Nichi Vendola

Nicola “Nichi” Vendola (Bari, 26 agosto 1958) è un politico e giornalista italiano, noto per il suo impegno sociale, la sua presidenza della Regione Puglia e il sostegno alla comunità LGBTIQ+. Premi su “leggi tutto” per proseguire nell’approfondimento della biografia, carriera e vita personale di Nichi Vendola


Biografia e carriera di Nichi Vendola

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Nicola “Nichi” Vendola nasce a Bari il 26 agosto 1958, terzo di quattro figli. Cresce a Terlizzi, un piccolo comune pugliese, in una famiglia con profonde radici comuniste: il padre Francesco, impiegato delle poste, è stato sindaco di Terlizzi nel 1970, mentre la madre Antonietta è casalinga. Il soprannome “Nichi” gli viene dato dai genitori in omaggio a Nikita Chruščëv, leader sovietico noto per la destalinizzazione degli anni ’50.

Formazione e primi anni di attivismo

Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico-Linguistico “O. Tedone” di Ruvo di Puglia, si laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” con una tesi su Pier Paolo Pasolini, sotto la guida del professor Arcangelo Leone de Castris. Durante gli anni universitari, è allievo di monsignor Antonio Bello, figura che influenzerà la sua formazione etica e sociale.

Nel 1972, a soli 14 anni, si iscrive alla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), iniziando un percorso di attivismo politico che lo porta a militare nella sezione del Partito Comunista Italiano (PCI) di Terlizzi. Negli anni ’80, trasferitosi a Roma, diventa uno dei promotori e fondatori dell’associazione Arcigay e della Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS (LILA).

Carriera giornalistica e politica nel PRC

Nichi Vendola intraprende la carriera giornalistica, collaborando con “L’Unità” e successivamente con “Rinascita“, settimanale del PCI (Partito Comunista Italiano). Nel 1991, con la svolta della Bolognina e lo scioglimento del PCI, aderisce al neonato Partito della Rifondazione Comunista (PRC). Alle elezioni politiche del 1992 viene eletto deputato, iniziando una lunga esperienza parlamentare che durerà fino al 2005.

In Parlamento, si distingue per il suo impegno nella Commissione Antimafia, diventandone vicepresidente nel 1996. Denuncia il cosiddetto “verminaio Messina“, contribuendo alle dimissioni del sottosegretario all’Interno Angelo Giorgianni. Il suo lavoro nella Commissione lo porta a ricevere minacce e a vivere sotto scorta per un periodo.

All’interno del PRC, inizialmente vicino alle posizioni di Sergio Garavini, si avvicina poi a Fausto Bertinotti, sostenendone la linea politica. Nel 1998, il partito ritira la fiducia al governo Prodi I, decisione che vede Nichi Vendola tra i protagonisti. Nonostante le tensioni interne, rimane una figura di spicco nel PRC, contribuendo alle discussioni sulle strategie politiche del partito.

Presidenza della Regione Puglia

Nel 2005, dopo aver vinto le primarie del centrosinistra in Puglia contro Francesco Boccia, diventa il candidato ufficiale della coalizione per la presidenza della Regione. Nelle elezioni regionali, sconfigge il presidente uscente Raffaele Fitto con il 49,84% dei voti, diventando il primo governatore italiano dichiaratamente omosessuale.

Durante il suo primo mandato, promuove politiche innovative in ambito culturale, ambientale ed energetico. Tra le iniziative mosse dalla Regione Puglia durante il suo mandato ci furono l’Apulia Film Commission e Puglia Sounds, favorendo lo sviluppo dell’industria cinematografica e musicale regionale. La Puglia diventa leader nazionale nella produzione di energie rinnovabili, grazie all’investimento in impianti eolici e solari e all’adozione di un piano energetico ambientale all’avanguardia.

Nel 2010 si ricandida alla presidenza della Regione Puglia. Nonostante le resistenze interne al Partito Democratico, vince nuovamente le primarie contro Francesco Boccia, ottenendo il 67,24% dei voti. Nelle elezioni regionali, viene riconfermato presidente con il 48,7% dei consensi, battendo il candidato del centrodestra Rocco Palese.

Fondazione di Sinistra Ecologia Libertà

Nel 2009, in seguito a divergenze con la leadership del PRC guidata da Paolo Ferrero, lascia il partito per fondare il Movimento per la Sinistra. Questo movimento confluisce successivamente in Sinistra Ecologia Libertà (SEL), formazione politica che riunisce varie anime della sinistra italiana. Nichi Vendola ne diventa il presidente e portavoce.

Alle elezioni politiche del 2013, SEL entra per la prima volta in Parlamento come forza autonoma, ottenendo 37 deputati e 7 senatori all’interno della coalizione di centrosinistra. Nichi Vendola si candida alle primarie del centrosinistra per la candidatura a Presidente del Consiglio, ottenendo il terzo posto con il 15,6% dei voti al primo turno.

Attività successive e ritorno in politica

Concluso il suo secondo mandato regionale nel 2015, sostiene Michele Emiliano come suo successore alla guida della Puglia. Nel 2016, SEL confluisce in Sinistra Italiana, partito che mira a unire le varie componenti della sinistra italiana. Vendola continua a essere una figura influente all’interno della nuova formazione, sebbene non ricopra incarichi esecutivi immediati.

