NONNI PERVERSI

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Il caso di un gay padre costretto a difendersi dai propri genitori per tenere il figlio.

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Cara jena,

ho ben 36 anni e ho un figlio a carico – a volte ci si sposa in gioventù. All’inizio di questo mese la Telecom dopo infiniti rinvii decide di fissarmi un appuntamento, per lavori; commetto la imprudenza di accettarlo nonostante non potessi essere presente – a volte si lavora – e affido ai miei, che abitano in zona, e che qualcosa sapevano dei miei orientamenti, l’incarico di essere lì. Bene: all’esito della perquisizione della mia casa da parte loro, saltano fuori Aut, Babilonia, "Ragazzi che amano ragazzi", persino "l’erotismo" di Bataille e (orrore!) un godemichet. Risultato: la mia ex signora ne è subito avvertita, messa in allarme, tempestata di deliranti telefonate sulla mia perversione (a lei già peraltro nota e indifferente) e sul pericolo che un soggetto quale sono io possa ‘pervertire’ suo figlio (anni 7) e sulla necessità di ricorrere al giudice per evitare mali maggiori… Anche lei è molto scossa e non sa cosa pensare essendo portata a dare credito al suocero, persona così distinta seria e flemmatica.

Penso che non conti l’autonomia economica o la capacità di reagire ai soprusi, l’omofobia è in agguato a qualunque età; quali che siano le condizioni sociali o i titoli di studio (i predetti signori hanno la laurea) il fascismo sterminatore non guarda in faccia neanche i propri figli e nipoti pur di sopprimere ogni diversità dai canoni sociali accettati.

Questa testimonianza, mi chiedo, a che serve? Non abbassate la guardia, mai, nei confronti di chi è portatore di un simile messaggio, anche se finge, per quieto vivere, di disinteressarsi della cosa. La separazione dai propri genitori, se omofobi, non deve avere alcun cedimento. Meglio aspettare la linea ISDN per un altro mese piuttosto che farli entrare in casa vostra .

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