GUERRA AL CRUISING GAY 3

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Continua l'inchiesta sui luoghi di incontro all'aperto. Dal forum di Gay.it, il ritratto di quello che succede al Sud e in Sardegna: "qui di incontri neanche a parlarne,...

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Tanto tuonò che piovve, direbbero gli eruditi a riguardo della inchiesta sulla guerra al cruising. E leggendo il forum ce ne siamo accorti, di che burrasca abbiamo provocato. Sono infatti piovuti per questo argomento in meno di 10 giorni circa 220 nuovi messaggi da tutte le parti d’Italia, con le più diverse anime ed intenzioni a commento di questa inchiesta che, assai poco presuntuosamente, voleva solo svelare alcuni retroscena e mettere a nudo qualche ipocrisia della nostra bella e cara Italia.

E le segnalazioni (attenzione, non i giudizi a commento, ma le segnalazioni vere e proprie, in tutto una trentina su 220), vanno in larga parte nella direzione denunciata. Ovunque, in ogni parte d’Italia sia al nord che al centro che al sud, si registra un ostruzionismo nuovo verso il cruising all’aperto.

Inizia Zanna, da Salerno, che ci racconta nel suo intervento come ora la situazione sia molto peggiorata nelle vicinanze dello Stadio “Arechi” per il cruising con l’illuminazione del parcheggio a giorno. C’è da dire che, comunque, spesso le zone antistanti gli stadi sono state utilizzate a tale scopo, a iniziare dal parcheggio dello stadio di San Siro a Milano, e Sinigaglia a Como.

Continua tanto per rimanere in Campania Francesco da Napoli che ci fa notare come vi sia una disparità di trattamento tra le città del nord centro di interesse socio economico per la comunità gay, ed il sud dimenticato perché ritenuto poco importante. La trascrizione quasi testuale della sua testimonianza è tutta qui a dimostrare come quello che dice ovviamente non sia vero, ed inficia anche un’altra teoria lanciata in precedenza sulla matrice di “destra” di questo ostruzionismo. Dice infatti Francesco che a Napoli la giunta Bassolino ha fatto le stesse cose che Albertini ha fatto a Milano sulla Villa Comunale meta degli incontri di generazioni di partenopei desiderosi di incontrarsi e finanche di fare sesso, aggiungendo che a tal proposito nessuno ha detto niente. Non è vero, eccoci qua con la nostra precisa denuncia. Aggiunge inoltre che: “A Napoli ormai si vivacchia, i luoghi per conoscersi all’aperto sono pochissimi e bisogna rivolgersi per lo più a locali specializzati, dove l’igiene è un sogno e la cortesia una chimera”. Ne prendiamo atto, denunciando questo nell’attesa di smentite, puntualizzazioni, rettifiche.

Ubaldo dalle Marche, ci rende noto poi che negli ultimi anni le spiagge “gay” (sulla falsariga delle pinete della Versilia, del Lido di Ravenna, di Ostia a Roma per intendersi) sono drasticamente diminuite diventando da “centinaia” a solo sei, funzionanti.

Sintomatico, dalla Sardegna, il commento laconico di Luca: “qui le cose non sono rosee per noi, di cruising neanche a parlarne, ne all’aperto ne al chiuso”. E sorge spontaneo un commento a margine: un gay sardo, dove può fare senso di comunità? In un locale che non esiste? In un’associazione che non c’è? In un luogo di cruising che viene comunque ed in ogni caso osteggiato? Forse, bisognerebbe riflettere anche su queste cose, prima di esprimere giudizi avventati!

Tornando al settentrione d’Italia, poi, Stefano ci dice che a Gallarate in provincia di Varese, i giardinetti comunali in viale Milano, meta di incontri anche gay, è stato recintato e chiuso per pretese motivazioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, che il nostro amico nel forum nega con fermezza.

Paolo di Modena, poi, ci racconta di come ostruzionismi all’incontro di gay all’aperto ve ne siano anche nella “tollerante” Emilia (tollerante definizione sua) laddove, come egli stesso riferisce: “in provincia di Modena, ma anche a Reggio Emilia, sempre più spesso le poche zone a disposizione, vengono controllate dalla polizia, vengono illuminate a giorno, ecc.. Un esempio abbastanza significativo??? In una particolare zona della provincia di Modena (uscita casello di campogalliano) i residenti delle vie adiacenti la zona cruising hanno ottenuto dal comune di vietare il transito ai non residenti, in tutte le vie adiacenti l’area dalle 20.00 alle 6.00 di mattina”.

Diverse le segnalazioni provenienti da Roma: Marco riferisce di un: “azzeramento dei punti di ritrovo con illuminazione a giorno di parchi e controlli frequenti delle forze dell’ordine” mentre Antonio gli fa da eco andando oltre: chiusura del parco di Monte Caprino, chiusura del Colle Oppio e taglio delle siepi nella zona dell’Eur (probabilmente Eur Fermi). Lorenzo parla di Valle Giulia, dove: “hanno divelto siepi e alberi e a poco a poco stanno pelando completamente la collina a ridosso dell’Istituto di cultura giapponese… nel tentativo di far andare via i 4 vecchietti che ancora si ostinano, anche adesso che fa freddo, a copulare dietro un cespuglietto basso. Anche il Galoppatoio è stato potato per i Giubileo, e dopo hanno continuato a metterci eventi “culturali” (in realtà, più che altro happening commerciali), in modo che la zona fosse illuminata a giorno proprio nella parte più frequentata, cioè dietro l’uscita del parcheggio. Rimane il parco di Palombini, dove i pestaggi (non denunciati, naturalmente) mi dicono siano all’ordine del giorno”.

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Non va meglio a Padova: riferisce omeomerie dalla città del Santo che: “Qui a Padova le cose sono uguali, i posti all’aperto sono praticamente spariti obbligando la gente ad andare a spendere i soldi nei locali”.

Torino, invece, pare non possa godere di una simile tolleranza ed è anzi segnalata come una zona di profonda preoccupazione per coloro che desiderano fare “cruising” all’aperto. Riferiscono infatti alcuni utenti dei forum che vi siano: “Battuage illuminati come fosse mezzogiorno e siepi completamente rasate a zero (Valentino e Piazza D’armi). Oppure divieto di fermata e relative multe (Pellerina)”.

Altro caso di “singolare e particolareggiata” applicazione del codice della strada, dopo i casi di Desenzano per i Canneti, di Milano per il Parco Nord e di Torino per la Pellerina, viene da Massimiliano che fa notare come a Rivolta d’Adda, paese ridente alle porte di Milano, la sindaco (Ulivo ci tiene a precisare) ha fatto multare tutte le auto dei bagnanti (gay, essendo il posto notoriamente frequentato da omosessuali che prendono il sole, e non solo) che andavano a godere delle naturali bellezze incontaminate del fiume Adda. E ci ha anche instillato un dubbio: ciò facendo, la signora, non ha attuato anche una surrettizia schedatura dei frequentatori gay di un luogo di ritrovo gay? All’avvocato Menzione, l’ardua sentenza!

Ultima segnalazione è quella di Giorgio che da Udine ci dice che: “Anche qui ad Udine, la “famosa” piazza Primo Maggio è stata recintata da due anni a sta parte con un progetto che era già da tempo sulla carta. Erano anni che comunque le stradine adiacenti (ndr luoghi di abbordaggio) erano state illuminate. Per cui che si venisse di destra o di sinistra la storia a seguito il suo corso. Ci siamo spostati ma penso succederà anche lì”.

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di Luca Valeriani

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