaggio diverso da loro”.

E ora, dopo 7 anni, Gabriel è tornato. “Ho accettato questo progetto perché era quello giusto per tornare a recitare. Negli ultimi anni mi sono allontanato non per ritirarmi definitivamente dalle scene, ma perché avevo bisogno di staccare. La notorietà a volte è soffocante, sentivo la necessità di un polmone nuovo, di respirare aria diversa”.

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Otto anni fa, alla vigilia di Sanremo 2016 che Garko avrebbe poi co-condotto al fianco di Carlo Conti, il divo rischiò di morire, per l’esplosione della villa in cui alloggiava. “Un incidente che mi ha cambiato la vita, finii sotto le macerie, ho sentito la morte vicina… ma proprio da quell’episodio, da cui sono uscito miracolosamente salvo, ho deciso di godermi la vita, di affrontare le cose in positivo… ho rimesso i cocci a posto”, ha precisato Gabriel, che solo pochi giorni fa ha rivelato a Verissimo di essere felice. E a detta di Silvia Toffanin, anche fidanzato.

Il dibattito sugli attori eterosessuali che non dovrebbero interpretare personaggi omosessuali prosegue da anni, soprattutto a Hollywood, tra favorevoli e contrari. In tal senso hanno esplicitato opinioni Ian McKellen, Benedict Cumberbatch, Michael UrieRupert Everett, Aaron SorkinAndrew Garfield, Richard E. Grant, Jim Parsons, Troye Sivan, Francesco Scianna da noi intervistato ed Eddie Redmayne, Adam Lambert, Daniel Franzese, Stanley Tucci, Paul Mescal, Eric McCormack e Luke Evans. Avanti il prossimo?

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