Le elezioni europee sono passate e sappiamo tutti come è andata a finire: in Italia ha vinto Fratelli d’Italia e in Europa si registra una nuova avanzata delle destre, in particolare in Francia e Germania. I partiti che sono cresciuti di più nel nostro Paese però, sono Partito Democratico e AVS. Il Partito Democratico porta a Strasburgo il pù grande eurogruppo dei Socialist and Democrats, gli eletti di Alleanza Verdi e Sinistra si divideranno tra The Left e i Green/EFA. Il Movimento 5 Stelle, che ha registrato un calo di consensi, ha appena annunciato che sarà incluso nella sinistra del gruppo The Left.
Come vi avevamo raccontato nelle settimane precedenti al voto, alcuni candidati avevano sottoscritto il programma di ILGA Europe dal nome #ComeOut4Eu. L’Italia è stata la nazione con il più alto numero di candidati sottoscrittori: ben 144 su 76 seggi disponibili.
Ma quanti sono sono gli eurodeputati italiani che hanno sottoscritto il programma LGBTIQ+ di ILGA?
Il risultato sembra leggermente deludente: solo 17 su 76. Elly Schlein, segretaria PD, da tutti riconosciuta come una delle vincitrici di queste elezioni insieme alla premier e sua avversaria politica Giorgia Meloni, ha rifiutato la sua elezione a Strasburgo, dunque non può essere annoverata in questa lista. La stessa Meloni ha seguito le orme di Schlein, si è candidata, ma ha rifiutato il seggio al Parlamento Europeo: le due leader sono state ampiamente criticate per questo, sebbene i numeri danno loro ragione, essendo state di fatto le due uniche mattatrici delle elezioni europee, in una tornata elettorale che secondo gli osservatori ha suggellato l’avanzata di una polarizzazione, che ha spazzato l’area di centro: Italia Viva, Più Europa (insieme nella lista comune Stati Uniti d’Europa) e Azione non hanno infatti raggiunto la soglia di sbarramento e non hanno eletto alcun euro-deputato.
Resta ancora un tema non risolto, proprio all’interno del Partito Democratico di Elly Schlein. La difficoltà nello spoglio di Roma non ha dato risultati chiari e la candidata Alessia Morani è pronta a chiedere il ricorso. Morani avrebbe, infatti, perso il seggio per pochi voti, e a passare è stato l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Morani è firmataria del programma Ilga, Tarquinio ha sempre avuto posizioni avverse alle battaglie per i diritti Lgbtq.
Improbabile che il ricorso di Morani passi, dunque il conto degli eurodeputati italiani sottoscrittori del pledg LGBTIQ+ di Ilga Europe si fermerà a 17: solo il 22% degli eletti italiani a Strasburgo. Nessun contributo dall’opposizione di destra: nessun candidato di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ha firmato il programma di Ilga Europe su comeout.eu.
Dunque chi sono i sottoscrittori e in quale partito sono stati eletti?
6 degli 8 eletti del Movimento 5 Stelle hanno sottoscritto il programma di ILGA ed è il risultato più incisivo. Del resto, prima del voto, la pattuglia di sottoscrittori al pledge ILGA più nutrita era proprio quella del partito guidato da Giuseppe Conte, erano ben 55 i sottoscrittori pentastellati.
Tra i 21 eletti del Partito Democratico, sono solo 10 gli eurodeputati che hanno appoggiato le istanze LGBT con la sottoscrizione. Tra gli eurodeputati eletti di AVS solo 1 ha sottoscritto il programma di ILGA (su 24 firme, tra le quali campeggiava quella di Marilena Grassadonia, esclusa eccellente di questa tornata elettorale). Niente da fare per i 28 sottoscrittori appartenenti a Renew, ovvero Azione-Siamo Europei e Stati Uniti d’Europa (Più Europa e Italia Viva), che come detto non hanno raggiunto la soglia di sbarramento e non hanno eletto alcun eurodeputato a Strasburgo.
Per l’elenco completo di tutti gli eletti sottoscrittori guarda in fondo alla pagina.