Il 26 novembre 2023, durante il congresso di Sinistra Italiana, viene eletto Presidente nazionale del partito su proposta del segretario Nicola Fratoianni. Nel suo discorso, sottolinea la volontà di contribuire attivamente al rinnovamento della sinistra italiana, pur affermando di non essere interessato a candidature elettorali personali.

Impegno culturale e letterario

Oltre alla carriera politica, Vendola è autore di numerose pubblicazioni che riflettono le sue passioni e i suoi ideali. Tra le sue opere si annoverano:

  • Prima della battaglia” (1983)
  • Soggetti smarriti: memoria e presente nel racconto di una passione comunista” (1991)
  • Il mondo capovolto: cronache minime di fine millennio” (1993)
  • La mafia levantina: rapporto sulla criminalità organizzata in Puglia” (1996)
  • La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia” (con Chiara Valerio, 2010)
  • C’è un’Italia migliore” (2011)
  • Vestire gli ignudi seppellire i morti” (2016)
  • La raccolta di poesie “Patrie” (2021)

La sua produzione letteraria spazia dalla saggistica alla poesia, dove affronta temi politici, sociali e culturali con uno stile personale e riflessivo.

Questioni giudiziarie

Nel corso della sua carriera, Nichi Vendola ha affrontato alcune vicende giudiziarie. Nel 2012 viene indagato per concorso in abuso d’ufficio riguardo alla nomina di un primario all’ospedale San Paolo di Bari. Sceglie il rito abbreviato e nel 2012 viene assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Successivamente, nel 2013, riceve un avviso di garanzia per presunto abuso d’ufficio legato a una transazione con l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Anche in questo caso, la sua posizione viene archiviata nel 2013.

Nel 2015, nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva di Taranto, viene rinviato a giudizio con l’accusa di concussione aggravata in concorso. Nel maggio 2021, al termine del processo “Ambiente Svenduto”, viene condannato in primo grado a tre anni e sei mesi di reclusione. Vendola ha sempre dichiarato la sua innocenza e ha annunciato ricorso in appello.


Sostegno alla comunità LGBTIQ+

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Nichi Vendola è da sempre un fervente sostenitore dei diritti della comunità LGBTIQ+. Negli anni ’80, è stato tra i fondatori di Arcigay e della LILA, contribuendo attivamente alla lotta contro la discriminazione e l’omofobia in Italia.

La sua visibilità come politico dichiaratamente omosessuale ha rappresentato un punto di svolta nella politica italiana. Ha spesso utilizzato la sua posizione per promuovere l’uguaglianza e combattere i pregiudizi. Nel corso degli anni, ha partecipato a numerose manifestazioni e pride, tra cui il Molise Pride del 2019, dove è stato testimonial.

Nichi Vendola ha anche affrontato apertamente gli attacchi omofobi ricevuti durante la sua carriera. Ha criticato le politiche discriminatorie e si è espresso a favore di leggi come il DDL Zan, mirate a contrastare l’omobilesbotransfobia.

Nel dibattito sulla gestazione per altri, ha condiviso la sua esperienza personale per promuovere una maggiore comprensione e regolamentazione della pratica, evidenziando come l’amore e il desiderio di famiglia siano al centro di tali scelte.


Vita personale

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Nichi Vendola è dichiaratamente omosessuale dal 1978, diventando uno dei primi politici italiani a fare coming out. La sua apertura ha contribuito a dare visibilità alla comunità LGBTIQ+ in un periodo in cui l’omosessualità era ancora un tabù nella politica italiana.

Il suo compagno è Edward “Ed” Testa, grafico e creative consultant canadese. Nel febbraio 2016, la coppia diventa genitore del piccolo Tobia Antonio, nato in California grazie alla gestazione per altri (GPA). La scelta di ricorrere alla GPA ha suscitato dibattiti in Italia, ma Nichi Vendola ha sempre difeso la sua decisione, sottolineando l’amore e il desiderio di creare una famiglia.

In un’intervista del 2023, ha raccontato: «Noi volevamo crescere un figlio, non volevamo un utero in affitto o una donna incubatrice. Abbiamo costruito relazioni affettive che dureranno tutta la vita». Ha inoltre descritto il rapporto con le donne coinvolte nella nascita di suo figlio come basato su rispetto e affetto reciproco.


Citazioni

  • «Togliere la vita è un crimine universale. Dare la vita non è un crimine.» [Intervista a “Cartabianca”, 2023]
  • «Chi siete per giudicare? Chi vi autorizza a entrare nelle vite degli altri? Che ne sapete della vita degli altri?» [Intervista a “Cartabianca”, 2023]
  • «Noi siamo una famiglia. Mi dispiace per il ministro Fontana, ma io esisto, il mio compagno esiste e nostro figlio esiste, grazie a Dio.» [Intervento a “Di Martedì”, 2018]
  • «Siamo usciti alla luce del sole e nessuno più ci ricaccerà nell’ombra o dietro un filo spinato.» [Intervista a “La Repubblica”, 2021]
  • «La Chiesa dovrebbe chiedere perdono agli omosessuali.» [Intervista a “Huffington Post”, 2021]
  • «Dare la vita non è un crimine. Noi abbiamo rimborsato un anno di mancato lavoro, abbiamo sostenuto tutte le spese necessarie per gravidanza e parto.» [Intervista a “Cartabianca”, 2023]
  • «Nessuno può fermare il sentimento che sta crescendo attorno a questa battaglia.» [Riferendosi al DDL Zan, “La Repubblica”, 2021]

 

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