Ma cosa chiedeva #ComeOut4Eu ai candidati alle europee?
Di impegnarsi, nel caso in cui fossero stati eletti, a:
- proporre e sostenere politiche e leggi dell’UE a protezione esplicita sulla base di orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali
- fornire risposte concrete ai bisogni delle persone LGBT
- riconoscere l’utilizzo dei diritti LGBT come capri espiatori per attacchi alla democrazia
- mantenere lo stato di diritto e la democrazia
- assicurare che l’UE utilizzi i suoi poteri affinché gli Stati membri siano riconosciuti come responsabili di violazioni dei diritti umani di persone LGBT, di ignorare i loro obblighi ai sensi dei Trattati dell’Unione Europea, della sua legislazione e delle politiche dell’UE, e di eventuali rifiuti di attuare le tutele legali esistenti
- agire come difensore delle organizzazioni LGBTI e dei diritti umani
- garantire sostenibilità, accessibilità e finanziamenti adeguati da parte dell’UE alla società civile, comprese le organizzazioni LGBTI
- fare in modo che l’UE sostenga l’allargamento dei diritti della comunità LGBTI anche nei Paesi vicini e nei Paesi terzi
- sostenere l’adozione di una seconda, nuova e ambiziosa Strategia UE per l’uguaglianza LGBT e integrare i diritti LGBT nella Definizione delle politiche interne ed esterne dell’UE
Nel perseguire questi obiettivi i candidati avrebbero dovuto e dovranno:
- cercare input e orientamenti strategici nella società civile LGBT
- utilizzare fonti di informazione credibili e responsabili e a garantire che il lavoro per i diritti LGBT contribuisca a discussioni politiche ben informate e costruttive
- divulgare in modo adeguato ciò che concerne i diritti LGBT evitando la polarizzazione
- mettere la sicurezza della comunità al di sopra di ogni altra preoccupazione
Oltre a ciò, ILGA aveva inviato una lettera a tutti i partiti italiani, chiedendo ai candidati alle europee di firmare l’accordo programmatico. C’è, infatti, un caso Italia. Le violenze sono aumentate dal 2019 e il nostro paese si trova al 23esimo posto su 27 per quanto riguarda la tutela dei diritti Lgbtq. Inoltre, l’Italia non ha votato due dichiarazioni importanti: la prima, la “Declaration on the continued advancement of the human rights of LGBTIQ persons in Europe” proposta dalla Presidenza belga dell’UE; la seconda, la Dichiarazione ministeriale congiunta del Consiglio d’Europa, firmata da 32 paesi membri.
Chi sono gli eurodeputati italiani che hanno sottoscritto il programma LGBTIQ+ di ILGA?
Movimento 5 Stelle
Carolina Morace, Movimento 5 Stelle, The Left, Circoscrizione Centro

Dario Tamburrano, Movimento 5 Stelle, The Left, Circoscrizione Centro
Pasquale Tridico, Movimento 5 Stelle, The Left, Circoscrizione Sud
Valentina Palmisano, Movimento 5 Stelle, The Left, Circoscrizione Sud
Mario Furore, Movimento 5 Stelle, The Left, Circoscrizione Sud
Giuseppe Antoci, Movimento 5 Stelle, The Left, Circoscrizione Isole
Cecilia Strada, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Nord-Occidentale
Alessandro Zan, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Nord-Occidentale e Nord-Orientale
Irene Tinagli, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Nord Occidentale
Brando Benifei, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione: Italia Nord-Occidentale
Elisabetta Gualmini, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Nord Orientale
Annalisa Corrado, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Nord-Est
Matteo Ricci, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Centro
Nicola Zingaretti, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Centro
Camilla Laureti, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Centro
Sandro Ruotolo, Partito Democratico, Socialist and Democrats, Circoscrizione Sud
Alleanza Verdi Sinistra
Benedetta Scuderi, AVS, Greens/EFA, Circoscrizione Nord-Occidentale
















